OSPEDALE: BASTA SPRECHI!
Pubblicato: 27 gennaio 2012 Filed under: comunicati Lascia un commento »
OSPEDALE, IL PD: SPRECHI, TEMPI DISATTESI E INADEGUATEZZA POLITICA
La Direzione regionale del Partito Democratico della Valle d’Aosta, riunita il 26 gennaio;
- preso atto delle dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità Albert Lanièce, secondo il quale riguardo all’ampliamento e alla ristrutturazione dell’ospedale regionale “il progetto non esiste, c’è piuttosto uno studio di fattibilità. Si tratta di un’ipotesi di lavoro che è stata sottoposta alla maggioranza e al Collegio di Direzione dell’Usl, per raccogliere le indicazioni più importanti, al fine di giungere a breve ad un progetto preliminare definitivo. E’ ancora un’ipotesi progettuale passibile di modifiche e scelte politiche”;
- preso atto inoltre delle dichiarazioni del Presidente della Regione Augusto Rollandin, secondo il quale “è ancora da valutare quella che sarà l’organizzazione del futuro ospedale. E’ stato fatto un bando per la ristrutturazione del nosocomio e i progettisti dovranno tenere conto anche degli aspetti collaterali, come la viabilità della zona e i parcheggi. Andremo quindi in Commissione a illustrare il progetto quando saranno più chiare le tempistiche, perché al momento vi sono ancora numerose fasi da espletare”;
- atteso quindi che a 4 anni di distanza dall’esito del referendum propositivo sul nuovo ospedale siamo ancora di fronte ad un’ipotesi di lavoro;
- tenuto presente infine il Documento Preliminare di Progettazione (D.P.P.) della ‘COUP srl’ per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’ospedale Parini, risalente al dicembre 2010 (aggiornato a gennaio 2011);
La Direzione PD RILEVA e DENUNCIA che la recente ‘ipotesi di lavoro’ su cui si sta discutendo in maniera riservata nelle segrete stanze della maggioranza
1) disattende completamente i vincoli del D.P.P., il quale conteneva indicazioni di “carattere vincolante” (citazione testuale) “circa gli obiettivi generali e le strategie per conseguirle, le esigenze e i bisogni da soddisfare, le norme e i requisiti tecnici da osservare, i limiti di spesa e di tempo da rispettare” e indicazioni di “carattere orientativo” circa “le soluzioni individuate nello studio di fattibilità, che possono essere in fase di elaborazione progettuale riconsiderate o integrate sulla base di motivate questioni di carattere tecnico o scientifico finalizzate, attraverso aggiornate soluzioni, al miglioramento dei risultati che ci si propone di ottenere, nella successiva fase di progettazione preliminare e definitiva”;
2) disattende completamente i tempi del crono programma dei lavori, che in particolare prevedevano l’avvio dei cantieri per l’attraversamento pedonale di via Roma avviati e conclusi entro la prima metà del 2012; l’appalto dei lavori e la progettazione esecutiva entro il 2012; l’approvazione del progetto preliminare e definitivo entro la prima metà del 2012; l’allestimento del cantiere all’inizio del 2013.
La Direzione regionale del Partito Democratico Valle d’Aosta
- atteso che i limiti di spesa e di tempo per la ristrutturazione e l’ampliamento del ‘Parini’ non saranno più rispettati, con un aumento spropositato dei costi di realizzazione della nuova ‘ipotesi di lavoro’ che alla fine saranno nettamente superiori rispetto alla costruzione di un ospedale completamente nuovo;
- atteso che le ipotesi progettuali fino ad ora circolate sono stravolte e che nessuna motivata ragione di carattere tecnico-scientifico è stata fino ad oggi resa pubblica;
- rilevato che, al di là del risultato, grandissima fu la partecipazione popolare al dibattito sul referendum propositivo per l’ospedale nuovo
CHIEDE che al più presto sia data pubblicità e trasparenza ad ogni decisione riguardante l’ospedale;
SOTTOLINEA l’impreparazione tecnico-amministrativa dell’attuale gestione politica da parte del governo regionale che in quattro anni non ha dato risposte concrete al problema dell’ospedale e complessivamente della sanità in Valle d’Aosta;
DENUNCIA che, mentre si continua a ragionare attorno a ‘ipotesi di lavoro’ per la ristrutturazione dell’ospedale, ingenti quantità di denaro pubblico vengono spese per interventi e adeguamenti all’interno del ‘Parini’ che rischiano di essere demoliti il giorno dopo l’inaugurazione: uno spreco di risorse che deve finire;
PRENDE L’IMPEGNO di organizzare a breve incontri informativi con i cittadini valdostani sul territorio per spiegare alla popolazione la grave situazione che si è venuta a creare.
Aggiunge il segretario regionale del PD Valle d’Aosta, Raimondo Donzel: “è scandaloso che, di fronte alla manifesta incapacità di dare soluzione al problema dell’ospedale, l’assessore alla Sanità, che per quattro anni non ha mosso un dito per la stabilizzazione del personale precario del comparto sanità adducendo vincoli normativi nazionali, adesso, in aria di elezioni per il 2013, prometta la stabilizzazione dei lavoratori precari. Ci spieghi allora perché, per molti di questi lavoratori, sono trascorsi più di dieci anni con gravissime perdite dal punto di vista della retribuzione, della pensione e anche della condizione psicologica di lavoro”.
Ferrovia caos! Anche il bimodale fermo in fabbrica!
Pubblicato: 25 gennaio 2012 Filed under: comunicati Lascia un commento »
In risposta alla mia interpellanza sulla risposta da dare ai continui disagi dei pendolari e dei passeggeri della Aosta-Torino, ricordando che noi avevamo proposto l’elettrificazione dell’attuale linea (costo 85 milioni di euro) e che l’Assessore ai Trasporti e la maggioranza avevano preferito l’Aosta-Martigny o il rifacimento di tutta la linea (900 milioni di euro) per i tempi lunghi e per i tempi brevi l’acquisto di treni bimodali, l’Assessore è stato finalmente molto chiaro. Finalmente e drammaticamente ha detto la verità: 1. I treni bimodali circoleranno solo sulla tratta Aosta-Torino e non arriveranno a Pré-Saint-Didier (ramo secco); 2. Non si acquistranno locomotori bimodali, ma treni bimodali con le carrozze nuove (il bello??? deve venire…); 3. Non può essere avviata nessuna gara d’appalto per l’acquisto dei treni di cui al punto 2 fino a che non si sia rivisto l’APQ con la Regione Piemonte e il Ministero e si possano destinare parte delle risorse all’acquisto dei treni; 4. dovrà essere avviata una Selezione di professionisti per supportare la dirigenza regionale nella predisposizione dell’appalto; 5. un treno bimodale può costare tra gli 8 e i 12 milioni di euro a treno e ne servono almeno 6-8 (l’Assessore dice che comunque costano solo 2 milioni più di quelli normali che comunque vanno sostituiti; mentre io ho replicato che l’acquisto dei bimodali è più oneroso della stessa elettrificazione: una follia!); 6. Trenitalia ha dato disponibilità a gestire il servizio previo accordi sulla manutenzione (costi aggiuntivi); 7. Dulcis in fundo non abbiamo fatto nulla per ora e quindi a breve ci sarà incontro coi pendolari per dire loro come l’Assessore è arrabbiato con i disagi tutta colpa di Trenitalia) 8. la soluzione dopo il 2013; cinque anni di legislatura buttati via!!! 9. Nel frattempo tutti invitati al Capodanno 2012 a fare il trenino con l’Assessore! 10. I bimodali sono fermi in fabbrica o meglio sono solo sulla carta!
Ferrovia e Sala Parto: due interpellanze in Consiglio.
Pubblicato: 25 gennaio 2012 Filed under: comunicati Lascia un commento »
1. Non avevo certo previsto 15 giorni fa depositando l’interpellanza sulla ferrovia i disastri degli ultimi dieci giorni: ma il senso non cambia, anzi la domanda sulle rispsote da dare ai problemi diventa incalzante. L’Assessore e la maggioranza hanno scelto i treni bimodali come soluzione ai nostri problemi. Dove sono? E’ già stato spedito l’ordinativo alle aziende che li producono? O facciamo fumo in attesa delle elezioni del 2013? I pendolari non possono più attendere!!!
2 Sala Parto vanno in pensione le infermiere generiche e sono sostituite da OSS. Le ostetriche chiedevano di essere affiancate da colleghe a loro volta ostetriche ma la risposta dell’USL è stato no! Perché? mancano soldi? non sembrerebbe. Intanto nulla contro le OSS, salvo che le disposizioni ministeriali non consentono loro nessuna operatività che non sia una assistenza molto limitata e assolutamente non infermieristica. E allora? un passo indietro nel reparto? un arretramento sulla qualità del servizio? O si chiede alle ostetriche di correre di più, senza nulla in cambio naturalmente? Che non solo il Beauregard ma anche la direzione USL sia infestata di faine????
Ballando sul Titanic-VdA
Pubblicato: 23 gennaio 2012 Filed under: comunicati Lascia un commento » Reblogged from Costruiamo il Partito Democratico:
Metto in fila tre fatti su cui provo a fare qualche breve ragionamento per iscritto.Nuovo progetto per l’ospedale di AostaCrisi CasinòChiusura della Cooperativa La Grolla1.Ospedale. Nel 2007 si tenne un referendum propositivo che chiedeva di realizzare un ospedale nuovo fuori dalle centro di Aosta. Si riteneva infatti che le ristrutturazioni operate sin dagli anni settanta avvessero spremuto la struttura esistente dal punto di vista tecnico strutturale e che ulteriori ristrutturazioni “radicali” fossero …
Ballando sul Titanic-VdA
Pubblicato: 21 gennaio 2012 Filed under: comunicati 1 Commento »
Metto in fila tre fatti su cui provo a fare qualche breve ragionamento per iscritto.
- Nuovo progetto per l’ospedale di Aosta
- Crisi Casinò
- Chiusura della Cooperativa La Grolla
1.Ospedale. Nel 2007 si tenne un referendum propositivo che chiedeva di realizzare un ospedale nuovo fuori dalle centro di Aosta. Si riteneva infatti che le ristrutturazioni operate sin dagli anni settanta avvessero spremuto la struttura esistente dal punto di vista tecnico strutturale e che ulteriori ristrutturazioni “radicali” fossero troppo costose e mettessero a repentaglio dalla presenza dei pazienti (la cui salute era a sua volta messa a rischio dalle ristrutturazioni). Non si raggiunse il quorum e quindi nonostante il 90% dei votanti chiedesse un ospedale nuovo si decise di ristrutturare sulla base di un progetto che per semplificare chiamerò progetto Fosson, dal nome dell’assessore dell’epoca, oggi senatore della Repubblica. Dopo le elezioni regionai del 2008, l’UV forte della vittoria non doveva far altro che realizzare quanto promesso agli elettori che non avevano votato per il referendum: ossia ristrutturare l’ospedale. Invece si perse tempo e spuntò un progetto Lanièce dal nome del nuovo assessre tecnico. Assessore non molto tecnico visto che ora, quasi allo scadere della legislatura, in cui non si è fatto nulla, salvo violare norme per realizzare un prefabbricato provvisorio, che diventerà definitivo, da oltre 4 milioni di euro e comprare posti auto per parcheggio da un privato a prezzi completamente fuori mercato, si getta nel cestino il suo progetto. E si arriva al progetto Lanièce due la vendetta: le ristrutturazioni sono sostituite da demolizioni, in particolare delle parti nuove (sì delle parti nuove), per realizzare corpi completamente nuovi nella vecchia area coi pazienti che assisteranno in diretta alla demolizione di costosissime sale operatorie per farne delle nuove provvisorie, da demolire quando ci saranno le definitive. Costa un po’ di più dice il Presidente della Regione che guida il Titanic-VdA. Invece costa molto di più. Ma ciò che è grave è che non si realizzerà mai! E’ l’ennesimo progetto per passare la nottata delle elezioni del 2013 e continuare a ballare sul Titanic-VdA. Niente ospedale nè ristrutturato nè nuovo. Un fallimento TOTALE!
2. Avevo detto breve (perdinci ci provo). Anche il Casinò all’inizio del 2008 doveva essere ristrutturato e rilanciato. Né l’uno né l’altro. I Sindacati Cgil-Cisl eUil hanno denunciato la gravità della situazione, che danneggia tutti i valdostani. La risposta non è stata nel merito: ma si è detto che i sindacati che protestano rappresentano la minoranza del personale. Ma fosse anche un solo dipendente a dire che le cose non vanno: la questione è se sia vero o meno. Tutto va bene dice il Presidente, anzi no: va molto bene e meglio che in ogni altra parte del Globo terracqueo. Peccato che i dati dicano il contrario e diano ragione ai sindacati. Un fallimento TOTALE!
3. Sono stato più breve (e allora tento una sintesi estrema). Chiude la Cooperativa la Grolla (Solo uno degli esempi di aziende sull’orlo del tracollo). Fine di un pezzo di storia produttiva in Valle d’AOsta. Solo 4 cassintegrati per ora. Nessun allarme. Tutto bene. Speriamo che non diventino 4 disosccupati. Noi glielo auguriamo di cuore. Cosa fa la Regione? Nulla di nulla. E’ tutta colpa di Monti… (Così si dice salvo quando ci si spella le mani per applaudire la Marcegaglia e parlare di vocazione industriale in Valle). Pare che se fossimo uno stato indipendente le grolle ce le comprerebbe il mondo intero, invece nessuno compra le grolle di una Regione Autonoma! Un fallimento TOTALE!
Ieri mentre ero al telefono (e così aggiungo un quarto punto a sorpresa) con un giovane democratico che aveva contribuito alla protesta contro l’ennesimo disagio ferroviario a Ivrea che rischiava di lasciare a piedi oltre cento passeggeri, dopo ore di ritardo, mi chiedevo: ma è questa la Valle d’Aosta che vogliamo per i nostri figli?
Se la risposta è NO, allora diamoci da fare per cambiare… Smettiamo di ballare sul Titanic-VdA e troviamo un porto dove riparare le falle prima che tutta la nave affondi! (e noi con essa).
Quelle verità scomode e le comode bugie
Pubblicato: 16 gennaio 2012 Filed under: comunicati Lascia un commento »
(Articolo un po’ lungo da leggere quello di Scalfari apparso Domenica su la Repubblica: ma è un’opinione che vale la pena di conoscere anche in Valle d’Aosta… e su cui meditare. Relativamente alla questione referendum sulla legge elettorale i miei post in merito su facebook, trovano finalmente il conforto di una voce autorevole: chi continua a invocare elezioni anticipate è in malafede nel sostenere contemporaneamente una nuova legge elettorale. Approfitta del cittadino che non ha gli strumenti – e il tempo – per capire che votando subito ci si tiene il Porcellum per altri cinque e forse più anni, tempo necessario per alcuni big di continuare a campare sulle nostre spalle, senza sottoporsi al voto diretto dei cittadini. Infine il paragone finale Korea del Nord – Padania è una chicca da non perdere!!!)
“Quelle verità scomode e le comode bugie”, di Eugenio Scalfari
All´indomani del cosiddetto “tsunami” provocato dall´agenzia di rating Standard&Poor´s ci sono alcuni fatti certi dai quali bisogna partire. Sono i seguenti:
1. Lo “tsunami” non c´è stato. Le Borse hanno registrato modesti ribassi, Piazza Affari ha perso l´1 per cento, le altre Borse europee hanno oscillato intorno al mezzo per cento di perdita, l´Austria, colpita anch´essa dal “downgrade”, ha addirittura chiuso in rialzo.
2. Standard&Poor´s ha declassato nove paesi su diciassette, cioè ha attaccato non un paese specifico ma l´intera economia europea e quindi, indirettamente, anche la Germania che senza l´Europa vivrebbe malissimo. Si è trattato dunque d´un giudizio politico più che economico.
3. Per quanto riguarda l´Italia questo attacco ha avuto come effetto quello di rafforzare il governo Monti, tanto più che la stessa Standard&Poor´s ha apprezzato la politica di Monti nel momento stesso in cui declassava di due punti il nostro debito sovrano mandandolo in serie B.
4. I rendimenti dei nostri Bot e dei nostri Btp alle aste di giovedì e di venerdì sono stati ottimi per i Bot e buoni per Btp triennali.
5. La Bce ha confermato che il valore dei “collaterali” che le banche danno in garanzia dei prestiti loro accordati dalla Banca centrale non subiranno alcun mutamento; la Bce cioè non terrà in nessun conto i giudizi negativi dell´agenzia di rating. Le notizie che davano per certo un peggioramento del valore dei collaterali erano dunque sbagliate o false.
Le aste italiane di giovedì e venerdì hanno comunque confermato che la fiducia nel nostro debito sta tornando e dai Bot si sta gradualmente allargando anche sui Btp ed infatti, confrontando i tassi spuntati alle aste di gennaio con quelli delle aste di novembre si hanno i seguenti risultati: Bot a sei mesi dal 6,5 al 3,2; Bot a dodici mesi dal 5,9 al 3,2; Btp a tre anni da 7,9 a 4,8; Btp a dieci anni da 5,7 a 4,9.
È possibile che nella seduta di domani alcuni di questi tassi peggiorino sul mercato secondario che però, per quanto riguarda gli oneri del Tesoro, non hanno alcuna ripercussione. Per quanto riguarda l´Italia, se ne riparlerà soltanto alle aste di febbraio e marzo che avranno dimensioni imponenti. Il Tesoro tuttavia, come la stessa Bce ha suggerito e dal canto nostro abbiamo raccomandato, dovrebbe aumentare il numero dei titoli in scadenza a breve durata, che il mercato vede con favore. Dovrebbe altresì azzerare il fabbisogno con un´operazione che rientra agevolmente nelle sue attuali capacità.
La prima conclusione che questi dati suggeriscono nel loro complesso è dunque abbastanza rassicurante. I risparmiatori e le banche hanno ricominciato a investire in titoli italiani di breve scadenza ma anche in Btp di scadenza media. Auspichiamo che questo processo si estenda tenendo presente che il 19 febbraio la Bce aprirà un secondo sportello alle banche europee per prestiti triennali di ammontare illimitato al tasso dell´1 per cento e con collaterali a valore invariato. Si tratta di fatto di uno schiaffo sulla faccia dei dirigenti di Standard&Poor´s.
* * *
Il presidente Napolitano ha indirizzato due messaggi pubblici all´Europa con due principali destinatari: la Merkel e Sarkozy, che saranno a Roma nei prossimi giorni. Un messaggio, il giorno precedente al downgrade di Standard&Poor´s, puntava sulla necessità di un governo economico europeo e in particolare dei diciassette paesi dell´Eurozona; il secondo auspicava un ruolo non solo economico ma politico dell´Unione, esteso dunque non solo all´economia ma all´immigrazione, alla giustizia, agli investimenti intraeuropei e a una diversa configurazione della governance.
La Francia continua ad essere riottosa alla cessione di sovranità dagli Stati nazionali all´Unione; la Germania lo è altrettanto, ma ambedue cominciano a rendersi conto dell´urgenza di un nuovo trattato e della necessità di ridurre al minimo i poteri di veto dei singoli Stati. Sullo sfondo ci dovrebbe essere l´istituzione degli eurobond e i poteri di intervento diretto della Bce anche sui debiti sovrani.
Le dichiarazione della Merkel di ieri non dicono granché su questi obiettivi di sfondo ma finalmente puntano anche sulla necessità della crescita oltreché del rigore. Ma soprattutto vogliono sottoporre le agenzie di rating a una disciplina giuridica che vada al di là di un semplice codice etico peraltro inesistente, almeno finora.
Non c´è dubbio che l´esigenza di disciplinare le agenzie di rating con regole oggettive sia a questo punto una necessità senza tuttavia negare ad esse la libertà di esprimere documentati giudizi. L´attenzione va posta soprattutto su quell´aggettivo: documentati. Ma lo spazio pubblico europeo non può esser negato a nessuno. Se le agenzie di rating passano da giudizi strettamente economici a giudizi prevalentemente politici come è avvenuto l´altro ieri, le regole non valgono più ma in compenso l´oggettività del giudizio economico diminuisce di altrettanto.
Se l´onorevole Di Pietro e il senatore Bossi reclamano elezioni a primavera nessuno può né deve metter loro il bavaglio ma ogni persona sensata e consapevole del fatto che durante tutto l´anno ci saranno in Europa 1200 miliardi di titoli pubblici in scadenza non può che giudicarli demagoghi pericolosi o personaggi fuori di testa. Analogo giudizio daranno i mercati se le agenzie di rating attaccheranno l´esistenza d´una moneta e le politiche di un intero continente anziché dimostrare la fragilità dei suoi “fondamentali”.
Da questo punto di vista la Merkel è sulla buona strada quando dice – come ha dichiarato ieri – che il Fondo di intervento sui debiti sovrani opererà comunque, anche se non otterrà la tripla A dalle agenzie di rating e Draghi ha fatto benissimo a mantenere inalterato il valore dei collaterali di garanzia ai prestiti della Bce anche se composti da titoli di debiti svalutati da quelle agenzie.
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Abbiamo già osservato che il downgrade di Standard&Poor´s ha rafforzato la statura di Monti e del suo governo. Soprattutto gli ha dato ottime carte da giocare nei prossimi incontri trilaterali e alla riunione del vertice europeo di fine gennaio. Ma ha rafforzato il governo anche di fronte alle forze politiche e a quelle sociali.
Il programma di liberalizzazioni sarà varato tra pochissimi giorni. Ha già il pieno favore del Pd e del Terzo Polo. Il Pdl manifesta alcune incertezze e le maschera dietro la distinzione tra poteri forti da liberalizzare e poteri deboli (leggi tassisti ed altri) da risparmiare o postergare. La risposta di Monti è ineccepibile: le liberalizzazioni riguarderanno tutte le categorie, poteri forti e poteri diffusi. Tutti nello stesso decreto.
Osservo dal canto mio che i tassisti sono un potere diffuso ma non un potere debole. Come lo sono i camionisti. Come lo sono gli allevatori di mucche inadempienti alle regole comunitarie. Chiamarli poteri deboli è un errore lessicale e alquanto demagogico. Ci sono certamente alcuni punti sostenuti da queste categorie che vanno risolti con equità a cominciare da quello che riguarda le vecchie licenze dei tassisti. Per il resto, il trasporto urbano è un pubblico servizio e va regolato a vantaggio dei consumatori, altrimenti che servizio pubblico sarebbe?
Farmacie, notai, ordini professionali, vanno tutti ripensati alla luce del concetto di tutela della concorrenza. Così sembra formulato il decreto che sta per essere emesso. Gli ordini non vanno aboliti ma debbono avere un solo e fondamentale obiettivo: essere i custodi del canone etico e deontologico degli associati. Gli ordini non sono un sindacato, perciò non possono occuparsi di tariffe e di altre questioni economiche. Debbono occuparsi dell´etica e lo debbono fare nell´interesse della società civile per la quale l´esistenza degli ordini deve essere una garanzia di professionalità dei loro aderenti.
* * *
Il referendum è stato respinto dalla Corte costituzionale. Era previsto e prevedibile. Una democrazia parlamentare non può restare priva di una legge elettorale neppure per un minuto. Il nostro istituto referendario è abrogativo e non propositivo. I referendum elettorali andrebbero dunque esclusi come lo sono quelli relativi ai trattati internazionali e alle leggi di imposta. Questa disposizione non fu messa in costituzione affinché fosse possibile anche un referendum elettorale quando si limiti ad abrogare qualche parola o qualche comma da una legge elettiva esistente trasformandola in una nuova legge attraverso l´istituto referendario. Nel nostro caso però il secondo quesito effettuava sulla legge esistente un´operazione chirurgica di tale complessità da non configurare una nuova legge attuabile e per questo è stato respinto come il primo quesito che si limitava alla richiesta di un´abrogazione pura e semplice.
Si può criticare nel merito la sentenza ma non si può accusare la Corte d´essere diventata un organo politico e fazioso, per di più alle dipendenze del Capo dello Stato. Da questo punto di vista personaggi come Di Pietro e alcuni editorialisti qualunquisti meritano d´esser considerati demagoghi e politicamente scorretti. Hanno evidentemente un disperato bisogno di “audience” e quindi di avere sempre e comunque un nemico sul quale sparare. Prima avevano Berlusconi, adesso Monti e Napolitano. Ed anche il Partito democratico. Usano un fucile a due canne con il quale dirigono i colpi su un duplice obiettivo nella speranza di mantenere e magari di estendere il consenso di un´opinione pubblica dominata dall´emotività e dall´incostanza.
La parola “casta” è così entrata nel lessico qualunquista ed è stata largamente applicata anche per quanto ha riguardato la votazione della Camera sul caso Cosentino.
Quella votazione, come hanno detto giustamente Bersani e Casini, è stata una sorta di suicidio parlamentare. Ma chi ha compiuto quel suicidio e ha lavorato per ottenere quel voto? Il Pdl e la Lega di Bossi (non quella di Maroni). Pd e Terzo Polo hanno votato in massa per l´arresto di Cosentino (285 voti su 295). Dov´è dunque il voto di casta? Perché blaterano contro la politica invece di individuare i comportamenti dei singoli parlamentari e dei singoli partiti? Questo è l´opposto della ricerca della verità e come tale va condannato.
Noi siamo favorevoli alle verità scomode ma contrari alle comode bugie. Trentasei anni di storia di questo giornale (l´anniversario era ieri) lo dimostrano ampiamente.
Post scriptum. Anche se ci hanno messo una pezza a colore nelle ultime ore, la spaccatura tra la Lega di Bossi e quella di Maroni è il fatto di maggiore importanza nella politica dei partiti. È un movimento democratico quello in cui il segretario impedisce con una pubblica deliberazione ad un esponente storico di quel partito di intervenire nel dibattito congressuale? Sembra la Corea del Nord. Ed hanno l´ardire di ridurre il grande Nord italiano alla loro miserabile Padania?
La Repubblica 15.01.12
Finanziamenti Pubblici alla Stampa di Partito in VdA
Pubblicato: 11 gennaio 2012 Filed under: comunicati 2 Commenti »
Una disucssione dura e cattiva tra alleati della maggioranza regionale: UV da una parte e SA e Fed dall’altra. Fanno gola i 300 mila euro dell’ultimo biennio incassati dalla sola UV, per finanziare la stampa di partito, che naturalmente oltre al giornale le consente anche di avere cinque collaboratori retribuiti. Polemica vivace ma con un obiettivo spostare la questione a ripicche personali e non discutere del merito.
Il Merito? L’UV dispone, certamente in virtù di una legge nazionale e quindi in modo trasparente e pubblico, di un enorme finanziamento pubblico per la stampa del Suo organo di partito (come chiarisce bene il Presidente Ego Perron: il Peuple è dell’UV e lo gestisce lei come meglio crede).
E’ equo?
Agli altri partiti le briciole, in virtù di una legge regionale sempre sotto attacco del Pdl che naturalmente punta a fare della politica una questione per pochi (chi ha i soldi, scrive e pubblica; chi non li ha, si taccia per sempre).
E’ democrazia questa?
Ai valdostani trarne le conclusioni!
Autonomia a singhiozzo: tutelato il politico prima del cittadino!
Pubblicato: 9 gennaio 2012 Filed under: comunicati Lascia un commento »
Uno dei punti fermi di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale è l’affermazione (preferisco questo termine a quello di “salvaguardia” che ricorda più le specie in via di estinzione del Parco del Gran Paradiso) della nostra Autonomia, così come prevedono il dettato costituzionale e lo Statuto speciale.
Mi colpisce però che ci sia maggior solerzia da parte di alcuni ad invocare le prerogative statutarie o l’Autonomia quando di mezzo ci siano i politici. Il Consigliere Louvin ha dissertato non poco sulla non opportunità di una legge costituzionale per la riduzione dei Consiglieri regionali proposta dal PD, perchè avrebbe messo l’esercizio della nostra Autonomia in balia del Parlamento. Vero, glielo riconosco, senza il principio dell’intesa teoricamente il Parlamento potrebbe intervenire a modificare lo Statuto anche contro la nostra volontà. Quindi difendiamo il numero dei Consiglieri!
Ora, di fronte alle paghe a rischio dei Presidenti delle Comunità Montane (e precisato che sono favorevole a che siano equamente retribuiti). applicando rigidamente la manovra Monti, intervengono il Presidente della Regione e il Presidente del Cpel a difendere le nostre prerogative e a precisare che in virtù dell’Autonomia (come Trento e Bolzano), noi non applichiamo la legge nazinonale che interferisce con le nostre norme. Vero, sono d’accordo.
Ma…
e qui c’è un “ma” grande come una casa, perché quando le norme nazionali sulla riduzione del personale precario, presso le PA, si dovevano applicare agli operai dei cantieri idraulico-forestali, nonostante vi fossero molti dubbi interpretativi al rguardo, non si è potuto invocare la nostra Autonomia…
In modo analogo per quanto riguarda il dimensionamento delle scuole, l’Autonomia è entrata in scena solo dopo la mobilitazione delle famiglie e degli insegnanti di una istituzione scolastica, con tanto di assemblee e firme…
Sono consapevole che le mie sono sintetiche considerazioni; a cui aggiungo che mentre la benzina aumenta, aumentano anche le accise a favore della Regione Autonoma Valle d’Aosta che è straordinariamente silenziosa su questo tema. Almeno dovrebbe dire che compensa con l’aumento del Bon chauffage la pesante tassazione imposta dal Governo nazionale per sanare il bilancio (ma siccome i politici non beneficiano del Bon chauffage, non se ne vede l’urgenza?)…
L’Autonomia torni ad essere strumento di sviluppo e crescita per tutti e si curi il singhiozzo (senza che arrivi qualche spauracchio!).


