25 aprile a Verrès e Issogne

25 aprile a Verrès e Issogne.

Una giornata importante, caratterizzata dalla presenza delle Istituzioni: bravi tutti i Sindaci!

Ma soprattutto, oltre ai significativi interventi commemorativi del Sindaco di Verrès, del Presidente regionale dell’ANPI e a un coraggioso e forte intervento del Sindaco di Issogne, i complimenti vanno alle maestre e alle famiglie che hanno permesso ai bimbi di leggere gli articoli della Costituzione e alcune filastrocche sulla nostra bella Costituzione.

Straordinaria la presenza del partigiano “Brindisi”, Pietro Parisi, che dopo aver fatto la Resistenza sulle nostre montagne; ogni anno ci raggiunge dalla lontana Puglia per testimoniare la Liberazione del 25 aprile: un esempio di civismo che meriterebbe l’attenzione del Presidente della Repubblica!

Una giornata nel segno della speranza e vitalità democratica!

Fondamentale giornata visti i rigurgiti di fascismo, data l’ambiguità di chi fa l’occhiolino ai neofascisti, e anche in Valle D’Aosta la furbesca o superficiale posizione di chi alimenta partiti sempre più nazional, razzisti, fascistoidi, con alleanze dirette o indirette).

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Documento di Area Democratica Gauche Autonomiste per le elezioni del Parlamento europeo

Le elezioni europee non sono mai state così importanti e decisive per tutti gli abitanti dell’Europa. Ad essere in discussione, oggi più che in passato, è la visione stessa della dimensione europea, la qualità della sua democrazia, con ripercussioni inevitabili, nei singoli stati, nelle regioni, e per i singoli cittadini.

L’Unione Europea ha un futuro? O bisogna ridimensionare quel progetto nato a piccoli passi nel dopoguerra, portato avanti con entusiasmo e ripetuti allargamenti e oggi messo sotto attacco dalla Brexit britannica e dai sovranismi, neonazionalismi, populismi, estremismi anche in alcuni degli stessi paesi fondatori. Un’Unione Europea diversa significa inevitabilmente anche un cambiamento nei singoli paesi, un maggiore o minor peso delle ricadute di scelte fatte in sede europea a partire proprio dal Parlamento.

La situazione è resa ancora più complessa da una crisi profonda del concetto politico di federalismo e della sua attuazione in Europa, e in Italia in particolare, dopo la svolta nazionalista accentratrice di un partito storicamente federalista come la Lega, che porta con sé gravi ripercussioni anche sull’Autonomia speciale della Regione Valle D’Aosta.

Per queste ragioni di dimensione europea che si ripercuotono però in maniera significativa anche su una piccola regione come la Valle d’Aosta, Area Democratica Gauche Autonomiste, grazie al prezioso spazio di confronto politico offerto da Autonomia 4.0, ha cercato di approfondire i temi cardine della questione Europa e ha dato un contributo finalizzato a costruire un progetto di ampio respiro per permettere ai cittadini valdostani, pur consci dei nostri piccoli numeri, di trovare una convergenza il più ampia possibile fra tutte le forze civiche, culturali e politiche della sinistra, del centrosinistra e dell’autonomismo, al fine di rappresentare in modo significativo le nostre aspirazioni federaliste, autonomiste, ambientaliste, progressiste, egualitarie, cogliendo anche l’opportunità di eleggere un parlamentare europeo valdostano.

Consapevoli della complessità della realtà contemporanea, senza ridurci agli slogan vuoti della nouvelle vague politica gialloverde, aspiriamo a fare del pluralismo sociale, culturale e politico una ricchezza e una forza, anziché la matrice di sterili distinzioni sul piano pratico.

Non abbiamo la pretesa di voler rappresentare un pensiero unico, che anzi ci spaventa perché antitesi del dialogo democratico.

Pensiamo però che, come accaduto nei momenti più tragici della nostra storia contemporanea,occorra unire le forze, come hanno saputo fare durante la Resistenza socialisti, comunisti, cattolici, liberali, repubblicani, anarchici e persino monarchici, per contrastare la dittatura e i totalitarismi, con l’obiettivo oggi di sconfiggere le pericolose nuove forme di sovranismo totalitario, che mettono in discussione i diritti fondamentali delle democrazie occidentali.

Per fare questo abbiamo provato ad anteporre la visione di uno scenario europeo alle esigenze di ricondurre le elezioni europee a una piccola conta locale cui paiono interessati alcuni esponenti politici valdostani, preoccupati più da scenari di future elezioni comunali o del confuso ed emergenziale assetto del Consiglio regionale.

Ribadendo che:

  1. Abbiamo bisogno di un’Europa più unita ma al tempo stesso più autenticamente federalista e regionalista; e non di un’Europa disgregata dai sovranismi di Stati centralizzati, che sacrifica spesso ai macrointeressi metropolitani quelli delle zone periferiche e di montagna come la Valle d’Aosta. Non è solo una questione di fondi, di risorse specifiche, ma di comprensione della realtà, delle sue peculiarità e infine anche della difficoltà che piccole realtà possano confrontarsi con la burocrazia imperante a Bruxelles.
  2. Lo sviluppo deve essere conseguenza di scelte a sostegno dell’ambiente, con una nuova visione dell’ambiente, non ridotto al dualismo città/cemento e natura/disantropizzata. Esiste infatti oltre alla dimensione metropolitana, un ambiente antropizzato a misura d’uomo che va salvaguardato e difeso.
  3. I diritti dell’uomo devono tornare a guidare ogni azione ed essere di nuovo declinati anche in diritti del lavoro, dando a tutti la possibilità di concorrere alla vita della comunità.
  4. Nel riconoscere i meriti dei cittadini più attivi e capaci, bisogna rafforzare l’accesso di tutti al diritto allo studio, alla salute, ai servizi, con politiche di redistribuzione della ricchezza e di contrasto della povertà.
  5. Va valorizzato anche in sede europea il ruolo di una piccola Regione Autonoma nel sostenere una dimensione federalista, che riconosce all’auto governo dei territori un valore aggiunto nella dimensione dello sviluppo sostenibile. Per questo va ulteriormente potenziata la strategia di coesione e cooperazione delle regioni alpine, sull’esempio di EUSALP, rafforzando la iniziative di coinvolgimento attivo della società civile e dei cittadini nei processi decisionali.

La nostra ambizione era dunque trovare, almeno una volta, una candidatura di sinistra, centrosinistra, autonomista, condivisa al di là degli schieramenti europei, molto rigidi, o delle aggregazioni italiane, per non dire di alcuni movimenti ad personam di chez nous.

Senza sogni e progetti la politica si spegne in logiche di piccolo cabotaggio che non favoriscono certo l’entusiasmo della partecipazione attiva dei cittadini.

Questo obiettivo con il raggruppamento autonomista e civico “Autonomie per l’Europa”, apparentato al “PD-SiamoEuropei-PSE”, è stato parzialmente raggiunto.

Ma è un primo importante passo avanti. Un segnale che si può anteporre una visione generale all’interesse contingente di pochi; uno sforzo da non sottovalutare in tempi in cui il tentativo di dimostrare disinteresse o menefreghismo, non fa che favorire le istanze sovraniste, populiste e le destre neoconservatrici e un pericoloso astensionismo.

Nell’esprimere quindi soddisfazione per l’esito del lavoro e della collaborazione con Autonomia 4.0 che ha portato alla nascita della lista “Autonomie per l’Europa”, intendiamo ribadire che la strada da percorrere per battere la destra sovranista e populista sia un’aggregazione di forze politiche e civiche che superi le logiche delle sigle di partito o di piccolo movimento, dando priorità ai contenuti condivisi.

Difficile ma non impossibile!

I Coordinatori

Gianni Champion

Raimondo Donzel

http://www.valledaostaglocal.it/2019/04/21/leggi-notizia/argomenti/consiglio-valle/articolo/comunicazione-politica-autogestita-aerea-democratica-gauche-valdotaine-leuropa.html

https://www.bobine.tv/index.php/articoli/news/politica-e-amministrazione/34233-Gauche-autonomiste:-le-elezioni-europee-non-devono-essere-una-piccola-conta-locale

25 aprile

Partecipare al 25 aprile non è importante solo nel 2019.

Lo è sempre! Significa aver capito la lezione del passato; condannare la dittatura, le violenze, la guerra, l’odio razziale, i campi di sterminio; schierarsi per la democrazia pluralista, per i diritti universali dell’uomo, per la pace.

Ma non vado al 25 aprile per affermare “io ci sono” e magari sottolineare “a te, non ti ho visto mai!”.

Il 25 aprile è un noi, un’andare oltre le sigle dei singoli, è la gioia di trovare i vecchi amici e scoprire tanti volti nuovi.

E mai come nel 2019 il 25 aprile è fondamentale; la speranza del “noi” e di “tanti volti nuovi” è così importante, perché mai, dopo 74 anni, è stata così forte la tentazione di un ritorno alle fanfaronate, ai linguaggi della dittatura e dell’ideologia fascista. E sempre le parole “brutte, cattive” aprono la strada alle tragedie.

Mobili “rubati”! Anche no, dimenticati tutt’al più. Ma l’operazione fango VdA continua.

Mobili della Regione spariti: notiziona… e vai coi ladri, la procura, le indagini, cerchiamoli casa per casa …

Ah, aspettate un poco… un equivoco… i mobili erano imballati in un magazzino (al netto di qualche pigrizia burocratica, il nulla…) quindi ora solo una notiziola, vergogna, vergogna da nascondere…

Obiettivo comunque raggiunto: schizzi di fango hanno imbrattato di nuovo qua e là. La tesi del marciume ha trovato nuovo materiale.

La smentita fa sorridere: per l’opinione pubblica il sospetto che qualcuno abbia in casa i mobili della Regione è una certezza: il tarlo si è installato ben bene nel cervello. Rosica.

Il dramma dell’incendio di Notre-Dame de Paris

Le fiamme di Notre-Dame de Paris sono una ferita nel cuore del cristianesimo, di tutta la cultura occidentale e di tutte le religioni. Solidarietà ai fratelli francesi.

Les flammes de Notre-Dame de Paris sont une plaie au cœur du christianisme, de toute culture occidentale et de toutes les religions. Solidarité avec les frères français.

Racconti di famiglia e saperi tramandati: i Vuillermoz

In occasione dell’inaugurazione della mostra ”Racconti di famiglia e saperi tramandati: I Vuillermoz”, il MAV, grazie a Nurye Donatoni e ai suoi collaboratori ha dimostrato, ancora una volta, come l’artigianato di tradizione rappresenti in modo esemplare l’antropologia del popolo valdostano.

Le tre generazioni di Vuillermoz che si avvicendate nel corso di un secolo raccontano la storia di una Valle D’Aosta che non è più. L’arte è la testimonianza più alta di un mondo che popolò le nostre montagne, proiettandoci nel presente e fornendoci una strada per il futuro.

Tra i lavoratori valdostani voglia di Stato?

Ma chissà perché i lavoratori di alcuni settori dopo aver perorato per anni la causa “regionalista”, talvolta sottovalutando anche la complessa problematica contrattualistica, ora scoprono un nuovo amore per il tricolore e la dedizione a lavorare per lo stato centrale?

Esiste un pensiero sindacale di carattere “confederale”, che mira all’interesse collettivo? o siamo dentro una dimensione categoriale? microsettoriale?

Non ho letto nulla in proposito. Non ho letto da parte dei fantasmi organizzativi della politica contemporanea, nulla di specifico, che colleghi, vigili del fuoco, guardie forestali, medici, docenti del conservatorio, ecc…. Mi piacerebbe capire; prima di esprimere un’opinione.

https://aostasera.it/notizie/societa/il-conservatoire-cambia-spartito-i-docenti-vogliono-diventare-statali/