2345 voti in Valle d’Aosta
•26 Ottobre 2009 • Lascia un CommentoIL SEGRETARIO LO SCEGLI TU! Vota il 25 ottobre…
•19 Ottobre 2009 • Lascia un Commento
DOVE puoi votare Seggi aperti dalle 09.00 alle 13.00:
LA SALLE – Sala consiliare
COURMAYEUR – Sala riunioni Edificio denominato
COGNE – Sala consiliare
VILLENEUVE – Sala consiliare
GRESSAN – Piazzale comunale
POLLEIN – Sala comunale
VALPELLINE – Sala comunale
FENIS – Disimpegno entrata Comune
SAINT-MARCEL – Sala Consiglio
NUS – Sala Consiglio
CHAMBAVE – Sala piano terra presso “Centre Culturel”
SAINT-CHRISTOPHE – Sala Municipio Piano terra
SAINT-VINCENT – Pzza Cav. Vittorio Veneto – Gazebo
VALTOURNENCHE – Sala del Consiglio
ISSOGNE – Sala Auditorium
CHAMPDEPRAZ – Saletta elettorale Municipio
MONTJOVET – Saletta Centro d’Incontro (CIM)
DONNAS – Bar La Balma
GRESSONEY-SAINT-JEAN – Sala comunale
VERRES – Sala Bonomi
CHATI LLON – Sede PD – Via Chanoux
PONT-SAINT-MARTI N – Sede PD – Via Chanoux
SEGGI APERTI TUTTO IL GIORNO dalle 07.00 alle 20.00:
AOSTA : PZZA SALVADORI
PZZA CHANOUX
CRAL COGNE
PZZA BTG. CERVINO (davanti alle scuole)
MORGEX – Sala Poliambulatorio
SARRE – Area interna davanti Comune
CHARVENSOD – Scuole Elemen. Plan Felinaz
GIGNOD – Sala Polivalente
QUART – Saletta Associazioni sopra centro
anziani “Villefranche”
Per poter votare devi
accettare di essere
iscritto nell’albo degli
elettori del PD, essere
in possesso della
carta d’identità. E’
richiesto un
contributo spese di
almeno 2 euro.
LISTE PER IL 25 ottobre
•15 Ottobre 2009 • Lascia un CommentoA seguito della verifica della Commissione regionale sulla regolarizzazione delle candidature presentate, sono state approvate le seguenti liste per le elezioni primarie del PD nel collegio Valle d’Aosta.
Sono due le liste per l’elezione dell’Assemblea regionale del PD Valle d’Aosta, entrambe a sostegno della candidatura di Raimondo Donzel a segretario regionale.
La lista numero 1, denominata “Uniti per la Valle d’Aosta:lavoro e sviluppo sostenibile”, è composta da:
1) Emilio Zambon; 2) Carmela Fontana; 3) Aldo Abena; 4) Lorena Borettaz; 5) Luciano Boccazzi; 6) Nadia Bourzama; 7) Giulio Cappa;
Monica Cognari; 9) Terenzio Congiu; 10) Patrizia De Zoppis; 11) Antonio De Marco; 12) Iole Esposito; 13) Paolo Gianfranceschi; 14) Olga Pernel; 15) Michele Monteleone; 16)Monica Principe; 17) Fabio Platania; 18) Antonina Romeo; 19) Maurizio Pitti; 20)Immacolata Sanginello; 21) Massimo Verduci.
La lista numero 2, denominata “Uniti per la Valle d’Aosta:welfare e democrazia”, è composta da:
1) Enrico Bich; 2) Giuliana Ferrero; 3) Simone Agrestini; 4)Rita Aloi; 5) Quintino Botrugno; 6) Lucia Arado; 7) Giorgio Bruscia;
Antonella Barillà; 9) Fulvio Centoz; 10) Elisa Censi; 11) Biagio Fresi; 12) Silvia Doci; 13)Roberto Greco; 14) Cristina Jannel; 15) Claudio Latino; 16) Ivana Jocallaz; 17) Sergio Péaquin; 18) Sheila Manella; 19) Giuseppe Rollandin; 20) Annarita Nassisi; 21) Gianfranco Sapia; 22)Raffaella Vicentin; 23) Domenico Tripodi.
Sono state inoltre depositate tre liste per l’Assembleanazionale del Partito Democratico, a sostegno dei tre diversi candidati alla carica di Segretario nazionale.
La lista a sostegno di Pierluigi Bersani è composta da:
1) Fabio Protasoni; 2) Daniela Stammena; 3) Matteo Tripodi
La lista a sostegno di Dario Franceschini è composta da:
1) Erika Guichardaz; 2) Pietro Verducci; 3) Silvia Nicco; 4)Angelo Iamonte
La lista a sostegno di Ignazio Marino è composta da:
1) Sara Timpano; 2) Carmine Sciulli; 3) Simona Mele; 4) LucaTonino
FRANCESCHINI AD AOSTA GIOVEDI’ 8 OTTOBRE
•6 Ottobre 2009 • Lascia un Commento
COMUNICATO
Il segretario nazionale del Partito Democratico, Dario Franceschini, farà tappa anche ad Aosta nel suo giro di incontri in tutta Italia con gli iscritti e gli elettori del PD in vista delle primarie del 25 ottobre.
Franceschini parteciperà, giovedì 8 ottobre alle ore 21, ad una iniziativa pubblica organizzata dal PD Valle d’Aosta presso il salone del CCS Cral Cogne, in corso Battaglione Aosta 18.
IL VOTO DEI CIRCOLI IN VALLE D’AOSTA
•28 Settembre 2009 • Lascia un Commento
In data 25 Ottobre, a conclusione delle Assemblee di Circolo, la Commissione per il Congresso si è riunita per lo scrutinio regionale dei voti espressi dagli iscritti.
Hanno partecipato al voto nelle 12 Assemblee oltre il 42% degli iscritti
La lista Lista 1 Bersani ha raggiunto il 38,94%, la lista 2 Franceschini il 51,33% e la lista 3 Marino il 9,73%.
Come da regolamento andranno alla Convenzione Regionale prevista per il 3 Ottobre, che sarà comunque aperta a tutti gli iscritti e i simpatizzanti ed elettori, 55 Delegati in rappresentanza dei 12 circoli territoriali..così composti:
Lista Bersani 23
Lista Franceschini 29
Lista Marino 3
In totale sono state elette 23 donne su 55 delegati.
La mozione regionale che candida alla carica di Segretario Regionale Raimondo Donzel ha ottenuto il 95%
La commissione ha espresso la massima soddisfazione per come si sono svolti i lavori nei circoli e l’espressione del diritto di voto degli iscritti.
«Scelgo il Pd, la Lega ha tradito le riforme e preferito il potere»
•28 Settembre 2009 • Lascia un Commento
Alessandra Guerra è l’ex pasionaria leghista che guidò il Friuli e la Conferenza delle Regioni a metà Anni ‘90, nel 2003 fu sconfitta da Riccardo Illy e cinque anni dopo tralocò nella sua coalizione. Nel luglio scorso ha preso la tessera del Pd. Adesso esce il suo «Guerra & Pace. Donne e politica tra violenza e speranza» (Bonanno) in cui “esorcizza” l’esperienza nel Carroccio. Lei descrive questi 15 anni come un incubo tra mobbing e stalking. Silenzio, disprezzo, «omicidio psicologico» da parte dei dirigenti. Le rinfacciarono una gravidanza troppo impegnativa, la accusarono di essere una quinta colonna forzista, le controllavano il cellulare «in modo sovietico».
Come è potuto accadere?
«È la mia esperienza di donna, raccontata come terapia psicologica. Il mondo della politica per noi non è facile, ma io avevo una passione familiare di matrice centrista e autonomista. E nella Lega agli inizi c’era tanta passione, persone competenti, una parte autentica e rivoluzionaria che voleva davvero le riforme. Un bel clima».
Quando e perché è cambiato?
«Nel ‘95, con l’uscita dal governo Berlusconi. Fi avviò la compravendita di parlamentari, la Lega aveva paura di perdere numeri. È cominciata una fase di arroccamento finita con il ritorno a Canossa. Ha influito anche la malattia di Bossi: lui aveva spregiudicatezza, ma anche umanità, era un padre per il partito, finché governava da solo lo teneva unito».
Nel libro c’è un buon ricordo solo di Bossi e Berlusconi, che la candidò governatrice dopo che lei gli aveva ricordato la fiducia ben ripagata nella figlia Marina. I colonnellli come Maroni e Calderoli non escono bene. È il ritratto di due partiti che non sopravviveranno ai fondatori?
«Di certo sono partiti diventati altro. Nonsono riusciti a reggere l’urto spaventoso del successo. Non so cosa sia successo,maio sono entrata nella Lega per fare le riforme e non le crociate contro l’umanità mondiale. Le logiche del potere hanno fagocitato tutto sostituendo alla sostanza la rappresentazione ».
Lei descrive un senso di smarrimento, impotenza, umiliazione che ha coinvolto la sfera familiare e da cui si è disintossicata dedicandosi a se stessa. Perché, allora, ha deciso di tornare a «correre con i lupi»?
«La passione politica è più forte di tutto. Ha ricominciato a rodermi dentro. Sono tornata a parlare di riforme dal punto di vista universitario, tecnico. Come facciamo noi donne, disposta a ripartire da zero».
Perché nel Pd?
«Desideravo un’esperienza in un partito nazionale e non locale».
Ma perché non l’Udc o la sinistra radicale o altro?
«Con il Pd in Regione ho lavorato benissimo. Hanno conquistato credibilità ai miei occhi aprendo alle nostre proposte sulla lingua friulana e slovena. Abbiamo votato insieme sulle quote rosa. Ho visto dialogo confronto per arrivare a decisioni comuni. E dopo il mio vissuto mi serviva un partito con una storia di parità sulla questione femminile».
Però, pur ammirando Anna finocchiaro capogruppo al Senato, la descrive «brava e sola, costretta a nascondersi dietro un’ombra maschile, è violenza anche questa». Non c’è scampo?
«Anche lei come me è stata costretta a fare il maschio. Ma è una questione numerica: se il90%dei politici sono uomini, la cultura dominante è la loro. Per questo sostengo le quote rosa: non c’è alternativa».
Chi l’ha convinta ad aderire al Pd?
«Nessuno. Ho scelto da sola. È l’unico partito che ha lavorato sul serio sulle riforme che per me restano cruciali».
Quale mozione congressuale la convince di più?
«Bersani. Intanto per un motivo personale: ho lavorato sia con i bersaniani in consiglio che con Pier Luigi stesso. È stato il mio predecessore alla presidenza della Conferenza unificata, 15 anni fa. Ci siamo rivisti in occasione delle sue lenzuolate e abbiamo avviato una bella collaborazione. Ma c’è anche un motivo politico: Pierluigi e i dalemiani hanno una posizione federalista e vogliono un modello tedesco».
Torniamo alla drammatica campagna del 2003, quando fu sconfitta. Arrivarono i visitors: mani lunghe, scollature esibite, Viagra e «ossessioni sessuali». A chi si riferiva? Visto quello che è emerso in questi mesi, un virus allignava già nella politica?
«A destra, dove non hanno fatto il ‘68, c’è un problema nel rapporto tra uomini e donne. C’è quasi paura di confrontarsi e così si cerca di metterle in imbarazzo, di farle sentire inferiori».
di Federica Fantozzitutti in l’Untà 28 settembre 2009
COMUNITA’ MONTANE:UNCEM, VELLEITARIA CORSA SU MODELLI ALTRUI
•23 Settembre 2009 • Lascia un Commento
(ANSA) – ROMA, 20 SET –
In tema di comunità montane il Pd non deve rincorrere velleitariamente modelli altrui: così
Enrico Borghi, presidente dell’Uncem, l’Unione delle comunità montane, commenta alcune
indiscrezioni secondo le quali in Piemonte si starebbe allestendo una lista di amministratori ed
ex amministratori di montagna nell’ambito del centrosinistra.
“E’ un grave errore politico che deve essere evitato”, afferma Borghi, che è anche membro
della direzione nazionale del Pd. Piuttosto, osserva, “abbiamo bisogno di originali e non di
surrogati, e l’originale è una politica del Pd per i territori montani”.
“Nessuno – prosegue il leader dell’Uncem – ci ha chiesto nulla e ci ha coinvolti e già questo la
dice lunga. Il punto non è riprodurre sul versante democratico un micropartito che faccia il
controcanto alla Lega, ma cambiare il Pd da partito elitario e urbanocentrico a partito federale
dei territori italiani.
Una lista piemontese come quella adombrata nell’articolo farebbe inevitabilmente la fine del
partito dei contadini nei confronti del Pcus!”.
La libertà di stampa
•22 Settembre 2009 • Lascia un Commento
Cresce lo scontro politico di fronte alle enormi difficoltà economiche e sociali del paese. Ma il premier, com’è sua abitudine, cerca di spostarlo dai problemi reali della gente alla rissa su questioni private.
Offeso dalle critiche personali che gli sono rivolte (critiche fondate su prove e fatti documentati e testimoniati) cerca di spargere fango su tutti, vuole inquinare la vita politica del paese. Trascinare tutti nel fango con lui. Getta strame su tutti. Non solo sui comunisti. Anche sui cattolici. Tutta l’opposizione è ormai catto-comunista. Prigioniero delle sue fobie. Assediato dalla sua megalomania, che si manifesta anche in perverse esibizioni della sua mascolinità, è pronto ad affondare anche le istituzioni pur di stare a galla.
Vadano in malora i lavoratori in cassaintegrazione, i precari, i disoccupati, gli stranieri, le famiglie, i gay: l’importante è che lui occupi il potere, si goda la vita e il lusso più sfrenato.
Basta critiche! Nessuno può scrivere ciò che vuole, anche se veritiero. Basta domande! Silenzio, parla Berlusconi. Parla attraverso le sue televisioni, occupando anche la TV pubblica, quella che dovrebbe essere di tutti. Compra i giornali, trasforma i direttori in gambizzatori. E querela gli altri, pochi giornali, che non intendono piegarsi alla sua arroganza. La Repubblica e l’Unità sono eversivi. O tacciano o finiranno per chiudere bottega: via le pubblicità e tutti davanti ai giudici, per un processo kafkiano. Colpevoli di esistere!
Questo è fascimo, come bene ha detto il Segretario Franceschini. Il Partito democratico non è distratto dal congresso interno; anzi sarà più forte domani per fermare questa deriva istituzionale. Difendiamo la libertà di stampa fonte di libertà per tutti.

