Contributo di Giovanna Zanchi

altri Interventi all’Assemblea Costituente Regionale 

COSTITUENTE PD
10 novembre 2007

Trovare la giusta direzione

Oggi si avverte qui un’atmosfera di grande aspettativa, c’è come un senso di sospensione e penso che ciò sia dovuto al fatto che tutti noi sappiamo bene quanto è costato arrivare sin qui. Ognuno di noi sta portando dentro il PD tutta la propria storia, fatta di idee, delusioni e speranze. E, dopo l’entusiasmo, forse per la prima volta, oggi, c’è la tensione di ogni esame importante, quando proprio non si può fallire. Tutti sappiamo bene cosa ci aspettiamo dal PD: tutto il meglio di un rinnovamento possibile del nostro vivere sociale. Forse però, è arrivato anche il momento di capire quale può essere il nostro contributo concreto alla riuscita del progetto.

Per quel che mi riguarda personalmente, pur non avendo un bagaglio serio di esperienza politica da mettere al servizio del PD, ho intenzione di impegnarmi in due ambiti che meglio rappresentano, fra  altri, il mio vissuto: desidero impegnarmi principalmente per la salvaguardia dell’AMBIENTE inteso nella sua eccezione più ampia e, contemporaneamente, nel settore della COMUNICAZIONE.

Il mio brevissimo contributo a questa assemblea costituente è dedicato proprio al tema della comunicazione. Temo che qualcuno in sala starà già pensando: ecco qui, con tutto quello che abbiamo da decidere e da realizzare, questa perde tempo a farci lezione di comunicazione. Non temete, la mia è solo una riflessione che però desidero condividere con voi perché ritengo che un nuovo progetto politico abbia bisogno di un nuovo stile di comunicazione. E in una fase delicata come questa, di inevitabile confronto fra passato e rinnovamento, ritengo che questo sia un passaggio cruciale.

All’ingresso vi è stato distribuito un foglietto: l’obiettivo però non è solo quello di raccogliere dati; ci preme soprattutto conoscere la vostra opinione sulle modalità che voi ritenete più utili ed efficaci per tenerci in contatto e confrontarci apertamente su ogni tematica che andremo ad affrontare e su ogni progetto che il PD vorrà realizzare.

Perché la priorità del PD è quella di mantenere il contatto con gli elettori.

Il problema è che tutti noi siamo assediati da una miriade di informazioni/sollecitazioni che ci arrivano dai canali più diversi. Ma se la pluralità dell’informazione è certamente garantita in Valle sotto il profilo quantitativo, a mio parere, molto resta da fare a livello qualitativo.

Tutti noi sappiamo parlare, scrivere, leggere e ascoltare, ma ciò non significa che abbiamo imparato a comunicare veramente.

In ogni ambito, se ci pensiamo, il successo di un’azione non dipende soltanto dalla bontà dell’idea e dalla capacità pratica di realizzarla: fatti salvi entrambi i presupposti, il processo rischia di essere “danneggiato” da una cattiva comunicazione. Ho riflettuto a lungo su questo aspetto della nostra vita sociale, sia per ragioni di lavoro (in qualità di insegnante) sia per una mia personale passione (in qualità di giornalista). Non ci mancano né le opportunità né gli strumenti per comunicare le nostre idee, ma credo che esista un grave problema di “stile”.

Pochi giorni fa è morto Enzo Biagi e io, come moltissimi altri italiani, lo stimavo profondamente: era il cronista per eccellenza. Ed era amato perché era immediatamente percepibile in lui una qualità decisamente non comune: era un uomo onesto che parlava alla gente e con estrema semplicità faceva in modo di farsi comprendere dalla gente. Lui raccontava la Storia ascoltando e raccontando le storie delle persone, dalle più umili sino ai potenti della Terra.

Uno dei sogni del PD in Valle d’Aosta è di realizzare un contesto nuovo per comunicare veramente con quanti condividono il nostro progetto.

Sia il Travail (il giornale dei DS) sia il Cittadino Valdostano (il giornale della Margherita) hanno compiuto negli anni un lavoro preziosissimo di informazione e di stimolo al dibattito politico e civile. Il sogno sarebbe ora quello di realizzare un giornale tutto nuovo non certo perché questi due siano diventati improvvisamente “sorpassati”, ma perché è importante voltare pagina, letteralmente, anche e soprattutto nell’ambito della comunicazione. Non serve più un giornale di partito ma un giornale per il partito, nel quale converga tutta l’esperienza passata ma che rappresenti davvero un forum nel quale le persone si incontrano, discutono, propongono e decidono, finalmente, di farsi coinvolgere più attivamente nelle decisioni che li riguardano in quanto singoli e in quanto membri di una comunità.

Qualunque sarà lo strumento che riusciremo ad utilizzare (risorse umane, tecnologiche e finanziarie permettendo) sarà comunque fondamentale prestare grande attenzione allo spessore etico del comunicare: senza pregiudizi, senza falsità, senza sterile sarcasmo, senza urlare in faccia agli altri le proprie presunte verità. Dovremo costruire un’informazione totalmente libera da condizionamenti, ricordandoci che la libertà – per citare Biagi – impone un dovere morale: quello di porre tutte le domande, nessuna esclusa, per capire fino in fondo le radici dei problemi.

A proposito di rinnovamento, concludo con un aneddoto. Qualche giorno fa sono andata a fare una gita in montagna, da sola. La meta mi era ben chiara (c’ero già stata in passato) ma questa volta sono partita da un luogo diverso. Ho iniziato a seguire i tranquillizzanti segni gialli che marcano i sentieri, ma dopo un po’ ho iniziato ad innervosirmi perché il sentiero mi stava portando nella direzione opposta rispetto alla mia destinazione finale. Ho continuato a seguire i segni gialli, vincendo uno sgradevole senso di incertezza e la tentazione di tornare indietro. Dopo un bel po’, quando ormai mi ero convinta di aver sbagliato tutto, mi sono ritrovata su un antico sentiero di cui ignoravo l’esistenza che mi ha portato dritta alla meta.

Dov’è la morale in tutto questo? Non ne sono certa. Io credo di aver appreso una lezione di fiducia.

La paura di sbagliare, l’esperienza, la razionalità (cioè il senso di orientamento) mi avrebbero consigliato di desistere; la fiducia (in questo caso nella competenza del servizio di sentieristica) mi ha convinta a continuare in una direzione nuova che si è rivelata una piacevolissima sorpresa.

Coloro che hanno votato il 14 ottobre consentendo al PD di nascere hanno compiuto un atto di fiducia in un sogno di rinnovamento della vita politica regionale e nazionale. A qualche settimana di distanza qualcuno già morde il freno e vorrebbe vedere dei risultati che stentano ad arrivare. Io credo che abbiamo imboccato il sentiero giusto: basta continuare a camminare, con fiducia, ricordandoci che TUTTO, BENE e SUBITO non vanno esattamente d’accordo.

Giovanna Zanchi

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