Riflessioni post elettorali

Europee

A seconda di come si leggono i dati talvolta vi sono analisi discordanti. Anche a seconda di quali dati sono scelti come indicatori si possono ottenere letture diverse.

Per questo invito tutti a confrontare ancora qualche dato, prima di trarre conclusioni definitive.

 

Europee 1989

Voti in VdA

Europee 1994

Voti in VdA

Europee 1999

Voti in VdA

Europee 2004

Voti in VdA

Europee 2009

Voti in VdA

PCI

12.953

19,46 

PDS

6.143

10,01

DS

4.516

7,46

Ulivo

7.639

13,56%

PD

7.161

12,84%

Giulio Fiou

PreferenzeVdA

3.442

Cristina Jannel

PreferenzeVdA

1.965

Giovanni Sandri PreferenzeVdA

2.039

Nessun candidato

regionale

Raimondo Donzel

PreferenzeVdA

3.658

 

 

Europee 1989

Voti in ITALIA

Europee 1994

Voti in ITALIA

Europee 1999

Voti in ITALIA

Europee 2004

Voti in ITALIA

Europee 2009

Voti in ITALIA

PCI

9.598.369

27,58 %

PDS

6.281.354

19,06%

DS

5.395.3.363

17,34%

Ulivo

10.105.836

31,08%

PD

8.008.203

26,13%

 

Alla luce dei dati che ho sopra riportato si evince senza dubbio il risultato positivo del Partito Democratico della Valle d’Aosta. Il risultato del candidato/segretario va letto non tanto in termini personali ma come risultato premiante della linea politica di tutto il Partito e di un percorso di ritrovata unità interna nel rispetto della diversità. Chi ha giocato la “vecchia” carta della spaccatura personale, delle “vecchie” logiche della Gauche valdôtaine-DS, del mettere fine all’autonomia del PD ha perso, sonoramente!

La necessità di una forza progressista e riformista “organizzata” nel quadro politico valdostano è stata confermata in modo esplicito. Il progetto di un PARTITO DEMOCRATICO della Valle d’Aosta va avanti!

E il Congresso sarà finalmente lo strumento per rafforzare questo progetto e non per affossarlo.

 

Referendum

Bassissima affluenza. Soldi pubblici buttati. Ricordo che il PD aveva proposto di accorpare il referendum alla prima tornata elettorale: quindi il PD ha il diritto di parlare di costi e non la Lega Nord o il Ministro Maroni che per far fallire il referendum hanno rifiutato l’accorpamento con le elezioni europee.

Bisognerà riformare l’istituto dei referendum (limitandone l’abuso): ma avendo ben presente che è un istituto costituzionale e che il suo funzionamento dipende molto dalla politica. I cittadini vanno o non vanno a votare a seconda dello sforzo che fanno i partiti per spiegare le ragioni di una battaglia referendaria.

Il dato positivo per il PD anche in Valle d’Aosta è che la maggior parte dei quasi 16.000 votanti, il 70%;  ha seguito le indicazioni del PD (vota 3 Sì per cambiare la legge in PARLAMENTO); in particolare nel comune di Aosta e nei comuni con prevalenza del centro sinistra anche nelle amministrazioni.

Segno di una vitalità del Partito anche nelle questioni più difficili come i referendum.

 

Ballottaggi nazionali

«Comincia il declino della destra. Sarà un percorso lungo ma con lavoro e impegno porteremo avanti il cambiamento nel paese». Così Dario Franceschini, segretario del Pd, ha commentato il risultato dei ballottaggi che ha visto il centrosinistra confermarsi in tante amministrazioni al Nord, al Centro e al Sud. Il risultato per il Pd e il centrosinistra ai ballottaggi è, per Franceschini, «un segnale importantissimo» dal momento che «appena quindici giorni fa il quadro era: il Pdl al 45% alle Europee e la conquista di tutte le grandi città». «Ora c’è una tendenza favorevole per il Pd e per il centrosinistra molto importante in molte città del Sud – aggiunge Franceschini – ma c’è anche un segnale importante al Nord, come dimostrano Torino e il testa a testa a Milano, dove al primo turno eravamo sotto di dieci punti».

Anche se rispetto al 2004 abbiamo perso terreno, la destra non ha sfondato e il PD con i suoi alleati, anche l’UDC a Torino e Alessandria, ha riconfermato con percentuali significative il suo radicamento nel territorio, evidenziando che le alleanze si decidono d’intesa coi livelli territoriali. Vinciamo in particolare a Padova nel Veneto della Lega e a Bari. Segnalo poi Firenze dove abbiamo vinto nettamente con il giovane Renzi che è andato da solo ai ballottaggi senza accordi con UDC o Sinistre altre. Un segnale chiaro che anche a livello nazionale va avanti il progetto del PARTITO DEMOCRATICO. Non si torna indietro!

 

Elezioni comunali 2010

Come dimostrano i dati nazionali, le elezioni amministrative sono un passaggio fondamentale per recuperare o mantenere il consenso. In Valle d’Aosta a differenza del livello nazionale, dove nel 2004 il centrosinistra aveva fatto il pieno ed era andato a vincere le politiche del 2006 (mandando poi tutto a rotoli con il fallimento del governo Prodi), la situazione è diversa. Noi veniamo dal disastro elettorale delle Amministrative del 2005 dove la GV-DS aveva perso terreno dappertutto. Le regionali del 2008, con il nuovo partito democratico, hanno registrato una sostanziale tenuta nel territorio e un miglioramento ad Aosta. Le europee 2009 ci hanno fatto fare un ulteriore passo avanti ad Aosta e recuperare in molti Comuni.

Ora si tratta di lavorare tutti insieme, come durante le elezioni europee, per costruire alleanze del “Buon governo” in tutti i comuni, avendo attenzione ai programmi che mettano al centro i cittadini e lo sviluppo delle comunità locali e guardando alla qualità dei candidati. Lavorando per confermare le Amministrazioni che hanno dimostrato di lavorare bene e cercando di promuovere liste ove manchi partecipazione alla vita democratica.

Per questo in autunno il Partito promuoverà una scuola di politica che consenta a giovani e meno giovani di conoscere il lavoro degli amministratori comunali, al fine di cimentarsi nella importante avventura della candidatura nel proprio paese. Sollecitando tutti a responsabilizzarsi rispetto all’interesse per il governo della cosa pubblica, sia nelle file della maggioranza sia in minoranza, guardando sempre al bene comune. Questa è la democrazia. Questo è il Partito democratico.

CHI HA DETTO LA VERITA’?

Champdepraz2008Sia la lista Vallée d’Aoste (attuale maggioranza in regione UV, SA, FA + Pdl), sia la lista delle Comunità Alpine (nuovo Galletto + Idv), hanno ripetuto agli elettori che l’elezione del deputato europeo valdostano era cosa fatta. Qualcuno ha cominciato a pensare che ne avremmo eletti addirittura due. Ora a dati acquisiti abbiamo visto che si trattava di un bluff. O meglio che non era con i voti valdostani che si sarebbe potuto raggiungere tale obiettivo e dunque che bisognava cercare i voti fuori dalla Valle d’Aosta. Ma a questo punto si può ancora parlare di europarlamentare valdostano?

Se dovesse andare in porto un accordo con due o tre dimissioni che favoriscono l’elezione di un valdostano, si potrebbe parlare di rappresentante della Valle d’Aosta? O, piuttosto, di rappresentante del Pdl e dell’Idv?

Dopo la batosta elettorale i due schieramenti (che non sono due partiti e sono lungi dall’esserlo) tornano coi piedi per terra e ricominceranno a parlare della brutta legge elettorale che non garantisce il parlamentare alla Valle d’Aosta, dimenticando di aver illuso i valdostani per l’intera campagna elettorale. Ecco perché la politica tutta perde di credibilità. Perché i cittadini sono coscienti che i candidati raccontano qualunque cosa durante le elezioni per contendersi un voto e poi si smentiscono il giorno dopo.

Così chi con umiltà, come il PD della Valle d’Aosta, ha portato in campagna elettorale le proposte e la coerenza politica di un progetto centrato sull’Europa e di grande attenzione al proprio territorio regionale ha trovato ascolto. Ed è stato premiato.  E questo risultato molto positivo del Partito Democratico della Valle d’Aosta, con una crescita superiore al 3% rispetto alle regionali, e anche in termini assoluti (numeri che troverete evidenziati in altre parti del giornale), è ancor più significativo se lo si confronta con precedenti elezioni europee sotto le insegne del PDS e dei DS-GV, dove si che evidenzia il netto avanzamento del PD.

Ed ancora i dati regionali sono in controtendenza con i risultati nazionali tutti orientati al segno meno, anche se con soddisfazione prendiamo atto che viene garantita la tenuta del Partito nazionale, in forte ripresa rispetto al periodo buio delle dimissioni di Veltroni.

Infine sia a livello valdostano sia a livello nazionale, nel confronto Europeo, facciamo meglio della maggior parte dei partiti dell’area PSE; segno che la chiara scelta di sostenere la nascita del partito democratico è la strada del futuro anche in prospettiva europea se non si vuole essere relegati alla marginalità politica come la sinistra radicale.

Il dato politico più evidente di queste elezioni e che aveva motivato il nostro posizionamento politico a sostegno del centro sinistra in Valle d’Aosta resta comunque la verifica dell’Alleanza tra le forze Autonomiste al governo e la destra. Gli elettori hanno bocciato sonoramente questa ipotesi; facendo addirittura intravedere una critica aperta all’attuale governo regionale visto che il candidato della lista Vallée d’Aoste, apparentata al Pdl, ne è il vicepresidente, oltre che assessore.

La frenata su Berlusconi, e sul suo sconclusionato modo di “governare” il Paese, ha frenato anche il governo regionale che aveva guardato in modo improvvido alla prospettiva di destra.

Una preoccupazione viene dalla crescita della Lega, marginale in Valle ma fortissima al Nord. Preoccupazione legata all’idea di un federalismo, quello leghista, che vede nelle regioni Autonome sacche di privilegio e non invece esperienze che possano contribuire alla realizzazione piena del federalismo in Italia. Ma preoccupati anche dagli slogan radicali e dal populismo leghista che non guarda alla soluzione dei problemi quanto unicamente alla conquista del consenso, anche a prezzo di posizioni al limite dei valori costituzionali espressi dalla nostra democrazia.

Di questo dovrà tener conto l’agenda politica dei prossimi mesi.

Chi poi guardava con miopia al caso Comune di Aosta dovrà rassegnarsi al costante recupero del PD sul dato pessimo della GV-DS nelle comunali del 2005. Dopo il recupero ad Aosta già nelle elezioni regionali, siamo cresciuti ancora, in termini assoluti e di quasi 5 punti in percentuale, tenendo il passo della destra che ha approfittato dell’apparentamento con l’UV per riempire di voti le sue bisacce, alla faccia dell’Alleanza. Inoltre siamo sorprendentemente davanti alla lista Comunità Alpine, segnando uno storico primato di rappresentanza del centro sinistra e della sinistra nel capoluogo regionale.

Ora guardiamo sereni al congresso che ci aspetta in autunno, per confermare l’unità del partito contro tutti i tentativi di disgregamento, per rafforzare ulteriormente il suo radicamento (perché se non fossimo stati radicati come l’avremmo ottenuto questo risultato sostanzialmente uniforme su tutto territorio regionale?), per definire statutariamente il quadro delle regole, molte già in atto grazie allo Statuto Nazionale, che ci hanno consentito di essere un partito che torna a vincere.

Un caloroso ringraziamento a tutti gli organizzatori, i militanti e simpatizzanti che hanno condotto una straordinaria campagna elettorale, finalmente ricca di valore umano, di grande disponibilità, di zelo e impegno gratuito, dimostrando che il Partito Democratico può davvero essere una risorsa per i valdostani e la Valle d’Aosta.

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE DI CUORE!!!

elezioni europee 2009 sala stampaIn questi giorni avremo modo di analizzare meglio i risultati Comune per Comune, ma il dato certo è che rispetto alle regionali non solo teniamo, ma aumentiamo i voti in termini assoluti e passiamo da un 9,31% ad un 12,84%. Evidentemente le scelte fatte sono state capite ed apprezzate dai valdostani a differenza di quello che succede ai partiti del governo regionale che passano da un 61% ad un 37%. Nel Capoluogo regionale risultiamo il 3° partito. Anche il nostro Segretario fa una bellissima figura con 3658 preferenze. Tutto questo è merito di tutti voi e ci da la forza per continuare da oggi stesso. Veramente grazie.

La Resp. Org. PD VdA Erika Guichardaz

EUROPEE – DIARIO CAMPAGNA ELETTORALE

DONZEL – APPELLO AL VOTO

03.06.2009 – Raimondo DONZEL - Appello al voto

Per un Europa più vicina ai cittadini

DONZEL - Val dIntelvi (CO)

L’Europa, pur con tanti limiti – che è nostro dovere superare –, ha garantito 60 anni di pace e benessere.

Bisogna quindi rafforzare le istituzioni federali, dando maggior rappresentatività alle istanze regionali, anche a quelle più piccole come la Valle d’Aosta, e sostenerne lo spirito originario che vede una ricchezza nella pluralità culturale e linguistica europea.

Come candidato per la Valle d’Aosta sono impegnato a rafforzare anche in Europa la nostra Autonomia nel quadro del federalismo regionale europeo; è netta la posizione antifascista e antitotalitaria delle forze riformiste, democratiche e progressiste europee con cui intendo collaborare; non vi sono ambigue alleanze a sostegno della mia candidatura.

L’attenzione prioritaria va ai temi della crisi economica. La crisi c’è. Le fabbriche chiudono. I giovani non hanno certezze per il futuro. L’Europa può aiutarci a superare questo difficile momento. Opererò guardando con attenzione ai temi del lavoro, sostenendo imprese e lavoratori, e puntando sull’estensione di ammortizzatori sociali e sulla difesa dell’economia reale, rilanciando uno sviluppo più sostenibile, che utilizzi energie pulite e valorizzi il territorio anche attraverso un’agricoltura e un allevamento meno intensivi, tutelando i prodotti di qualità e legati ad un preciso territorio. E’indispensabile quindi che vi sia un riconoscimento dei territori di montagna, entrando a far parte dell’Association des Elus de Montagne, AEM, che mira a sollecitare una vera e propria politica a sostegno della montagna a livello europeo.

Centrale nella mia azione saranno la persona e la famiglia. I diritti umani sono una grande conquista dell’Europa. Vanno declinati anche in diritti sociali garantendo il lavoro, l’istruzione e la sanità di qualità per tutti. Di fronte all’invecchiamento della popolazione servono politiche che consentano una vecchiaia serena e dignitosa e dall’altro un coinvolgimento maggiore dei giovani nella vita lavorativa, politica e associativa.  

Per fare questo mi impegno a mantenere un rapporto stretto e diretto con le persone e le famiglie della Valle d’Aosta, curando i rapporti con le Istituzioni regionali, le organizzazioni e le associazioni territoriali, perché l’azione politica possa essere insieme concreta e frutto di un confronto aperto e plurale.

Per il federalismo europeo e la pace

Ho ritenuto importante riportare sul blog una mia intervista al Corriere della Valle, perché  le questioni affrontate possono contribuire a chiarire le ragioni dell’importanza delle Elezioni europee e del voto al Partito Democratico. Esercitando il nostro diritto di voto difendiamo la democrazia dal populismo, rafforziamo il federalismo in Europa, e soprattutto contribuiamo alla pace nel mondo.

 1. La mia idea di Europa: quali sono le sfide che un europarlamentare deve affrontare?

L’Idea di Europa che intendo rappresentare è quella che maturò con Altiero Spinelli e altri prigionieri politici che il regime fascista aveva confinato a Ventotene, nella prima metà degli anni 40, durante la seconda guerra mondiale. Un Europa federale, rispettosa delle diversità e delle pluralità culturali, religiose e linguistiche, ed unita per garantire la pace che i nazionalismi esasperati avevano vanificato con gli inni di guerra, la barbarie dei bombardamenti anche sui civili e l’immane tragedia delle leggi razziali che portò all’epilogo dello sterminio degli ebrei e di tutti coloro che si opponevano alla dittatura o erano semplicemente diversi dallo standard ariano o appartenenti a gruppi minoritari.

L’Europa, pur con tanti limiti – che è nostro dovere superare –, ha garantito 60 anni di pace e benessere. Lo sanno bene nell’ex Jugoslavia che proprio per non aver fatto parte dell’Unione europea ha pagato il prezzo di un conflitto interetnico.

La prima sfida che un europarlamentare deve affrontare è quindi difendere l’Unione Europea che le destre reazionarie vedono come un limite ai governi nazionali. Bisogna rafforzare pertanto le istituzioni federali, dando maggior rappresentatività alle istanze regionali, anche a quelle più piccole come la Valle d’Aosta, e sostenerne lo spirito originario che vede una ricchezza nella pluralità europea: siamo gli unici ad avere 23 lingue ufficiali e dobbiamo andarne orgogliosi.

L’Europa deve diventare meno astratta e più vicina ai cittadini che oggi sono quasi 500.000.000 e fanno dell’Europa la terza organizzazione federale al mondo dopo la Cina e l’India, davanti a Stati Uniti e Russia.

Il Parlamento europeo che fino a non molti anni fa aveva un ruolo marginale oggi è diventato determinante, in particolare nell’approvazione del bilancio europeo, che rappresenta un volano indispensabile alle economie di tutti i territori e lo sa bene la Valle d’Aosta che ha beneficiato e sta utilizzando importanti finanziamenti europei.  

 

2. Tre motivi per votarmi.

  1. La chiarezza. Sono candidato per la Valle d’Aosta nel Partito Democratico, è chiara quindi la volontà di rafforzare anche in Europa la nostra Autonomia nel quadro del federalismo regionale europeo; è netta la posizione antifascista e antitotalitaria delle forze riformiste, democratiche e progressiste europee con cui intendo collaborare; non vi sono ambigue alleanze a sostegno della mia candidatura.
  2. L’attenzione ai temi della crisi economica. La crisi c’è. Le fabbriche chiudono. I giovani non hanno certezze per il futuro. L’Europa può aiutare a superare questo difficile momento. Opererò guardando con attenzione ai temi del lavoro, sostenendo imprese e lavoratori, e puntando sull’estensione di ammortizzatori sociali e sulla difesa dell’economia reale, rilanciando uno sviluppo più sostenibile, che utilizzi energie pulite e valorizzi il territorio anche attraverso un’agricoltura e un allevamento meno intensivi, tutelando i prodotti di qualità e legati ad un preciso territorio. E’indispensabile quindi che vi sia un riconoscimento dei territori di montagna, entrando a far parte dell’Association des Elus de Montagne, AEM, che mira a sollecitare una vera e propria politica a sostegno della montagna a livello europeo.
  3. Al centro della politica siano la persona e la famiglia. I diritti umani sono una grande conquista dell’Europa. Vanno declinati anche in diritti sociali garantendo il lavoro, l’istruzione e la sanità di qualità per tutti. Di fronte all’invecchiamento della popolazione servono politiche che consentano una vecchiaia serena e dignitosa e dall’altro un coinvolgimento maggiore dei giovani nella vita lavorativa, politica e associativa.   

 

3. Tre impegni che prendo con gli elettori valdostani.

In primis, ciò che all’estero sarebbe scontato, l’intenzione di fare il parlamentare europeo per cinque anni: infatti l’abitudine invalsa in Italia di usare la campagna elettorale e l’elezione al Parlamento europeo per ambire ad altre cariche come parlamentare italiano o presidente di regione o sindaco, va fermamente combattuta, alla luce dell’importanza che assume la politica europea nella vita quotidiana anche dei territori più piccoli come la nostra Valle.

Inoltre l’impegno costante e la passione per il lavoro, che hanno sempre caratterizzato la mia vita professionale prima come insegnante e poi durante l’attività sindacale e politica, sono pronto a spenderli anche a Strasburgo.

Infine la volontà di mantenere un rapporto stretto e diretto con le persone e le famiglie della Valle d’Aosta, curando i rapporti con le Istituzioni regionali, le organizzazioni e le associazioni territoriali, perché l’azione politica possa essere insieme concreta e frutto di un confronto aperto e plurale.

EUROPEE PRESENTAZIONE CANDIDATURA

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