Non bisogna arrendersi agli slogan!

Gli slogan possono essere affascinanti e vincenti ma il giorno dopo sono vuoti e lasciano le piazze deserte; obbligano a una ricorsa continua e maniacale a cercarne e produrne di nuovi, a divorarli in preda alla bulimia elettorale.

I ragionamenti, più articolati, più complessi che richiedono uno sforzo maggiore possono avere dei limiti nelle campagne elettorali contemporanee; ma quando ti svegli al mattino hai la consapevolezza di condividere con altri una visione del mondo, della piccola comunità in cui vivi e di avere intorno le persone che hanno condiviso con te il difficile cammino della democrazia.

#InsiemePossiamo

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Abolire le tasse universitarie? L’ha detto Berlusconi? Nooo!!! Lo promette Grasso???

È vero, capita che Renzi qualche volta esageri; e allora son titoloni grossi e grossolani!

Però i suoi critici più feroci (l’ultrasinistra) come le costruiscono le proposte?

Grasso, Presidentissimo (calato dall’alto di un piccolo club privé, senza primarie, senza Congressi) sembra la brutta copia di un cettolaqualunque, senza averne neppure l’ironia.

Abolire le tasse universitarie! Davvero?

Perché?

Già le famiglie a basso reddito hanno sgravi ed esenzioni: si può ragionare di aumentare le borse di studio ai più meritevoli e alle famiglie senza reddito.

Ma perché i ricchi non dovrebbero pagare le tasse per giovani che spesso vivacchiano in Università senza impegnarsi più di tanto?

È di sinistra aiutare i deboli economicamente e premiare i migliori, quelli che si impegnano. E creare condizioni di equità sociale.

Piuttosto lottiamo contro le baronie, contro i concorsi pilotati, conto quei meccanismi che impediscono a giovani senza un padre/protettore di aprisi un varco nelle Accademie!

Si sono contestati gli sgravi fiscali alle imprese (che creano lavoro) e ora si promettono regalìe ai figli degli imprenditori?

Sono per una sinistra meno astiosa e che sappia fare squadra contro gli avversari populisti non quelli del centrosinistra.

Sacchetti sì, sacchetti no?!? Ne parliamo con Orwell

“E anche quando succedeva che (i prolet, il popolo) tradissero segni di malcontento (il che, pure, qualche volta succedeva) non c’era da preoccuparsene perché, essendo sprovveduti di idee generali, riuscivano a concentrarlo solo in certe stupidissime lamentele su questioni specifiche e sempre di nessun conto. I mali maggiori riuscivano invariabilmente a sfuggire all’attenzione delle loro menti.” George Orwell, 1984, Mondadori, Milano, 1950.

Fermiamo il rincaro dei pedaggi autostradali!

Sempre più evidente che il rincaro delle autostrade (e di quelle valdostane in particolare) non sia giustificato e giustificabile!

Ribadisco come sia in totale contrasto con il diritto/necessità di mobilità delle persone e delle merci per condizioni di sviluppo sociale ed economico.

Occorre fare chiarezza ed esigere equità!

#stoprincariautostrade

http://www.corriere.it/economia/18_gennaio_02/concessioni-autostradali-coperte-segreto-stato-14757ffe-ef1f-11e7-97e1-31c2bf5f7cef.shtml

Buon Anno Nuovo!

Boun An, feliç any nou, Buon Anno, feliz año nuevo, Happy New Year, Frohes neues Jahr, Bonne Année, Feliz ano novo, Yeni yiliniz kutlu olsun, La mulţi ani, ευτυχισμένο το Νέο Έτος, счастливый новый год, Chúc Mừng Nam Mới, vitin e ri të lumtur, xin nièn kuai le, gott nytt år, Gelukkig Nieuwjaar, Onnellista uutta vuotta.

Ciao 2017!

E se siamo qui a raccontarla, dobbiamo essere grati di quello che abbiamo vissuto.

Un anno non facile, con grandi tragedie, con persone care che sono mancate e lasciano vuoti incolmabili e i tanti problemi della quotidianità; ma anche pieno di solidarietà, di sorrisi, di affetto, di amore.

Un 2017 che non ci ha tolto la voglia di fare ma che anzi ci ha indicato nuove strade da seguire per fare meglio.

Ciao 2017, e grazie a chi ha condiviso questi giorni duri e meravigliosi e belli come solo la vita sa essere!

La “Direzione” che non c’è

2a lettera dal confino di Ushuaia

La “Direzione” che non c’è

Capita di rado anche ad Ushuaia di vedere un’imbarcazione a vela che naviga “a vista” nel canale di Beagle. Qualche vecchio marinaio sul pontile scuote la testa: “Eccone un altro che ci toccherà andare a ripescare in mare.”

La “Direzione” di un partito è il luogo dove si traccia la rotta, specie se questa è irta di scogli come le prossime elezioni politiche e regionali: è bene avere le idee chiare su dove si voglia approdare.

Ma la rotta del PD VdA è tutt’altro che chiara: e nella Direzione del PD VdA, a parte le assenze (piuttosto antipatiche da parte del gruppo di coloro come Sandri e Timpano che in una conferenza stampa accusavano la Segretaria Deval di aver “svuotato” il partito: insomma dopo le prediche ci si aspetta l’esempio!), viene alla luce che non solo la mozione “InsiemePossiamo” di Donzel/Tonino vorrebbe fosse esplicitata in un documento di alcune pagine la linea del Partito, che ha permesso alle mozioni Timpano e Sandri di occupare le cariche apicali, ma anche esponenti delle altre mozioni lo chiedono ed esprimono le loro perplessità: chi ha votato contro la Commissione “Istituzionale” del PD per gli incontri politici pre elettorali non è della mozione “InsiemePossiamo” che si è astenuta.

Perché questa esitazione?

Perché non dire ai nostri elettori quali punti programmatici hanno unito Timpano e Sandri, oltre alle polemiche “personali” contro Deval prima e Donzel poi?

Un po’ di imbarazzo a dire che si è prontamente cambiata idea dopo il voto delle primarie? O c’è dell’altro che non ci è dato sapere?

Ci dice la Segretaria Timpano che gli elettori del PD hanno votato soprattutto le “persone” e che la linea del partito sarà definita nei prossimi mesi. (Abbiamo fatto un Congresso e la linea del partito la scopriremo cammin facendo?)

Sono allibito. Se gli elettori del PD avessero votato le persone (e credo fermamente che molti nostri elettori non si siano limitati a questo ma li ritengo molto consapevoli anche di scelte relative ai contenuti); il risultato sarebbe chiaro: non hanno scelto in prevalenza né Timpano né Sandri. Quindi è ovvio, visto che per ora in Direzione si presentano anche come mozioni distinte, che ci dicano cosa li ha uniti e li unisce e dove ci stanno portando.

Con diverse sfumature (visto che il Presidente dell’Assemblea spesso lascia il suo ruolo di “garante” per vestire i panni del Segretario/ombra) ci dicono che vale l’accordo politico con UV e EPAV della Segreteria Deval e anche l’accordo per la nuova maggioranza regionale che comprende l’UVP, e a “sorpresa” nessuna apertura a sinistra (in contrasto con quanto provano a fare in altri territori per non replicare le spaccature “romane”). (Non è quello che Sandri diceva in campagna elettorale e neppure Timpano era così esplicita su questo punto). Ora se questo pensano davvero, perché non scriverlo in un documento?

O la nostra rotta fra gli scogli della politica valdostana sarà un: vedremo giorno per giorno?

E cosa significano frasi sibilline come “allargare il campo della maggioranza”? A chi?

Non è dato al momento sapere.

Quindi non si tratta di scontri personali, di guelfi e ghibellini, a cui qualcuno vorrebbe ridurre il confronto in Direzione: si tratta di politica. Quella del PD è trasparente, alla luce del sole. Non fatta di sotterfugi e colpi di mano.

La politica è una cosa bella: noi la facciamo per creare condizioni di sviluppo economico e sociale, perché nessuno sia lasciato indietro, e intendiamo continuare a farla in

La felicità? Una ri-lettura del pensiero antico che già rende felici

Trovare sotto l’albero di Natale un dono è una piccola grande gioia. Tanto più se il dono è fatto con il cuore e legge nel profondo della nostra anima.

Un libro che parla della Felicità è uno di quei regali speciali.

Il confronto fra le opere di due grandi pensatori dell’antichità, come Epicuro e Seneca, efficacemente ripreso da una folgorante introduzione di Giuseppe Dino Baldi, mantiene la sua fresca attualità.

Perché infine, dentro di noi, abbiamo un profondo desiderio di una vita felice: ma quale la strada per raggiungere la felicità?

(La lettura è certo un percorso importante di quella strada…)

“Le filosofie ellenistiche furono pressoché tutte, seppur a livelli diversi di radicalità, profondamente anticonsumistiche: per Epicuro in particolare (Seneca, che era ricchissimo, su questo punto ebbe qualche incertezza – più pratica che teorica aggiungo io -) i beni materiali, con i desideri smisurati che ne derivano, sono uno dei principali ostacoli alla felicità : << La povertà rapportata ai limiti che pone la natura è una grande ricchezza; la ricchezza che non si ponga un limite è grande povertà >> (Sentenza 25 di Epicuro).

#lavitaèbella