Si chiude un anno difficile. E’ stata dura e rimarrà ancora dura per i lavoratori, quelli precari e disoccupati in particolare, per le famiglie, per i giovani, per gli anziani, per gli immigrati, i tanti nuovi poveri.
Ci siamo battuti come Partito democratico a livello nazionale e regionale con l’obiettivo prioritario di arginare la crisi, non solo con misure come gli ammortizzatori sociali e gli interventi a sostegno delle famiglie, ma anche e soprattutto per rilanciare l’economia, chiedendo sostegno alle piccole e medie imprese che possono creare i nuovi posti di lavoro di cui oggi sentiamo tanto bisogno.
Senza lavoro non c’è futuro, non c’è progetto per la famiglia, non c’è dignità, non c’è speranza…
Il governo Berlusconi è stato il peggiore tra i Paesi occidentali nell’affrontare la crisi: ha fatto poco o nulla, sperando che i cittadini da soli se la “cavassero”. Strano modo di intendere la politica: tanta confusione, attenzione ai problemi del premier e atteggiamenti fatalistici sulle sorti dei cittadini. In Valle siamo andati meglio grazie alle risorse della nostra Autonomia sul fronte del sostegno assistenziale; ma sullo sviluppo e sui posti di lavoro, come la stabilizzazione del personale precario, per ora siamo fermi agli impegni. Noi continueremo, con forza e responsabilità, a sollecitare che gli impegni diventino azioni concrete.
Purtroppo gli errori di valutazione del governo nazionale hanno effetti negativi anche in Valle d’Aosta, su molti temi: lavoro, scuola, sicurezza, giustizia. Ma la denuncia non basta.
Un’altra grossa incognita pesa anche sui valdostani come su tutti gli abitanti del pianeta. Le variazioni climatiche che sono legate ad un costante innalzamento delle temperature sono segnali molto preoccupanti. Desertificazione, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare, violente precipitazioni locali: la Terra soffre. I Paesi più ricchi e quelli che vogliono emergere dal sottosviluppo con l’industrializzazione massiccia, che noi occidentali abbiamo promosso per abbattere i costi del lavoro e i vincoli ambientali, non intendono agire tempestivamente per limitare le emissioni di gas serra che sono i principali imputati dei cambiamenti climatici. Né a livello internazionale né a livello nazionale si riesce per il momento a tradurre in concreta prassi quotidiana il legame imprescindibile tra ambiente, sviluppo e qualità della vita per tutti. Prevalgono anche nell’attenzione dei media teorie estremiste sia sul fronte ambientale sia sul fronte dell’economia. Trovare il giusto equilibrio tra crescita economica e valorizzazione dell’ambiente è lo sforzo della nuova politica democratica.
La politica non può essere l’arte di gestire il potere nel presente. Ma la scienza e la prassi che determina condizioni di vita migliori per il futuro; e per noi democratici queste condizioni di vita migliori devono valere per tutti e non per pochi. Garantire un futuro ai giovani, vuol dire pensare a tutta la società. Gli anziani potranno godere delle pensioni e di assistenza sociosanitaria se i giovani avranno un lavoro. Altrimenti la pensione sarà via via più bassa e verranno meno i servizi. Per questo servono sacrifici e lavoro di tutti oltre che per tutti, come nel dopoguerra. Certo è più facile promettere a tutti il benessere e vendere il sogno della ricchezza facile con il Gratta e vinci o con il Gioco dei pacchi. A noi il dovere di ricordare che chi si pensa che il progresso avanzi senza lavoro continua a vivere dell’illusione degli anni 80 e 90, quando si credeva che si potesse creare la ricchezza in borsa, con il giochino della compravendita dei titoli. Mentre noi “giocavamo” altri Paesi costruivano le premesse per la ricchezza vera, quella della produzione reale. Cina, India, Brasile da paesi sottosviluppati sono diventati determinanti nell’economia mondiale. L’Europa l’ha capita e seppur faticosamente sta cambiando marcia. Il governo italiano, no; continua a voler vivere di rendita e di trucchetti contabili. A pagare per gli errori di altri saranno ancora una volta i lavoratori e le fasce deboli della società.
Le elezioni comunali sono dunque un passaggio fondamentale per dare voce ad una politica più seria, più responsabile e al contempo più efficace. Una politica che condanna lo scontro fine a se stesso e la violenza in tutte le sue forme. Una politica più vicina ai cittadini, più capace di ascolto.
Dove prevalga il senso di equilibrio per dare concretamente risposta ai tanti bisogni delle famiglie e delle persone. Per questo motivo il Partito democratico si presenta come un soggetto qualificato con il quale è possibile costruire amministrazioni alternative alla destra, con programmi realizzabili nel quinquennio ma che abbiano il coraggio di guardare al progetto futuro della comunità che si intendono promuovere. Programmi che non siano collage di illusioni o specchietti per le allodole di coalizioni che hanno come obiettivo vero solo la spartizione del potere; ma nuclei di aggregazione del sentire collettivo dei nostri piccoli e medi comuni di montagna.
Quanto ad Aosta la sua storia e il suo avvenire parlano chiaro. Sempre si è manifestata una sensibilità spiccata della popolazione verso il centro sinistra, di cui erano e sono espressione non solo i partiti e i movimenti di sinistra ma anche, per una parte, le forze autonomiste. Noi intendiamo rappresentare il sentire maggioritario della città. E in questa direzione operiamo ed opereremo con coloro che intendono condividere con noi e con la popolazione un chiaro ed efficace programma.
Abbiamo un dovere primario: ridare fiducia ai cittadini nelle istituzioni, demolite da una politica farneticante, populista e demagogica. Con la serietà, l’impegno, la competenza e il lavoro dimostrati in questi cinque anni dai nostri amministratori ad Aosta e nei piccoli comuni della Valle. Per questa ragione Li abbiamo calorosamente ringraziati in occasione dell’ultima Assemblea regionale e per questo continuiamo con determinazione sulla nostra strada. Insieme dobbiamo ricostruire la speranza…
Infine, anche a nome di tutti i dirigenti del Partito democratico, porgo a tutti i lettori del Travail i sinceri e affettuosi auguri di Buone Feste e Felice Anno Nuovo.