Mr. Magoo guida il governo gialloverde

Tranquilli il governo ha una guida lungimirante: Mr. Magoo

Ieri sera: Nota del Governo: “Fine del Numero chiuso a Medicina!”

Mattina: Sono anch’io fra i tanti che esprimono sorpresa e disappunto per un annuncio che non ha i finanziamenti per sostenerlo.

Mezzogiorno: Ministro dell’Istruzione: “Non ne so nulla.”

Dopo pranzo: Ministro dell’Istruzione e Ministro della Salute: “È un auspico; è una promessa che vorremmo (condizionale d’obbligo) mantenere.

Pomeriggio: nota di Palazzo Chigi (il fantasma di Conte): “è obiettivo di medio termine” (medio significa dai 3 ai 5 anni se la fortuna ci assiste!).

Quindi?

Un annuncio!

Un’illusione!

Confusione che si aggiunge a confusione.

Una cambiale in bianco.

Noi vorremmo ma è colpa del mondo cinico e baro. Depistaggio per non parlare della legge finanziaria che creerà gravissimi problemi all’Italia.

Neanche Berlusconi era caduto tanto in basso con gli annunci e Marco Travaglio (sì proprio lui l’amico dei cinque stelle) dichiara: “#Condono di #Lega e #M5s una vergogna, Berlusconi aveva più pudore”.

Migliaia di studenti presi in giro!

Milioni di italiani a bocca aperta di fronte allo show quotidiano di incompetenza e gaglioffaggine!

Allacciate le cinture di sicurezza!

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Numero 2 di Area Democratica – Gauche Autonomiste

Ecco il Numero 2!

Nella riunione periodica di questa sera gli aderenti, i simpatizzanti, gli interessati al dialogo culturale e politico di Area Democratica – Gauche Autonomiste potranno leggere il Numero 2 del nostro Bollettino di informazione e soprattutto di riflessione.

Ma come? ancora materiale cartaceo? roba vecchia da “rottamare”?

Non siamo ingenui: non pensiamo di produrre qualcosa di “alternativo” ai social network o ai giornali online (come diventeremo anche noi nei prossimi mesi); ma vogliamo creare qualcosa di complementare.

Oggi siamo in fase sperimentale ma vogliamo rieducarci al pensiero lungo, a una riflessione critica che produca idee non della durata di un giorno, slogan che si bruciano in una campagna elettorale, ma pensieri che costituiscano un patrimonio di lungo periodo a disposizione del centrosinistra della Valle D’Aosta (e oltre confine).

Il numero 2 è più bello del numero 1, perché fare un passo in avanti è emozionante, affascinante, difficile, rompe l’inerzia ma non è ancora determinate; fare due passi vuol dire camminare!

L’avventura continua!

Banksy e l’autodistruzione dell’opera d’arte

Adoro Banksy… ma non sono mai stato “fanatico” di un poeta, di un artista, di un cantante fino a seguirlo nel furore distruttivo… e autodistruttivo…

Mi piace chi sa eseguire virtuosismi rock con la chitarra; ma, sebbene comprenda il messaggio, non apprezzo che la chitarra sia fatta a pezzi e incendiata…

Tutto ciò che fa l’uomo è effimero: e il paradosso di Banksy è l’inesausto tentativo dell’umanità di rendere “eterna” un’opera (e il suo misterioso autore) attraverso la distruzione dell’opera stessa, focalizzando l’attenzione del mondo, contro la banalizzazione commerciale dell’asta. La fama (come impersonata dagli eroi Achei) di un’opera che il tempo avrebbe inesorabilmente compromesso, attraverso l’autodistruzione che accelera il processo temporale o la “critica erosiva dei topi” di annichilamento è un disperato atto dell’umanità di esistere oltre l’angoscia del nulla che ci attende.

Ma il sofisticato congegno a distanza che produce coriandoli (al di là del sospetto che non credo che Sotheby’s non abbia “studiato” l’opera con minuzia),non mi convince.

Il mio Banksy è in strada ad interrogarmi con un pensiero, a regalarmi un sogno, ad accendere un’emozione nel grigio plumbeo di una periferia.

http://www.ilsole24ore.com/art/arteconomy/2018-10-06/banksy-l-opera-1-milione-dollari-si-autodistrugge-l-asta-sotheby-s-102109.shtml?uuid=AEH3yYIG

Un uomo

Quello che allora non potevo comprendere, immerso com’ero nella massa che urlava slogan, oggi strappa il velo della mia ignoranza.

Non basta leggere per capire. Bisogna aver sofferto, amato, pianto, gioito; bisogna aver vissuto per capire le parole dei profeti.

… “una bestia mostruosa e senza pensiero, la folla,…” … “Il popolo insomma.”

“… difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà, la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere.”

Oriana Fallaci, Un uomo, Rizzoli, Milano, 1979.

Non so dove andare? Allora vado alle urne? La contraddittoria e drammatica realtà del Consiglio regionale VdA

Noto con stupore che chi non sa che pesci pigliare in #ConsVdA torna a parlare di leggi elettorali (per inciso io e altri compagni PD non fummo manco ascoltati dal nostro partito sul tema; quindi non è difficile capire quello che penso della legge in vigore).

Il punto però è condividere un progetto di ampio respiro con la società valdostana, ben prima di parlare di una legge elettorale che dia i numeri a qualcuno per governare a colpi di maggioranza senza un dialogo vivo e costante con la società. Cosa che non sono in grado di fare singoli consiglieri autoreferenziali o movimenti e liste nati con il solo scopo di superare lo sbarramento elettorale (una forma di aggiramento legale della norma ma che sostanzialmente non fa nascere un partito dove il partito non c’è!).

L’idea poi del “mi prendo il potere” e faccio ciò che voglio è lontana dal funzionamento delle democrazie liberali e socialdemocratiche.

La società, oggi ancor di più, non è irregimentata in partiti, e in tanti non si riconoscono nel culto di un leader carismatico. La società è un corpo articolato, fatto di singoli ma anche di associazioni, che non sono immobili e fermi al giorno delle elezioni (5 anni sono un’enormità di tempo nel XXI secolo) o paralizzati davanti a un computer ma vivono ed evolvono con i problemi reali.

Per questo non bastano 18 o 24 consiglieri regionali, non basta un governo con una solida maggioranza, se questi si isolano nel Palazzo e non dialogano con la società in modo aperto e partecipato, anche attraverso nuove forme che non possono ridursi a un referendum e consultazioni tramite un computer.

Serve riconquistare una larga parte della società valdostana a un progetto di buon governo.

Quindi?

Anziché evocare elezioni: serve un governo di equilibrio istituzionale che consenta di rispondere alle urgenze e permetta a tutti di ripensarsi e di presentarsi con chiarezza agli elettori.

il vuoto dell’essere

ma cosa c’è dietro l’apparenza dell’essere vivente…

alle volte spero ci sia qualcosa di complesso e di meccanico-architetturale che si può comunque indagare e comprendere come cerca di fare Ardif nella sua Street Art, senza perdere di vista l’essere nella sua totalità…

e pure dietro l’apparenza temo ci sia un vuoto, un abisso di oscurità, un orrido di paure, che nessun meccanismo, nessuna architettura possano riempire…

#Ardif

#StreetArt

Fascismi del terzo millennio

Fascismi del terzo millennio: per chi è interessato a capire, per chi vuole difendere i valori della libertà e della democrazia, per chi ritiene utile “unire” le forze di tutte le sensibilità democratiche (come avvenne durante la Resistenza) per reagire a chi tra indifferenza e fanatismo si fa contaminare o coltiva derive reazionarie.

Ne discutiamo Giovedì sera a Châtillon!

Reddito di cittadinanza? Chimera, realtà o sceneggiata napoletana?

In un paese serio, se ne parlerebbe seriamente. Invece siamo in Italia…

Chi l’ha proposto, ossia il M5S, come arma per vincere le elezioni, lo ha usato demagogicamente: sapeva e sa che non ha e non avrà a breve e medio termine le risorse per attuarlo per tutti e con i compensi annunciati di 780 euro mensili per chi compie 18 anni, e oltre i 1500 euro per le famiglie numerose, integrando le pensioni e i lavori anche a part time sotto i 780 euro.

Chi governa con DiMaio e compagnia bella, ossia la Lega, non ci crede, non lo vuole ideologicamente come molta parte della destra, e sa bene che non si può fare.

Quindi? Siparietto: DiMaio si sbraccia per il reddito, la Lega parla di legittima difesa e di caccia al migrante (che avrebbe o no diritto al reddito???), e il Ministro dell’economia Tria fa la parte del cattivo che non vuol tirare fuori i soldi dal bilancio, come se fossero un coniglio che sbuca dal cilindro vuoto.

Il Pd intento ancora a difendere le sue misure come il reddito di inclusione, si è autoisolato in un circolo “vizioso” per pochi (noi avevamo detto, noi avevamo fatto… ma purtroppo siamo prigionieri del presente e si dimentica tutto in fretta). (A livello regionale VdA dove il reddito di inclusione ha avuto una certa rilevanza: alcuni candidati PD non sapevano neanche di cosa si trattasse e altri hanno ben pensato di non parlarne: e il tonfo elettorale conferma lo stato di confusione).

Le sinistre altre che ancora sperano di spolpare lo spolpato Pd non sono in grado di elaborare delle proposte autorevoli a sostegno di un reddito che chiamerò di base o di civiltà.

Anzi continuano a guardare con invidia i grillini che hanno raggiunto risultati elettorali che le sinistre “alternative” mai hanno neppure sfiorato nei sogni altro che nella realtà; e che di fatto si è realizzato con tanti loro exelettori.

Quindi? Il reddito di base (o di cittadinanza come dicono i grillini) (o di civiltà come dico io) è una misura molto seria che meriterebbe grande attenzione per chi crede in una società democratica più equa e più solidale.

Di fatto (seppur in misura minima e insufficiente) molte pensioni assistenziali già erogate e in essere attualmente sono delle forme di reddito di base), così lo è gran parte del welfare che sostiene le famiglie.

Introdurre un reddito di base integra ma anche sostituisce queste misure. È sicuramente più oneroso ma servirebbe anche a mettere ordine e sostituirebbe forme tradizionali come il sussidio di disoccupazione.

Certo gli esempi di semplificazione più banale per un’interpretazione all’italiana della deriva delle promesse grilline è che un giovane compiuti i 18 anni, lasci la scuola, vada a vivere da solo e passi per il resto della sua vita allo sportello INPS a ritirare il reddito di “cittadinanza” di DiMaio (e Salvini?);

oppure che un lavoratore stanco giustamente di anni di sudore in un cantiere o in una fabbrica mandi a quel paese il suo datore di lavoro e passi al reddito di cittadinanza.

Anche perché non ti si chiede la luna in cambio: per percepire il reddito e per conservarlo “ti verrà richiesto di adempiere ad alcune regole: • Iscriverti presso i centri per l’impiego e renderti subito disponibile a lavorare

• Iniziare un percorso per essere accompagnato nella ricerca del lavoro dimostrando la reale

volontà di trovare un impiego

• Offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (8 ore settimanali)

• Frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale

• Effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno

• Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito

• Accettare uno dei primi tre lavori che ti verranno offerti.”

Non mi sembra così dura: e quanto possa durare questa cuccagna non è chiaro!

In un paese dove dilaga e dilagherà il lavoro nero : da dove salta fuori un lavoro per tutti quelli che stanno percependo il reddito di cittadinanza, posto che pensionati e anche molti invalidi non possono lavorare?

È di tutta evidenza che non possa funzionare così!!!

Allora come dovrebbe funzionare un reddito di base?

Ci fermiamo alla sceneggiata napoletana del trio DiMaio, Salvini&Berlusconi e Tria, o iniziamo a parlarne seriamente?