Una poesia al giorno (19) perché questa terribile epidemia ci ruba il tempo

Una poesia al giorno (19) perché questa terribile epidemia ha stravolto il senso del tempo, ci ruba il tempo, ci nega l’esistenza che è nel tempo.

Ci aiuta a riappropriarci del tempo e dell’esistenza il poeta giapponese Matsuo Basho (1644-1694) con un breve, folgorante haiku:

L’allodola
canta per tutto il giorno,
ed il giorno non è lungo abbastanza.

Una poesia al giorno (18) perché non siamo uomini ma umanità

Una poesia al giorno (18) perché con la solidarietà nessuno è solo, nessuno è abbandonato, perché non siamo uomini ma umanità.

I versi semplici e universali del poeta armeno Paruyr Sevak (Paruyr Rafaelovič Kazarjan)

Una stretta di mano
 
Le nostre mani si sono unite,
Soltanto due mani.
Ma è come se
Non fossero le nostre mani,

Ma… soltanto una stretta:
Ci siamo mescolati,
Come due mari vicini,
A lungo divisi…

Una poesia al giorno (17) perché dopo la lunga notte, rivedremo una nuova alba

Una poesia al giorno (17) perché dopo la lunga notte, rivedremo una nuova alba

Ce lo indica un poeta inuit (Groenlandia) dove la notte è lunga sei mesi e tutta la vita è una lotta per sopravvivere.

Ricordo le mie strane avventure,
quando sospinto dal vento
andavo alla deriva nel mio kayak.
Quando, credendomi in pericolo,
ero invaso dai timori,
quelli che erano così piccoli
e mi sembravano così grandi
per tutte le cose necessarie
che dovevo trovare e raggiungere.

Invece non esiste
che una cosa importante,
la sola cosa:
vivere e vedere il grande giorno
che spunta
e la luce che riempie il mondo.

(Autore anonimo)

Una poesia al giorno (16) perché possiamo guadare con altri occhi la nostra vita

Una poesia al giorno (16) perché la “clausura” coatta ci faccia capire quando avevamo e abbiamo sottovalutato: possiamo imparare a guardare in modo diverso la vita…

Ce lo suggerisce il poeta belga Henri Michaux:

MA VIE
Tu t’en vas sans moi, ma vie.
Tu roules.
Et moi j’attends encore de faire un pas.
Tu portes ailleurs la bataille.
Tu me désertes ainsi.
Je ne t’ai jamais suivie.
Je ne vois pas clair dans tes offres.
Le petit peu que je veux, jamais tu ne l’apportes.
A cause de ce manque, j’aspire à tant.
A tant de choses, à presque l’infini…
A cause de ce peu qui manque, que jamais tu n’apportes.

Extrait de “La Nuit Remue”, Gallimard

LA MIA VITA
Tu vai senza di me, la mia vita.
Tu corri,
E sto ancora aspettando di fare un passo.
Tu porti la battaglia altrove.
Mi volti le spalle così.
Io non ti ho mai seguito.

Non vedo chiaramente nelle tue offerte.
Quello che voglio non ne lo concedi mai.
A causa di questa mancanza, bramo tanto.
A così tante cose, quasi all’infinito …
A causa di questo poco che manca, che non mi dai mai.
(Traduzione mia, per amici che non conoscono il francese)

Una poesia al giorno (15) perché abbiamo una grande responsabilità verso le nuove generazioni

Una poesia al giorno (15) perché abbiamo una grande responsabilità verso le nuove generazioni; non spegnere mai i loro sogni.

Ci accompagna in questo viaggio poetico, Pier Paolo Pasolini, un grande intellettuale.

Siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza,
o criminali, o nevrotici:
vogliamo ridere,
essere innocenti,
ma aspettare qualcosa dalla vita,
chiedere,
ignorare.
Non vogliamo essere subito
già così
senza sogni.

Una poesia al giorno (14) perché qualcuno questa terribile battaglia la sta vincendo

Una poesia al giorno (14) perché qualcuno questa terribile battaglia la sta vincendo…

In questa giornata uggiosa e di dolore ascoltiamo la dolce voce del poeta cinese Liú Rúschì.

L’AMATO

È andato via!

È andato verso occidente,
oltre Fēngchéng.

Una pioggia sottile inzuppa
le mie maniche di porpora.

Volgo lo sguardo verso il basso
nel groviglio di nuove erbacce.

Una farfallina impazzita
fugge senza sapere dove.

Un aiuto all’interpretazione dal sito “sulle rive del fiume azzurro”: Il vivace quadretto naturalistico dipinto da Liú Rúshì ha un chiaro contenuto allegorico: la “pioggia sottile” è il pianto della fanciulla delusa, il “groviglio d’erbacce” è la desolazione dell’abbandono, la “farfallina impazzita” è la donna disperata che non sa più che cosa fare.

Una poesia al giorno (13) perché l’amicizia è un bene prezioso nelle burrasche della vita (uno speciale caffè della domenica…)

Una poesia al giorno (13) perché l’amicizia è un bene prezioso nelle burrasche della vita.

E a scrivere versi immortali sull’Amicizia fu il poeta argentino Jorge Louis Borges.

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita.
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cadi.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita
mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico
in quel momento sei apparso tu…
Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine della lista.
Non sei né il numero uno né il numero finale e tanto meno ho la pretesa
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista.
Basta che mi vuoi come amico
non sono una gran cosa,
però sono tutto quello che posso essere.

Una poesia al giorno (12) perché dobbiamo continuare a imparare a vivere

Una poesia al giorno (12) perché dobbiamo continuare a imparare a vivere… a vivere nonostante lo stravolgimento delle nostre vite…

Anna Achmàtova scrisse parole meravigliose, avendo vissuto in tempi che sconvolsero la esistenze non meno di quanto viviamo ora.

Io ho appreso a vivere con semplicità,
con saggezza,
a guardare il cielo e a pregare Iddio,
e a girellare a lungo innanzi sera,
per stancare l’inutile angoscia.

Quando nel dirupo frusciano le bardane
e declina il grappolo del sorbo giallo-rosso,
io compongo versi festevoli
sulla vita caduca, caduca e bellissima.

Ritorno. Mi lambisce il palmo
il gatto piumoso che ronfa con piú tenerezza,
e un fuoco smagliante divampa
sulla torretta della segheria lacustre.

Soltanto di rado squarcia il silenzio
il grido d’una cicogna volata sul tetto.
E se tu busserai alla mia porta,
mi sembra che non udrò nemmeno.