🟢🔴MENO PROFETI del giorno dopoPIÙ a persone umili che lavorano

👉🏼 Oggi a livello nazionale son tutti pronti a spiegare come un’alleanza larga dei progressisti avrebbe arginato le destre!

🔴 Ma fino a ieri il tentativo di buttare fuori dal Parlamento Conte e il M5S, con la Repubblica a fare da gran cassa, per un governo con Agenda Draghi, destra + centrosinistra, aveva guidato le scelte di Letta, del PD, di Calenza e Renzi.

👉🏼 Oggi a livello regionale qualcuno ci spiega che bisognava unire i progressisti e si lamenta che i progressisti non sono stati eletti (ma quali erano i progressisti a cui si fa riferimento? Spero non si riferiscano con il termine progressista a quelli che vogliono fare una colata di cemento in cima al Couis di Pila? Violare la bellezza incontaminata di Cime Bianche? Favorire la sanità privata sprecando i denari per costruire un ospedale sopra un’area megalitica? Demolire la scuola pubblica valdostana?).

Ma in politica delle buone idee col senno di poi son pieni gli archivi delle biblioteche.

✅ I progressisti “veri” ci mettono la faccia nelle elezioni; lavorano a viso aperto; si mobilitano come ha fatto Valle d’Aosta Aperta senza ambiguità e senza infingimenti!

🟢 L’unità dei progressisti si fa sui contenuti e non con presone (anche per bene) ma che alla fine lavorano per il potere, per lo status quo che in Valle è garantito dalla collaborazione con le destre da 2 anni.

🎈In Italia e in Valle d’Aosta l’unità è un sentiero difficile e in salita e si fa vivendo con le persone che lavorano e pagano il prezzo della crisi; e costruendo con loro il futuro, non a tavolino con qualche accordo elettorale.

Manco un Caffè ☕️ al giorno contro il CARO Bollette

Pillola 💊 di voto utile

🟢🔴 MANCO UN CAFFÈ ☕️ al giorno contro il CARO BOLLETTE

🔴 E figuratevi se non ci provavano con il solito vecchio metodo di mettere in tasca a qualcuno qualche spicciolo per avere un voto in più.
Ecco che in piena campagna elettorale, dove ti danno 20 secondi alla TV, non puoi mettere il manifesto qua o là, si può però fare un Consiglio regionale per stanziare – UDITE UDITE – 12 milioni di Euro; e “naturalmente”, scenette a parte, tutti d’accordo Autonomisti Leghisti Finti Progressisti e Forza Italia: trovate differenze fra Manes/Vesan e Spelgatti/Rini? La solita ammucchiata che va avanti da due anni: la padella e la brace ci cuociono a fuoco lento!

🆘 Ma naturalmente dietro la cifra a sei zeri c’è il trucco.

  1. C’erano più di 80 milioni a disposizione e metterne solo 4 per le famiglie è davvero una operazione meschina: di totale distanza dalla vita reale delle persone che sono in ginocchio di fronte al costo dell’energia, gas, pellet e anche dei generi alimentari.
  2. Le famiglie che avranno l’aiuto sono solo quelle sotto i 20.000 euro di ISEE; quindi molto poche anche se in Valle d’Aosta circa 1000 nuove famiglie sono precipitate sotto i 6000 euro di ISEE: la povertà aumenta per chi non abita in Consiglio regionale.
  3. Poche famiglie riceveranno un po’ più di 300 euro al mese: il caro bollette è iniziato in primavera e ora sta esplodendo e facendo esplodere le famiglie: secondo voi basta un caffettino al giorno per risolvere il problema delle famiglie valdostane?
  4. Per le imprese ci sono 8 milioni: ma attenzione i balzelli burocratici li renderanno difficilmente accessibili agli artigiani, alle piccole imprese, non parliamo poi dei commercianti: difficile per chi è in crisi nera fare “spese di investimento” quando il problema è pagare le bollette energetiche che sono spesa corrente!

🔴 Eh, ma allora voi siete contrari a dare soldi ai valdostani! Ecco i furbetti del voto che ci provano ad attaccare Chiara Minelli e Erika Guichardaz Zambon che si sono astenute in modo serio e coerente (come sempre).
Perché non c’è proprio nulla di cui vantarsi quando in ritardissimo 🐌🐌🐌🐌 il consiglio regionale dà una “mancetta” a pochi, e chissà quando arriva ai valdostani, e non si interviene sui costi dell’energia e non si adottano misura più incisive di aiuto alle famiglie e alle imprese❗️

✅ Per chi è stufo di essere preso in giro: c’è la possibilità di votare persone serie che sono davvero dalla parte di famiglie e imprese:
Erika Guichardaz alla Camera
Daria Pulz Vuillermoz al Senato

👉🏼 Non barattiamo l’elemosina di un caffè ☕️ con il diritto al lavoro dignitoso e sicuro, alla scuola pubblica, alla Sanità pubblica per tutti (basta ticket!!!)

Flop della scuola valdostana

🔴🟢Primo giorno di scuola🔴🟢
19 settembre 2022
La scuola riparte in Valle D’Aosta!

🆘 Ultimi!

Ma anche in Sicilia si inizia oggi: no, in Sicilia alcune scuole, che avevano una discreta dotazione di docenti, hanno già iniziato.

Siamo i più scarsi! 🐌🐌🐌🐌🐌

Naturalmente in piena campagna elettorale si cerca di mascherare il disastro amministrativo e soprattutto politico.

👉🏼Il capolavoro lo fa la Vallée Notizie mettendo nel Vippometro in ribasso la Sovraintendente agli studi. Tutta colpa dei funzionari (che fanno? non lavorano?…)
In un certo senso però la Vallée Notizie fa un’operazione più onesta di altri: dice chiaramente che la responsabilità è regionale: basta con le frottole che attribuiscono a Roma (Ministero dell’Istruzione) la colpa di quel che non funziona qui!

❌ Il ritardo della scuola, che poi certamente gli insegnanti cercheranno di recuperare, è tutto in capo alla politica con nomi e cognomi : Giunta guidata dal Presidente Erik Lavevaz e Assessorato affidato a Luciano Caveri.
Questo flop porta la loro firma.

✅ Gli studenti grandi se la cavano ma che delusione per chi muove i primi passi a scuola, con la cartella, l’astuccio e i quaderni nuovi, trovarsi con una maestra “provvisoria”.
Tutta l’esperienza didattica pluridecennale di “Piani dell’accoglienza” mandata in fumo da chi ci governa in modo superficiale e distratto.

🔴🔴🔴 Questo modello di Autonomia è giunto al capolinea. Pensiamoci. Anche se Manes e Vesan candidati del modello fallimentare fanno finta di nulla!

I vuoti appelli contro le destre

Come temevo i grandi appelli nazionali per evitare la vittoria delle destre, e il rischio di attacchi alla Costituzione, fino a evocare il terrore di un premier di matrice fascista, nel caso del PD di Letta o dell’UV di Lavevaz/Machet sono parole vuote.

A parte Bersani e Fratoianni, che chiedono di chiudere un’alleanza larga anche con i 5 stelle, Letta è impegnato a imbarcare Di Maio e a coltivare i seggi sicuri che gli offre il sistema elettorale del “Rosatellum”, una legge porcata (anche se opera del centristi del PD) simile a quella del Leghista Calderoli. I leader di partito a tavolino decidono chi entra in Parlamento, gli elettori si contentino di fare una X sul simbolo e stop!
In VdA l’UV come sempre pensa a se stessa e mai agli interessi generali. Parla del SUO senatore, non di quello dei valdostani.

Quindi la grande paura delle destre alla fine perde di credibilità di fronte all’evidenza di chi pensa solo a salvare se stesso e non i lavoratori e le famiglie povere e dei ceti mediobassi.

Ma è proprio di fronte all’arroganza dei leader di partito che non bisogna subire passivamente, rifugiandosi nell’astensionismo: un’alternativa è sempre è possibile e le sorprese elettorali non mancheranno!

Propaganda e grreenwashing non salveranno la montagna 🏔

Comunicato stampa congiunto

Propaganda e greenwashing non salveranno la montagna

Le organizzazioni politiche Area Democratica Gauche Autonomiste, Adu Vda – Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle Valle d’Aosta e Rete Civica ritengono grave e vogliono approfondire quanto accaduto in occasione dell’uscita sul Gran Paradiso del Principe di Monaco per affermare i valori contenuti nell’Agenda 2030.

Il mondo è in fiamme, la crisi climatica è qui e ora: soprattutto nelle nostre montagne, le Alpi.
Lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost sta radicalmente cambiando l’approccio alla montagna: rifugi senz’acqua potabile sono costretti a chiudere, mentre vie storiche diventano impercorribili. Il fondovalle viene colpito da eventi estremi e dalla siccità. Gli agricoltori sono in forte sofferenza in molti degli alpeggi.

Il 100° anniversario dall’istituzione del Parco Nazionale Gran Paradiso e la 25a edizione del Gran Paradiso Film Festival dovevano essere un momento di riflessione per cambiare rotta, anche utilizzando lo strumento dell’appello al rispetto dell’Agenda 2030 da parte degli organizzatori del Festival e del Principe di Monaco, ospite dell’evento. Sono, invece, diventati il palcoscenico di un’ingannevole e dannosa propaganda.

Secondo la denuncia di Mountain Wilderness, il Principe non sarebbe arrivato in vetta al Gran paradiso a piedi, ma per una parte importante del tracciato sarebbe stato elitrasportato!
Tutto questo in aperta contraddizione con i valori dell’Agenda 2030 che si volevano promuovere e rendendo assurdo l’appello “ambientalista”, lanciato in vetta dai leader ai normali cittadini (quelli, per intenderci, che in montagna vanno ancora a piedi).
A peggiorare il quadro, il fatto che l’elicottero sarebbe stato pagato direttamente o indirettamente dalla Regione, quindi dai contribuenti.

L’utilizzo dell’elicottero dovrebbe essere centellinato, limitato agli interventi di soccorso e ai rifornimenti dei rifugi e non impiegato come taxi per le teste coronate o per scattare delle photo opportunity di propaganda, dannosa per la causa di chi realmente lotta contro il cambiamento climatico ma forse utile per l’autopromozione dell’assessore del PD valdostano Jean-Pierre Guichardaz.
Ogni volo, in quest’area protetta, è potenzialmente dannoso per la fauna.

In accordo con le Consigliere regionali di PCP, depositeremo un’interrogazione scritta, per capire chi ha autorizzato questa iniziativa del tutto inopportuna, per poi valutare altre eventuali azioni.

Una volta i nobili venivano portati in montagna a spalla o in portantina: se proprio non si poteva fare a meno del Principe, i politici valdostani potevano rendersi utili ripristinando questa antica tradizione.

Elezioni politiche: che fare?

Elezioni politiche: che fare?

È possibile un fronte CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) contro le destre omofobe, xenofobe e fasciste?

Tutti fanno un passo indietro e si dà una prima risposta chiara all’elettorato.

Se però i centristi, Calenda e Renzi, insistono con l’Agenda Draghi, ossia bastonare i lavoratori e tutelare gli interessi dei privilegiati, e continuano con il veto ai 5 Stelle, la possibilità di CLN si infrange sugli egoismi di Renzi e sui dialoghi con Brunetta, Gelmini e Carfagna.

Che fare?
Tentare comunque l’aggregazione a sinistra: il governo Conte 2 (i giornali non ne parlano) fatto da M5S e PD cadde a causa del saltimbanco Renzi. L’obiettivo dei centristi era appunto impedire l’aggregazione a sinistra: ma non c’è una soluzione migliore al blocco PD-M5S-SI e Europa verde più tutte le coraggiose forze di sinistra che vogliono essere un argine alla deriva autoritaria.

Se però il PD tentenna e si appiattisce sul Centro/Centro di Renzi Calenda e Gelmini, non dobbiamo arrenderci ma rivendicare la possibilità di essere alternativi alla palude del centro che scarica sui più deboli i costi della guerra, dell’emergenza climatica, dell’emergenza sociale.

Non resta che unire le forze che hanno un programma di sinistra! Per difendere i più deboli e lottare per l’equità sociale! Per un paese più solidale e giusto!

In Valle d’Aosta questo è e sarà il contributo politico di Area Democratica-Gauche Autonomiste.

C’è un voto utile, sempre, è quello a sinistra!

Chi ha ucciso il governo Draghi?

(Niente ironia: non verso una lacrima. Non ho mai creduto in Draghi, Salvatore della patria, neanche il primo giorno di insediamento: perché una molle sinistra, come quella del PD lettiano e infarcito di renziani, non poteva arginare Forza Italia e la Lega, che infatti hanno impedito tutte le riforme per una redistribuzione del reddito a favore dei lavoratori e dei più deboli).

Dunque chi è il colpevole?

  1. Draghi si è suicidato: arrogante, presuntuoso, lontano dai problemi delle persone comuni; ha pure tentato manovre di Palazzo che gli si sono ritorte contro: ha cercato di farsi eleggere Presidente della Repubblica (un flop!); ha cercato di mettere in difficoltà l’unica forza autenticamente critica nel governo a favore dei più deboli, il M5S di Conte, lo ha fatto a pezzi ma il boomerang di puntare sul voltagabbana Di Maio lo ha colpito in pieno volto (altro flop); ma il fallimento più grave sono la scelta della guerra contro la volontà dei cittadini e l’inflazione alle stelle (il flop inaccettabile per un “mago” della finanza).
  2. Hanno collaborato al suicidio Renzi e Calenda : senza consensi nel paese e con una manciata di voti in Parlamento si sono attaccati alla giacca di San Draghi, inneggiando al nuovo re e attaccando ogni giorno i cinque stelle e cercando di spaccare la Lega di Salvini. Risultato hanno solo fatto confusione per non sparire dalla scena politica. Dal punto di vista politico sono ormai una brutta copia di Forza Italia.
  3. Salvini e Berlusconi: acquattati come belve feroci, hanno aspettato che Draghi si mettesse la corda al collo, lasciando credere a tutti che loro erano dei responsabili (quello del Papeete e quello delle Olgettine!), e quando dovevano tagliare il nodo scorsoio hanno preferito togliere lo sgabello e sghignazzare come iene sulla pochezza di Draghi.
  4. Conte è certamente quello che ha innescato la crisi ma lo assolvo (anche se non ha la mia simpatia personale perché non dimentico che governò con la Lega e abbandonò in mare vite umane), lo assolvo perché lo stavano facendo a pezzi, e la destra si riprendeva i voti che al Sud erano finiti nel M5S; ma alla fine l’unico che arginava Lega e Forza Italia era proprio il M5S. Di Maio che ha cercato di delegittimarlo, tradendo tutti i valori dei cinque stelle, si trova ora con un pugno di mosche.
  5. Il PD di Letta (o mamma mia! 🙈) ha vestito i panni della crocerossina di Draghi (che però con la sua arroganza è andato avanti per conto suo, senza mai prendere sul serio le mediazioni del PD). Il PD di Letta con il suo campo largo ha cercato di stare al governo con Salvini e Berlusconi raccontando a sinistra che preparava l’alternativa e nello stesso tempo predicava moderazione ai centristi. Letta ha detto che il principale alleato per battere le destre era il M5S e poi allargava a Calenda e Renzi che gli dicevano mai con i cinque stelle. Letta non ha mai sostenuto con Draghi i punti di sinistra proposti da Conte, anzi ha fatto capire che Draghi poteva essere lui (senza che Draghi lo volesse) il Presidente del Consiglio anche dopo le elezioni. Quindi l’ambiguità non paga: con Draghi cade anche la credibilità di Letta che ha difeso fino all’ultimo un governo fallimentare.
  6. Mattarella: uomo integerrimo ma anche stanco; non voleva prolungare il suo mandato. Lo ha fatto puntando sulla continuità di Draghi ma poi né lui né Draghi sono riusciti a creare il clima di unità nazionale, che non può essere fondata sulla paura: e la pandemia, e la guerra! L’unità si fa nel rispetto di tutti: non mandando una massa di lavoratori, giovani, precari, sfruttati a tirare la carretta mentre gli altri se la spassano sotto l’ombrellone in Costa Smeralda.
    Mattarella ha lasciato andare alla deriva la barca e la barca si è fracassata sugli scogli.

Ora chi vi dice che caduto Draghi sarà la catastrofe: dice una sciocchezza.
Saranno gli italiani a scegliere : e potranno scegliere sulla base di piccoli e grandi egoismi, la solita vecchia destra berlusconiana (che è ancora lì) anche se magari sarà la Meloni ad avere più voti, con la sua carica di odio e i suoi isterismi.
Oppure voltare pagina e prendere sul serio la redistribuzione della ricchezza, l’equità, l’emergenza ambientale, e politiche attive del lavoro e politiche sociali a favore dei ceti meno abbienti.

L’unità vale doppio per i più deboli

Premesso che l’unità sindacale è un bene prezioso sempre, tanto più lo diventa quando la situazione è delicata, come in questa importante cessione di quote azionarie della CAS, Cogne.
Più idee, più confronto sono un bene importante per superare passaggi difficili. Quindi è utile recuperare al più presto il dialogo costruttivo.
I più deboli non sono solo i lavoratori ma tutto il sistema produttivo regionale. È una questione che riguarda tutti i valdostani!

Ma c’è un grande assente!
L’Assessore Bertschy e la Giunta Lavevaz.

La Giunta informata (o disinformata e sarebbe gravissimo!) doveva riunire TUTTI i sindacati e insieme a loro promuovere un tavolo di concertazione: non mandare i lavoratori allo sbaraglio, che ora spaventati si beccano come i polli di Renzo, per una “tessera” in più.

In gioco c’è il futuro produttivo di un’azienda: miracoli non se ne fanno; ma tra il fare miracoli e il non far nulla delle lumache 🐌 🐌🐌, c’è tanto spazio per lavorare.

Si ricompongano le divisioni e la Regione promuova una trattativa dignitosa, alla presenza dei lavoratori, partendo da una più corretta informazione, con i vecchi e nuovi datori di lavoro.