Io ho…

[…]

Io ho, vediamo un po’,

che essendo un nero

nessuno mi può fermare

sulla porta di un dancing o di un bar.

Oppure il portiere di un albergo

gridarmi che non c’e’ camera,

una piccola camera minima e non una colossale,

una piccola camera dove io possa riposarmi.

Io ho, vediamo un po’,

che non c’è guardia rurale

che mi prenda e mi rinchiuda in una caserma,

né mi strappi e mi butti dalla mia terra

in mezzo alla strada.

Ho che come ho la terra ho il mare,

non country,

non ailaif,

non tennis e non yacht,

ma di spiaggia in spiaggia e di onda in onda,

gigante azzurro aperto democratico:

finalmente, il mare.

Io ho, vediamo un po’,

che ho imparato a leggere,

a contare,

che ho imparato a scrivere

e a pensare

e a ridere.

Io ho che ormai ho

dove lavorare

e guadagnare

quello che devo mangiare.

Io ho, vediamo un po’,

tutto ciò che dovevo avere.

Nicolàs Guillén, Io ho (frammento), 1964

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Chi non incontra il dubbio, non incontra la vita

“Chi aumenta la sua conoscenza aumenta la sua ignoranza”, scriveva Friedrich Schegel.

“Vivo sempre più con la coscienza e il sentimento della presenza dell’ignoto nel conosciuto, dell’enigma del banale, del mistero in tutte le cose e, in modo particolare, dell’aumento del mistero in ogni aumento della conoscenza”, ci dice Edgar Morin

La meraviglia delle cose, della ricerca della conoscenza e dell’ignoto che le circonda e che ci invade è da sempre l’origine del pensiero. Chi non incontra il dubbio, non incontra la vita.

Bon Chauffage? Welfare valdostano addio

BonChauffage:

alcuni Consiglieri regionali della attuale Giunta/maggioranza che non c’è o che fa finta di esserci, mi accusarono di aver ridotto la platea degli aventi diritto al beneficio (invece avevamo garantito le risorse per i redditi medio/bassi, le famiglie numerose, i più deboli); ora gli stessi Consiglieri regionali, faccia di bronzo, che sbraitavano contro la riduzione, lo tolgono a TUTTI!

Sperano che la gente dimentichi in fretta.

E si vantano pure si aver recuperato risorse dallo Stato (e allora perché aboliscono il Bon Chauffage: e dove sono finiti tutti questi milioni di euro che hanno recuperato da Roma? Balle spaziali?)

I sindacati? Boh…

Welfare addio!

Pezzo per pezzo ti smonteranno dando la colpa ai marziani, ai migranti, all’Europa.

Invece di coltivare rabbia e odio nei valdostani, sarebbe più utile riorganizzare Welfare che sta facendo acqua da tutte le parti e Sanità che non è più di facile accessibilità per chi non ha risorse.

Dialogue valdôtain: il dialogo alla valdostana

Trascrizione e traduzione di un breve frammento di una conversazione dal gran Palazzo della Vallée d’Aoste.

– Comandante, comandante!

– Che avete da urlare così?

– Abbiamo un problema!

– Calma, ne stiamo parlando.

– Ma è urgente.

– Abbiamo riparato tutti gli oblò.

– Ma non è questo.

– Abbiamo buttato in mare il formaggio con i vermi e le mele marce, cambiato il cuoco mettendo un cameriere e la cucina va che è una meraviglia.

– Sì, ma i passeggeri si lamentano. L’equipaggio è preoccupato.

– Ora stiamo dialogando con tutti: ci vuole del tempo. E poi non sente l’orchestra?

– L’orchestra?

Sì, ascolti questa musica meravigliosa.

– Veramente io sento le urla di terrore dei passeggeri.

– Ma non sente il profumino che sale dalle cucine per la cena?

Qui nessuno pensa a cenare hanno tutti il volta stomaco: molti stanno vomitando per là paura.

– Non mi dica che non sente l’ebrezza di questo viaggio che fa girar la testa? Si goda la festa. Le danze stanno per iniziare.

– Comandante, la testa gira perché stiamo affondando! Addio Comandante!

Crisi nera in Regione Valle d’Aosta

‪Sempre più crisi in Regione Valle d’Aosta.

Resta il rammarico che si siano costituite una maggioranza e una Giunta senza senso, senza progettualità politica, senza competenze, tra Lega più Autonomisti “critici” o in fuga, che molti danni ha fatto in poco tempo e che ha innestato processi di declino non facilmente reversibili.‬

‪Le ragioni di un tale disastro restano oscure., per i cittadini comuni. L’assenza di movimenti e partiti organizzati, le scelte rimandate a singoli consiglieri regionali che agiscono per i fatti loro, rendono indecifrabili le motivazioni politiche.

Ora sarà un’impresa complessa ricucire i rapporti non solo dentro il Consiglio regionale (che sono anche un dovere per chi ha compiti istituzionali) ma in una società, ferita economicamente, confusa e disorientata.

Trascurare il lavoro di costruzione dal basso di un progetto politico regionale produrrebbe inevitabilmente nuove cadute, con grave danno economico per i cittadini, nei settori strategici del Welfare, della Sanità, della scuola. A rimetterci sono sempre i più deboli.

Umiltà e impegno per uscire da questa crisi politica senza precedenti

Questo pessimistico articolo sulla Politica valdostana, al di là di molte forzature, evidenzia la crisi della nostra Regione.

http://www.valledaostaglocal.it/2018/10/31/leggi-notizia/argomenti/zona-franca/articolo/le-considerazioni-di-antoine-labarde-la-valle-una-colonia-della-lombardia.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

Mi permetto alcune considerazioni:

1. Ho sempre pensato che i numeri non bastano a governare, serve un progetto politico che riesca a trovare il consenso di larga parte della società. Non si possono fare riforme, indispensabili in una Regione che non ha più le risorse finanziarie del passato – pur mantenendo molte potenzialità -, senza la partecipazione attiva di associazioni e cittadini.

2. Molti soggetti politici ed esponenti che si erano accreditati o erano stati accreditati come portatori di cambiamento, o non hanno la stessa visione del cambiamento e quindi sono in aperto contrasto tra di loro, o non sono competenti, o non hanno la più pallida idea di come dare una prospettiva alla Valle D’Aosta.

3. Aver ridotto la politica a scontro personale, a lotta tribale, anche nelle sedi istituzionali, impedisce poi le soluzioni di compromesso di alto profilo istituzionali che un sistema elettorale proporzionale esige (e lo dico in particolare alle forze di centrosinistra e sinistra a cui tanto piace il proporzionale).

4. Chi pagherà a caro prezzo questa situazione di governo “sgangherato” della Valle D’Aosta saranno i più deboli, perché welfare e sanità scricchiolano da anni e non sarà più possibile tamponare la debolezza produttiva del sistema con l’occupazione pubblica che più o meno clientelare, faceva comodo a tutti. Senza risorse non si può fare equità positiva ma solo decrescita infelice.

5. Nonostante le difficoltà però nessuno verrà a salvarci: lo dimostrano i governi nazionali che hanno approfittato della “debolezza” politica per metterci in ginocchio, come mai dal dopoguerra ad oggi.

6. Ritrovando l’umiltà e la voglia di fare è possibile unire le forze, superare sterili divisioni e ricostruire almeno le condizioni politiche per arginare il declino. Ma ci vogliono umiltà e impegno, forse le componenti mancanti in molti che hanno assunto ruoli di responsabilità.

7. Sono comunque fiducioso nelle potenzialità della nostra Comunità che saprà ritrovare rappresentanti all’altezza della sfida.

La violenza non cura le bugie sulla Tap! No alla barbarie: torni il buon senso

Sono dei bugiardi!

Bugiardi 2 volte: prima NoTap per un voto in più; poi SìTap per colpa di penali che non esistono o risarcimenti che non si sapeva che c’erano!

Sono degli Arruffapopolo che hanno promesso di fare dell’Ilva un parco giochi, e che avrebbero fermato in 2 settimane la TAP, non per il bene del popolo; ma sfruttando la buona fede della povera gente per farsi i c…i loro.

Mai visto nulla di simile, mai scesi così in basso, per un voto in più: altro che cielo pentastellato; qui siamo nella palude della menzogna!

Ma nonostante questo dico ai cittadini: è sbagliato bruciare immagini di persone e simboli.

La protesta è legittima ma dico no alla violenza!!! Non ci cascate due volte nella loro trappola. Il passo dalla violenza simbolica a quella di fatto è cortissimo. Abbiamo già una società piena di odio, di rabbia e di sudicia, sordida violenza anche fra i giovani e gli adolescenti.

Ritroviamo la capacità di lottare, senza scadere nella barbarie.

Recuperiamo la ragione e il buon senso.

Se il fruttivendolo ti rifila frutta bacata e marcia, vai da qualcuno più corretto. In democrazia si usano i voti per cambiare, non i forconi!

Finita l’era dei “moralisti” torna in auge il “machiavellismo”

Chissà perché a un certo punto tutto diventa possibile…

Si possono fare governi sulla base di programmi (o contratti) aperti a destra e manca; ma guarda un po’?

(Io aspetto poi di leggerli questi programmi e contratti, nelle concrete realizzazioni di leggi e delibere).

Tutt’a un tratto si possono fare condoni fiscali e condoni per gli abusi edilizi con il governo gialloverde a Roma e si diventa disponibili a governare anche ad Aosta, dopo aver affossato una proposta di cambiamento nel 2013/4.

Bene! Si diventa più responsabili… purché la maturazione democratica non sia fatta a caro prezzo per il #popolo a Roma e ad Aosta con scelte demagogiche e dissennate.

https://www.aostasera.it/notizie/politica/regione-ferrero-apre-a-nuove-alleanze-resta-freddo-il-m5s-abbracciate-i-nostri-principi/