L’unità vale doppio per i più deboli

Premesso che l’unità sindacale è un bene prezioso sempre, tanto più lo diventa quando la situazione è delicata, come in questa importante cessione di quote azionarie della CAS, Cogne.
Più idee, più confronto sono un bene importante per superare passaggi difficili. Quindi è utile recuperare al più presto il dialogo costruttivo.
I più deboli non sono solo i lavoratori ma tutto il sistema produttivo regionale. È una questione che riguarda tutti i valdostani!

Ma c’è un grande assente!
L’Assessore Bertschy e la Giunta Lavevaz.

La Giunta informata (o disinformata e sarebbe gravissimo!) doveva riunire TUTTI i sindacati e insieme a loro promuovere un tavolo di concertazione: non mandare i lavoratori allo sbaraglio, che ora spaventati si beccano come i polli di Renzo, per una “tessera” in più.

In gioco c’è il futuro produttivo di un’azienda: miracoli non se ne fanno; ma tra il fare miracoli e il non far nulla delle lumache 🐌 🐌🐌, c’è tanto spazio per lavorare.

Si ricompongano le divisioni e la Regione promuova una trattativa dignitosa, alla presenza dei lavoratori, partendo da una più corretta informazione, con i vecchi e nuovi datori di lavoro.

2 giugno: quale Festa

2 giugno 1946-2022

Per ricordare che votarono per la prima volta le donne; ma che la parità di genere è ben lungi dall’essere compiuta.

Per ricordare che fu Repubblica e non Monarchia; ma che venne eletta pure un’Assemblea costituente per mandare finalmente al macero lo Statuto Albertino.

Iniziava una nuova fondazione dello Stato finalmente democratico: questo percorso non è compiuto: anzi crescono diseguaglianze economiche, sociali e civili, la fratellanza e la solidarietà sono messe in crisi, la stessa libertà è indebolita da uno stato centralista, da una burocrazia onnivora, da un sistema giudiziario inefficiente, dalla scarsa partecipazione attiva dei cittadini, dalla guerra.

Festeggiamo: mai più dittature e monarchie; ma più impegno e partecipazione per una repubblica autenticamente democratica, federale, dove Liberté, égalité e fraternité siano parole praticate e non vuote ideologie.

Dalla guerra show, allo show della guerra

La guerra come show televisivo risale alla guerra del Golfo, quando i TG riducevano il massacro a uno spettacolo pirotecnico operato da “bombe intelligenti”.

Ora con Zelensky all’Eurovision, lo show diventa fiction, e i morti tornano ad essere solo effetti collaterali.
Con un buon arbitraggio l’Ucraina potrebbe anche vincere i Campionati mondiali di calcio del Qatar 2022.

Per alimentare il mostro della guerra (e farci digerire le tasse enormi che dovremo pagare) niente di meglio di una canzoncina e di un pallone (e chi ha memoria si ricorda “Giovinezza”, il cinema, e due Mondiali 1934 e 1938: il fascismo aveva già sperimentato tutto un secolo fa!)… e noi naturalmente continuiamo a cascarci! Panem et circenses!!!

#nowar ☮️🏳️‍🌈

Il nazionalismo per Orwell

“Per Nazionalismo intendo soprattutto quell’abitudine a pensare che gli esseri umani possano essere classificati come insetti, e che interi blocchi di milioni e decine di milioni di persone possano tranquillamente essere etichettati come buoni o cattivi.

Ma intendo anche-aspetto molto più importante-quell’abitudine a identificare se stessi in una singola nazione o in un’unità di altro tipo, collocandola aldilà del bene e del male e non riconoscendo altro dovere che la promozione dei suoi interessi.”
George Orwell, Sul nazionalismo, [Notes on Nationalism, 1945], Lindau, Torino, 2022

Il nazionalismo comporta la soppressione dello spirito critico, la censura, e l’autocensura, l’asservimento cieco a un’idea di realtà a discapito della realtà stessa.

Accadeva durante la seconda guerra mondiale; si ripete oggi.

Finalmente uno scatto d’orgoglio? (LA CRISI REGIONALE che nessuno racconta)

Nella partita a poker delle “lumache” la mossa più naturale è quella dell’UV: Passo! Rinviato il Conseil fédéral. Per vederci chiaro, ovvio! È passato soltanto un anno e mezzo da quando ci si è impantanati nel bloccare l’alleanza progressista. Che fretta c’è?

La crisi la vivono le famiglie e le imprese. A Palazzo Deffeyes invece splende il sole della crisi mascherata: c’è la maggioranza ma bisogna allargarla: a destra, come se già non fosse di destra quello che c’è ora!

Quindi la parola passa ai “responsabili” del PD e di FP (federalisti progressiti? Che vuol dire? Quanti sono? Chi è il gruppo dirigente? Quanti iscritti? Chi è il leader? Non si sa: per ora c’è la sigla per legittimare Padovani e Bertin, un tempo indipendenti del PD e di RC).
E ti aspetti lo scatto d’orgoglio: tanto persa per persa la partita si tenta di rifarsi un’immagine!
Macché il PD (e i fantomatici FP) non vanno certo a ripescare il Programma elettorale, a fare il mea culpa sull’aver votato tutto anche con la Lega, ospedale, treni a idrogeno, nessuna opposizione a collegamento attraverso Cime Bianche, e cementificazione del Couis di Pila, ecc. Nonostante l’umiliazione di essere maggioranza ma di essere esclusi dalle consultazioni privilegiate degli 11 Autonomisti che hanno gettato nella polvere anche l’ultimo giapponese targato Stella Alpina, ribadiscono che bisogna continuare su questa strada, con questa maggioranza: tutt’al più si imbarcano Augusto Rollandin e Marco Carrel di Pour l’Autonomie. Credevo di aver capito male: no no, per risolvere la crisi serve Pour l’Autonomie. Ma come l’anziano Presidente messo al bando da tutti torna indispensabile?

L’importante per il PD sarebbe fermare la Lega: visto che un po’ di orgoglio salta fuori?

Sbagliato: il problema Lega per il PD è che sono in 11 e si vogliono pigliare un sacco di posti in Giunta. Quindi neanche aumentando i posti da Assessore si soddisfa l’ambizione di tutti. L’orgoglio del PD è mera convenienza tattica, perché il PD valdostano in aula consigliare non si distingue in nulla dai contenuti autonomisti/leghisti.

Mi si dirà (come già un anno fa per le dimissioni di Minelli) ma allora tu vuoi mandare al governo la Lega. A parte che nell’ombra la Lega ha sempre fatto un’opposizione all’acqua di rose aspettando il ribaltone: ma la soluzione alternativa noi l’abbiamo da sempre chiara e netta!

Il programma di PCP: i 7 eletti che chiedono un confronto vero su Ospedale, che mettono la valorizzazione dell’Ambiente tra le priorità di un nuovo sviluppo, che affrontano la questione sociale e del lavoro in Valle, che rilanciano la Sanità e la Scuola pubblica, che difendono l’Ambiente da progetti faraonici per sviluppare un nuovo turismo che sia capace di sostenere cambiamenti climatici e di gestione del tempo libero delle famiglie, che liberi dal clientelismo la Valle, che chiedono a gran voce una Riforma del sistema elettorale. Quello che si era deciso di fare quando siamo partiti con la decisione di governare bene la Valle.

E no! Lo scatto d’orgoglio del PD non c’è stato; solo la richiesta di allargare la maggioranza a Rollandin e Carrel (magari dicendo no a Rollandin in Giunta, ma non l’ho visto scritto, oppure no, chissà?); e ci aspetta la lenta marcia delle lumache per i prossimi 3 anni.

Al lavoro per una politica più vicina ai cittadini

Comunicato Stampa

L’Assemblea di Area Democratica – Gauche Autonomiste riunitasi il primo Aprile 2022 ha ribadito l’importanza del ruolo assunto dall’Associazione nella promozione in Valle d’Aosta di una cultura politica fondata sull’incontro dei valori del lavoro e della lotta sociale saldamente uniti a quelli dei diritti civili, nonché del ruolo imprescindibile del federalismo e dell’autonomismo per difendere le democrazie dalla intolleranza e dal centralismo nazionalista. Abbiamo più che mai bisogno di più solidarietà internazionale, più equità, più visione ambientale, e soprattutto pace.

L’Associazione riconosce come fondamentale per la sua attività la collaborazione con il movimento plurale di Rete Civica che ha portato alla costituzione di Progetto Civico Progressista.
Cresce e si sviluppa positivamente anche la sinergia con le esperienze politiche di ADU e del M5S, in una prospettiva di confronto aperto e rispettoso dei contributi originali delle diverse sensibilità.
Siamo certi che l’allargamento dello spazio di riflessione aiuterà tutti ad elaborare una prospettiva alternativa alla gestione politica conservatrice della Valle d’Aosta e a produrre dinamiche sociali di attivismo partecipato.

Si è infine provveduto a definire gli organismi statutari, in carica per l’anno 2022, al fine di favorire nuove adesioni e sostenere l’attività culturale e quella politica.
L’Assemblea direttiva è composta da
Cristian Danieli
Antonio De Marco
Elisa Guichardaz
Marcella Geracitano
Fortunato Romeo
Pietro Verducci
Ne fanno altresì parte i Membri dell’Esecutivo
Gianni Champion: responsabile comunicazione
Nunzio Totaro: tesoriere Consigliere comunale di Verrès Erika Guichardaz: Consigliera regionale
Diego Foti: Consigliere comunale di Aosta
Luciano Boccazzi: Consigliere comunale di Aosta
E i Coordinatori
Raimondo Donzel
Carmela Fontana

Aosta il 10 aprile 2022

Le mezze verità del Signore della Coumba

In una interessante intervista pubblicata sulla Stampa regionale di oggi compaiono in serie tante mezze verità sulla crisi politica in Consiglio regionale che meritano di essere analizzate, per capire non tanto le sorti della Giunta ma quelle dei cittadini valdostani, che da un anno subiscono il dolce far niente delle “lumache” di Lavevaz, rimanendo senza adeguate cure sanitarie, senza politiche sociali e del lavoro all’altezza della grave situazione di emergenza, senza un’equa ripartizione delle misure di sostegno e investimento.

Vediamo le mezze verità nell’ordine:

  1. La guida della Giunta deve essere affidata a Lavevaz: quindi un Lavevaz Bis, perché secondo il Marguerettaz nessuna forza politica lo ha messo in discussione; ma allora più che un governo Draghi avremo un governo Conte2 al contrario (dalla Giunta progressista, finita nella palude di centro, alla Giunta con dentro la destra nazionalista!).
  2. A 18 non si può andare avanti: per un anno sono stati a raccontarci che a 19 erano un blocco compatto che aveva solo bisogno di un piccolo tagliando. Ma come? via Marquis crolla tutto? Non sono mai stati uniti e collaborativi e, adesso, proprio l’area interna all’UV meno collaborativa con Lavevaz cerca sponde più solide a destra! Lavevaz sempre più ostaggio del Signore della Coumba.
  3. A eccezione di PCP, Erika Guichardaz e Chiara Minelli, tutte le altre forze sono disponibili a collaborare con gli 11. Questa, in realtà, non è una mezza verità ma una bugia! Siamo disponibili, noi di PCP, a governare sulla base di un programma che guardi al Bene comune e metta fine al sistema clientelare. Governiamo la città di Aosta: più di un quarto della Valle! Solo che cambiare questo sistema di potere a livello regionale gli Autonomisti di destra non lo vogliono fare e per questo cercano amanti dello status quo.
  4. Si cerca di chiudere un accordo politico a più forze: quindi bisogna superare i veti incrociati; se c’è lui non ci sono io e viceversa.
    Insomma tutti vogliono stare al governo ma il problema non è il Programma quanto piuttosto il salvarsi la faccia o quel che ne resta di quella dello pseudoPD e della Lega che devono ingoiare tutti i rospi della Valle d’Aosta per rimanere o andare al potere con gli Autonomisti di destra.
    Questa anche non è una mezza verità : ma purtroppo è l’unica verità! I rospi che si dovranno ingoiare gli elettori beffati dalle promesse elettorali mancate!
    5 Si possono aumentare gli Assessori tagliando le indennità: questo invece è falso 2 volte; in primis perché grazie al PD e ai suoi compari non si sono ridotte le indennità come chiedeva PCP, con Marzi che voleva addirittura aumentarle, con 10 mila euro al mese si sta strettini; in secondo luogo perché i costi non sono relativi solo agli Assessori ma all’implementazione delle strutture che servono per far funzionare un Assessorato: a meno che non si copino quei Comuni che hanno introdotto l’Assessore alle varie ed eventuali, una carica onorifica sempre solo per equilibri politici.

La mia impressione finale è che le mezze verità rivelino che la soluzione alla crisi politica della Regione è lontana e che la crisi è molto più profonda di quel che appare.
Queste tornate di incontri, per far quadrare conti che non quadrano tra le forze politiche, allontanano sempre più i cittadini dalla partecipazione politica.
Si torna a una Valle d’Aosta nelle mani di pochi notabili/politici (senza partiti funzionanti) che maneggiano la cosa pubblica senza guardare all’interesse generale: il potere per il potere è il fine.
Aver bloccato il referendum elettorale, impedendo ai cittadini di scegliere il Presidente e favorire la partecipazione femminile va nella direzione di mantenere lo status quo.

Con Area Democratica Gauche Autonomiste continueremo a lavorare ad un’alternativa a questo sistema bloccato, per pochi privilegiati.

Novità nella crisi in VdA?

La curiosità del giorno?

La Lega pronta al governo con gli Autonomisti non è una novità: la Lega pronta lo è da inizio legislatura; ma allora l’UV non poteva rimangiarsi le distanze prese in campagna elettorale e non quadravano i posti con le pretese di SA (che ora si è dissolta ) di VdAUnie (che è sempre dis-unie).

La novità è che la Lega metterebbe al centro dell’accordo, udite udite: il Programma!!!

Ma come per un anno il Programma non era un TOTEM e si doveva lavorare sulle cose concrete e ora, dopo i tagliandi e le revisioni del Commissario PD, si torna ad un nuovo Programma?

Eh, sì nelle giravolte politiche dì Marguerettaz & C. sentiremo l’accorato appello al bene dei valdostani, che aspettano risposte su Sanità, Sociale e Lavoro.

  1. Dunque ora si farà un nuovo Ospedale o la Lega aprirà al faraonico ampliamento con una nuova area Megalitica e una ristrutturazione infinita del vecchio Parini?
  2. Avremo i treni a idrogeno con l’elettrificazione?
  3. La solidarietà si farà solo a profughi ucraini bianchi o si accoglieranno nelle nostre mense e scuole anche profughi altre in fuga da guerre terribili sul nostro pianeta?
  4. Si procederà a nuove colate di cemento sul Couis di Pila e a Cime Bianche, aprendoci alla nuova colonizzazione del business padano o si valorizzerà il nostro ambiente?
  5. CVA si aprirà al mercato libero europeo o sarà messa in condizione di sostenere il territorio valdostano?
  6. Avremo un nuovo sistema elettorale con l’elezione del Presidente o si tirerà ancora a vivacchiare con il vecchio, escludendo le donne?

Insomma su questi e altri punti potremo leggere il Programma e capire il perché un anno fa PCP (Erika Guichardaz e Chiara Minelli) fu estromesso dalla Giunta con la complicità dei 5 del PD.

Ah, e il PD? Bé chi non ha idee non può che aspettare dietro la porta se cade qualche briciola dal Tavolo.