BIOGRAFIA

Raimondo Davide Donzel - Segretario PD Valle d’AostaRaimondo Davide Donzel
nasce ad Aosta il 19 novembre 1963.

Coniugato con Domenica Vuillermoz è padre di quattro figli, Giada Dominique, Deborah Christine, Amos Théodule Lucien, Ruben Hai Raymond.

La professione

Nel 1986 comincia la carriera di insegnante di Italiano, Latino, Filosofia e Storia presso il Liceo Linguistico di Courmayeur.

Tra il 1987 e il 1989 presta servizio civile, come obiettore di coscienza per 20 mesi, alle dipendenze della Comunità Montana Val Pellice, presso l’Ufficio tecnico che si occupa di agricoltura e foreste.

Dal 1989 al 1991 riprende l’insegnamento presso il Liceo Linguistico di Courmayeur dove insegna Italiano, Filosofia e Storia. Consegue la Laurea in Materie Letterarie con 110 e lode presso l’Università degli Studi di Torino, grazie a una tesi sui Consigli di fabbrica in alcune aziende del Pinerolese (consultabile presso l’Istituto Storico della Resistenza e della Società contemporanea di Torino).

Nel 1991 consegue l’Abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, educazione civica e geografia nella scuola media e viene assunto a tempo indeterminato presso la Sezione staccata di Cogne della Scuola media di Villeneuve, di cui diventa responsabile. Si occupa della promozione delle attività teatrali nella scuola.

Tra il 1994/1999 segue e svolge attività di formazione nel settore dell’educazione linguistica integrata, per potenziare l’utilizzo della lingua francese e della lingua inglese nell’apprendimento dei contenuti di tutte le discipline.

Nel 2000 passa di ruolo nella scuola secondaria di secondo grado per la classe di concorso Materie letterarie e presta servizio presso l’Istituto tecnico industriale, oggi ISITIP di Verrès. Sempre nel 2000 consegue l’abilitazione all’insegnamento di Filosofia e Storia. Nel 2002 ottiene la cattedra di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico E Bérard di Aosta.

L’ impegno sindacale

1996 – entra nel direttivo della CGIL Scuola.

1998 – entra nella Segretaria della CGIL Scuola.

1999 – diventa funzionario sindacale nel settore scolastico a part-time.

2001 – E’ eletto segretario regionale della Cgil scuola della Valle d’Aosta per il settore secondario e ottiene il distacco retribuito dall’insegnamento per svolgere attività sindacale

2004 – E’ eletto segretario regionale della Federazione Lavoratori della Conoscenza che aggrega Cgil scuola e Snur Cgil.

2005 – E’ eletto membro della Segreteria regionale CGIL della Valle d’Aosta

2005 – E’ eletto segretario regionale della FLC Cgil della Valle d’Aosta

2006 – E’ riconfermato nella Segreteria regionale CGIL della Valle d’Aosta

L’attività politica 

2003 è eletto nella direzione della GV-DS

2006 è tra i fondatori di Area democratica, componente culturale della GV-DS

14 ottobre 2007 – Con il 62% dei consensi vince le elezioni primarie per la carica di Segretario del PD della Valle d’Aosta

27 novembre 2007 – l’Assemblea Costituente del Partito Democratico della Valle d’Aosta rende ufficiale la nomina a Segretario del Partito Democratico

Eletto in Consiglio regionale:

XIVa LEGISLATURA

Eletto nella lista del Partito Democratico con 1.397 voti

Assessore alle attività produttive, energia e politiche del lavoro dal 15 luglio 2015 al 14 febbraio 2017

Cariche politiche e amministrative:

dal 5 luglio 2013 al 15 luglio 2015 Componente della Conferenza dei Capigruppo

dall’8 luglio 2013 al 15 luglio 2015 Componente della Commissione per il Regolamento

dall’8 luglio 2013 al 15 luglio 2015 Componente della I Commissione permanente – Istituzioni e autonomia

dal 1° luglio 2013 Capogruppo del Gruppo PD – Sinistra VdA

XIIIa LEGISLATURA

Eletto nella lista del Partito Democratico con 1.442 voti

Cariche politiche e amministrative:

dal 29 marzo 2013 al 30 giugno 2013 Vicecapogruppo del PD – Sinistra VdA

dal 1° luglio 2008 al 29 marzo 2013 Vicecapogruppo del Partito Democratico

dal 1° luglio 2008 al 30 giugno 2013 Componente della I Commissione permanente – Istituzioni e autonomia

dal 5 dicembre 2012 all’8 aprile 2013 Componente della Commissione speciale per rideterminazione indirizzi programmatici gestione rifiuti

dal 14 ottobre 2007 al 22 febbraio 2014 Segretario regionale del Partito Democratico – Parti Démocrate

Incarichi

Ha ricoperto la carica di vice-Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in Valle d’Aosta ed è tuttora membro del direttivo.

Pubblicazioni

Nel 1989 pubblica con lo pseudonimo di Davide Valle la silloge di poesia “nell’ultima ora”, Forum/Quinta generazione, Forlì

Nel 1999 Pubblica la silloge di poesie “La terra del Tramonto”, Ibiskos editrice, Empoli.

Nello stesso anno con la collaborazione del prof. Ottorino Consoli pubblica il volume “Il Giro ciclistico della Valle d’Aosta – Una fucina di campioni”, Musumeci Editore, Quart-Aosta

2002 Pubblica la silloge di poesie “Tempo interiore”, L’Autore Libri, Firenze.

Curiosità

Ha sempre amato lo sport e gli sport di squadra in particolare. Nel campetto della scuola tira i primi calci al pallone. Ha giocato tra gli esordienti e i giovanissimi del Guido Saba di Charvensod.

Nel 1981 scopre il rugby e diventa tre-quarti del Rugby Club Mont-Blanc. L’anno successivo gioca nell’Aosta Rugby prima come tre quarti poi come ala.

Un grave incidente sugli sci lo obbliga a lasciare l’attività agonistica.

Torna al calcio partecipando ai tornei amatoriali.

Nel 1992 torna all’agonismo nelle file del Villeneuve in terza categoria. Fermato da un infortunio, riprende nel 1993, diventando anche capitano della formazione. 

    
 

5 thoughts on “BIOGRAFIA

  1. Buondi!
    Vorrei gentilmente sapere cosa ne pensa!
    Merçi Daniele Ronc
    AVEC OU’ CONTRE LES ” CAMPAGNARDS”
    Compte tenu du fait que l’année qui vient de s’écouler a enregistré des énormes problèmes pour le monde agricole en général, tel que, par exemple, la fermeture de l’étable de M. Cimberio de Saint-Christophe ou que la grande intolérance qui s’est, ensuite, propagée contre ce meme monde, j’espère vivement que, en occasion des prochaines élections régionales, les mouvements ou partis tiendront dans la juste considération, la campagne. Cela dit, j’invite, donc, les mouvements ou partis à déclarer, d’ores et déjà et publiquement, leur attitude vis-à-vis, du monde campagnard; un monde qui nécessite d’hommes capables et de règles claires. La campagne n’a aucun besoin des défenseurs «pro-tempore», qui interviennent seulement lorsque les journaux et les médias dédient quelques lignes ou quelques images en occasion de certains abus ou, pire encore, lors des manifestations sur les produits agricoles et toute la rhétorique qui s’ensuit. Les campagnards en ont marre de tout cela. Ils veulent des personnes responsables qui restent à leur écoute. Je vous invite, donc, lors des élections valdotaines, à publier les programmes que les mouvements ou partis entendent adopter pour l’agriculture. Nous devons savoir si vous êtes pour ou contre la campagne. Il faut, surtout, que les mouvements ou partis, à leur intérieur, prennent finalement une position nette, sans équivoques; si beaucoup d’hommes politiques sont intervenus activement (Caveri, Isabellon,Alessandro Bortod, Maquignaz et A. Viérin, ), bien d’autres ont pris une position plutôt ambigüe, dans le sens que personne n’a réussi à comprendre de quel coté se sont placés. En attendant … je vous salue et je vous présente mes meilleurs vœux pour une bonne année. Rappelez-vous que «Pamë de vatse, pamë de valdoten ». Daniele Ronc

  2. Caro Daniele,

    scusa il ritardo con cui rispondo, ma essendo tornato a fare l’insegnante esercito la politica come sevizio.
    Conosco il mondo agricolo, in particolare quello degli allevatori, perché da quel mondo provengo (anche se i nonni e mio padre hanno a lungo lavorato in fabbrica alla Cogne).
    Ho letto che tu hai già tracciato una classifica dei buoni e lasci intuire che i cattivi siano queli che non hai nominato. Rispetto il tuo giudizio ma non condivido alcuni passaggi.
    La Valle d’Aosta fino ad oggi non è stata governata dai marziani. Anche noi della sinistra abbiamo contribuito nel bene e nel male a realizzare il nostro presente. Quindi non mi sottraggo alle critiche.
    Il settore dell’allevamento è oggi in forte crisi perché fenomeni di concorrenza nazionale ed internazionale e di crescita del costo del lavoro ne minano la competitività. Ma certo non va dimenticato che il forte sviluppo economico e sociale della Valle d’Aosta ha (per fortuna) così migliorato le condizioni di vita dei valdostani da non rendere più appetibili determinati lavori.
    Soprattutto nel settore dell’allevamento dove la continuità della prestazione, legata al ciclo vitale degli animali, è perenne (si lavora 365 giorni all’anno e 366 negli anni bisestili) se non esistessero complessi fenomeni di radicamento culturale e sociale sarebbe ben difficile riscontrare ancora così tante aziende che si battono contro le difficoltà del mercato.
    Molto è stato fatto, meccanizzazione e stalle nuove sono gli esempi più evidenti; ma nel confronto con altri lavori si soffre la differenza fra l’impegno profuso e il risultato economico.
    Che fare?
    Puntare sulla qualità dei prodotti e del lavoro. Far sì che gli allevatori, soprattutto quelli che hanno aziende in cui mon tutto il lavoro può essere meccanizzato – penso ai prati in forte pendenza -, siano in grado di essere più competitivi anche attraverso un’integrazione migliore col settore turistico.
    Puntare sull’allevamento puro oggi in Valle d’Aosta è per pochi e i contributi non bastano a colmare la distanza fra fatica e resa.
    Infine il Partito democratico che è appena nato è dalla parte di tutti quelli che lavorano onestamente per dare un futuro migliore alla Valle d’Aosta.
    Condivido che senza la cultura dell’allevamento molto si perderà come valdostani. Ma penso che non verrà meno l’allevamento anche se per molti sarà difficile reggere l’urto dello sviluppo continuo. Intanto continuo ad aiutare mio padre nella stalla; per quel che mi riguarda continuerò a difendere il territorio dei miei avi. E lascerò ad altri stilare le classifiche di chi è più o meno valdostano.

    Raimondo Donzel

  3. Aprite e ascoltate questo ragazzo come massacra i valdostani …[1]http://profile.myspace.com/menesound
    …almeno lui ha il coraggio di schierarsi anche se ingiustamente contro i “campagnards”.
    A differenza di alcuni politici che non prendono le parti di nessuno e cercano di tenersi tutti buoni soprattutto quest’anno che ci son le elezioni .
    Come marmotte assopite in un letargo durato 5 anni si presentano alle manifestazioni zootecniche , alle batailles de reines a stringere le mani a tutti, a far finta di interessarsi ad un settore di cui non gli é mai importato nulla!
    Nella vita come nella politica bisogna essere uomini chiari leali perché solamente cosi si ottiene la fiducia , il voto degli elettori!

  4. Caro Daniele,
    di questo ne abbiamo già parlato. anch’io provengo dal mondo dei campagnards ma a differenza di cosa dice quel ragazzo nella sua canzone conosco la fatica del tagliare l’erba, di fare i fieni, di non avere sabati e domeniche…
    Ci sono ragazzi giovani, fra cui mia sorella, che fanno questo mestiere e nonostante non riescano a tirare avanti amano i loro animali, coltivano la loro terra e sacrificano la loro vita. Sono contenti quando si apprezzano i loro formaggi o qualche animale della stalla diventa una reina.
    Ecco che mi piacerebbe che queste persone anzichè criticare facessero una stagione in alpeggio per rendersi conto della bella vita che fanno.
    Beveno? Bestemmiano?
    Credo che anche in discoteca si sentono ragazzi che bestemmiano e che bevono o si fanno spinelli. Generalizzare credo sia sintomo di poca intelligenza, ma naturalmente…

  5. Cari Daniele ed Erika,

    sono due i problemi che sollevate. Provo a distinguerli per fare chiarezza.

    Il primo è assai delicato: chi sono i valdostani? chi difende la loro identità?
    Credo che essere valdostani oggi sia qualcosa di complesso da definire come per molti cittadini europei, vi sono più appartenenze che si stratificano fra loro. Ma sono ancora convinto che nonostante la stratificazione è indispensabile potersi definire “valdostani” con orgoglio, così come valloni o baschi o romani de Roma. L’identità vissuta in positivo, quindi spogliata di velleità superomistiche, è fondamentale per ogni individuo (anche l’apolide in fondo sente la necessità di darsi una identità in negativo). Parlare di difesa di un’identità è già un atto di debolezza. Se l’identità si percepisce come forte non tende a mettersi in discussione, anzi rischia di essere aggressiva nei confronti di altri soggetti. Io credo che più che l’identità valdostana oggi ad essere in discussione è l’uso che se ne fa per raggiungere il potere. Legando l’identità all’autonomia il passaggio è semplice: il più autonomista è il più valdostano e quindi è quello che meglio difende l’identità (anche se magari è un immigrato che nulla sa della cultura locale). L’identità diventa stereotipo e il comico o il giullare sottopone alla sua satira lo stereotipo del “bacan”. Ricordo come da ragazzino “sceso in città” per frequentare la scuola media “pativo” le prese in giro sul mio accento, sulle mie orgini contadine (anche se mio padre era operaio); perché oggi gli stessi compagni di classe che ironizzavano sull’identità sono i campioni dell’ autonomia anche se non parlano né francese né patois?
    E’ evidente l’uso strumentale dell’identità e dell’autonomia…

    Il secondo problema che è implicito nelle parole di Daniele ed Erika è come discernere tra i tanti politici in circolazione quelli che operano per il bene della comunità valdostana e quelli che usano l’ideologia per la loro carriera personale.
    Carissimi, come sempre (e per fortuna in democrazia) sarà l’elettore che deciderà.
    La vera difficoltà sta nel fatto che su questo tema non vi è più una sola forza politica che nel suo insieme (interamente) rappresenti questa sensibilità. Un politico è onesto e coerente indipendentemente dal partito in cui milita. Quindi più che una scelta semplicemente ideologica, legata al partito, oggi si chiede più che mai una attenzione anche alle persone.
    Molti lamentano che i più potenti e i più ricchi sono avvantaggiati: è vero (sono i limiti della democrazia); ma è anche vero che la politica non è vietata a nessuno (è il grande privilegio della dmeocrazia) e quindi qualche novità e qualche sorpresa è sempre possibile. Non sarà un politico a decidere come riaffermare l’identità dei valdostani e la loro autonomia.
    Sarà l’elettore a scegliere chi fra tutti meglio rappresenta questi valori.

    Buon lavoro
    Raimondo

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