Giù dal carro del vincitore quando piove 

E come sempre all’italiana, tutti sul cassero col comandante quando c’è il vento in poppa, (non ci son nemmeno i posti tant’è la ressa), che si tratti di Renzi, Berlusconi o Moro o Berlinguer; e poi alla prima burrasca tutti a brontolare nella stiva: tutto sbagliato, tutto da rifare.
C’è molto da cambiare in questo paese. A partire dal comportamento di ognuno di noi. A cominciare dal PD e dalle tante sinistre altre se vogliono davvero essere portatori di un cambiamento e non solo sempre intenti a regolamenti di conti interni.
A Genova (come ad Aosta) troppo comodo dare la colpa a Renzi di una sconfitta, quando tutti si beccano e si mettono i bastoni tra le ruote per scavalcarsi a vicenda, quando fregare il tuo compagno di partito è una professione, senza capacità di sintesi alcuna tra diverse sensibilità. Vedendo nel vicino il principale concorrente e non nelle destre e nei cinque stelle gli avversari (non i nemici) da battere (lealmente, con le idee), conquistando i loro elettori!!! Spostando il consenso globale e non arraffando un voto denigrando il prossimo!!!
Il problema del PD e del centrosinistra non è Renzi, anzi Renzi è una grandissima risorsa, la migliore che abbiamo in questo momento.
Dare una visione del futuro ai cittadini, dare risposte ai problemi dei cittadini è la strada: difficile, complessa ma l’unica strada seria da percorrere; e non continuare a parlare di congressi interni, di posti, di leader, di somme di voti (che han stufato persino chi fa politica da sempre!).

Adelante al voto! Tutto chiaro? O forse no?

Dario Parrini (tweetta): “D’Alema apre a Montanari che boccia Bersani che plaude a Pisapia ritenendolo però troppo poco antirenziano, Civati e Fassina mediano.Chiaro?”
Già è fin troppo chiaro. Incontrando un vecchio compagno al bar Roma di Aosta, si capisce come la delusione sia un sentire latente. Mi dice poi ritrovando l’antico orgoglio: “e poi si stupiscono che sostengo Renzi; e lo sostengo da quando si è candidato la prima volta.”

A noi, quelli della base, ci hanno spiegato che era caduto il muro di Berlino, che si doveva diventare un’altra “cosa”, prima PDS, poi DS, poi che serviva l’Ulivo, poi, dopo avere conquistato il governo del paese e aver lasciato (fatto) cadere un governo, che si tornava tutti assieme nell’Unione, e dopo il nuovo disastro, ci siam detti stavolta si fa il PD, poi il PD era troppo liquido, gassoso, fumoso, e allora ne abbiamo fatto una “ditta”, e mentre tutti lavoravamo per la ditta, qualcuno si è auto licenziato dalla ditta ed è andato a confondere e rimescolare le acque già torbide delle altre sinistre legate a singoli esponenti, più a “sinistra” di Lenin se si tratta di marijuana, un po’ tanto confuse quando spiluccano qua e là quello che conviene dal sistema democratico parlamentare “liberale” (voto, referendum), salvo poi opporsi “al sistema”. 
E pensare che tra qualche mese si andrà a votare (con il più strambo e complicato dei sistemi elettorali e anche il più pasticciato e inefficace: dopo averci fatto credere che con un NO, nel giro di un mese sarebbero piovute riforme dal cielo!)
Già tutto chiaro? pare chiaro ed evidente che ci chiederanno ancora impegno e “passione”.
Ma “forse” un po’ più di chiarezza e coesione aiuterebbe gli straordinari uomini e donne che hanno dato una vita alla politica della sinistra (volontari sempre a distribuire L’Unità o cuocere costine o volantinare o raccogliere sottoscrizioni e firme, nel caldo torrido dell’estate e nel gelo delle strade d’inverno) a continuare ancora la battaglia in cui credono da sempre per un mondo più equo e più giusto.

#arcobalenolavoro @topitaliaradio

E domani alle 9.30 cominciamo con una breve presentazione… poi fra 15 giorni parte #arcobalenolavoro… dove?Su #Topitaliaradio!
Perché? Con chi? Di che si parla? 
In mezzo a tanta buona musica ci sarà modo di sciogliere questi dubbi.
Protagonisti anche gli ascoltatori con messaggi in diretta o anche registrati o da far leggere nelle trasmissioni del Martedì mattina!

#Senzaidee la legge elettorale è un topolino “avvelenato”

‪La non maggioranza #senzaidee di Marquis, non me ne voglia l’amico Bertin, sulla legge elettorale partorirà un topolino, anche pericoloso, perché la coalizione‬ potrà avere il premio di maggioranza già al 42%.
Dove vedo il problema? Che si mantiene un mix di sistema maggioritario nell’impianto sostanzialmente proporzionale con sbarramento, con un premio solo al primo turno, sennò si gioca a chi sta con chi dopo il voto (e questo con buona pace di chi gridava in aula che bisogna rispettare gli accordi preelettorali!!!)

Si rischiano coalizioni senza né capo né coda per raccattare voti come l’ultima invenzione a guida Stella Alpina con UVP PNV e quel che resta di Alpe, per occupare il potere, senza progetto.

Non esagero: chi era contro i soldi al Casinò ora li dà senza sapere poi che fare e lasciando a rischio i dipendenti; chi era contro l’aeroporto ora esulta per nuovi giganteschi aerei che atterrano, chi era per dare risposte ai lavoratori ha fatto un mega pasticcio con le OOSS, con i dipendenti a contratto privatistico, con gli addetti a mostre e castelli e ora speriamo nel governo nazionale per la stabilizzazione! (E altro lo spiegherò con calma prossimamente).
Quindi tutto come prima?

No, abbassando il quorum per una coalizione (non per un partito) dal 50%+1 al 42% si fa un pasticcio alla valdostana e si mantiene l’ingovernabilità dopo il voto che consente ai signorotti della politica valdostana di spartirsi le cariche e fare “ribaltini” il giorno dopo.
È un compromesso che molti accetteranno. Sì, la politica è fatta di compromessi e molti consiglieri voteranno per evitare il peggio; ma questa non è una riforma seria e non c’è nessun progetto politico che la sostiene.
Anzi si spera che nessuno vinca! Allora tanto valeva tenersi il proporzionale puro!
Ma perché non se ne parla di più: perché tutti vorrebbero stendere un velo pietoso sull’ennesima caduta di questa legislatura!

In VdA una società più  aperta?

‪A VdA più che coalizioni rabberciate di tante sigle di gruppetti “personali” per salvare i consiglieri regionali serve un vero progetto politico che faccia partecipare la comunità produttiva‬ tutta e le forze migliori della società nella realizzazione di un nuovo modello di sviluppo e di welfare.
Anche il PD dovrà interrogarsi su come rafforzare l’area di centrosinistra riformista e democratica (soprattutto in Valle dove come in tutte le “piccole Italie” non è possibile ricalcare con il fotocopiatore l’esperienza nazionale), fuori da una dimensione autoreferenziale, e allargare la partecipazione a una vasta fetta di società che non è coinvolta nei processi decisionali.
Pongo una prima questione: come costruire una società più aperta?
Importante discutere una nuova legge elettorale (questione preferenze e controllo del voto); ma la società aperta di cui parla la Arendt non dipende soltanto dalla legge elettorale quanto dall'”autonomia” produttiva della società. Serve più mercato e meno dirigismo regionale che genera “immobilismo” anziché sviluppo duraturo e sostenibile.

Lotta alla povertà: l’Italia s’è desta e la VdA s’è bella addormentata tra i monti

Il governo Gentiloni (insultato dalla Giunta regionale) lavora e sostiene anche i più deboli mentre la #VdA va a rimorchio.Perché non si spendono i fondi regionali? Dove sono finiti 3 milioni di euro?

Che fine ha fatto la nostra legge pilota nel favorire politiche attive del lavoro?

Cosa fanno, oltre che parlare di Casinò e leggine elettorali, quelli che criticavano il PD perché non faceva abbastanza azioni di sinistra?

E quelli che sparavano a zero sul reddito di inclusione, che irridevano la legge Fontana: pensano che i cittadini stiano meglio senza nulla?
Intanto grazie al governo nazionale per aver dato una prima risposta importante alle fasce deboli.
Resta il rammarico che in Valle d’Aosta stavano facendo meglio e di più: ma ora tutto è fermo.
(Prossimamente parlerò della scomparsa di una proposta di legge: già, le battutacce sul nazismo servono anche a non far parlare dei veri guai!)

Agenzia forestale: si rinvia al 2018?

Si rinvia al 2018 l’Agenzia forestale:
1. Se il problema dei contratti privatistici degli impiegati assunti a tempo indeterminato senza concorso pubblico è reale, va affrontato subito. Perché tergiversare?
2. Come sempre gli operai forestali, che sono con le imprese di settore (pochine) motore della necessità di questo personale amministrativo, non sono presi in considerazione. Si parla di costruire un’Agenzia fatta solo di personale amministrativo? Per amministrare chi? 
3. Non c’è un piano organico per ri-costruire la filiera del legno, la cura dell’ambiente e del paesaggio con importanti ricadute nel settore agro-turistico e fare sinergia con la messa in sicurezza del territorio.
4. Per le imprese di settore e gli operai a tempo indeterminato e gli stagionali (a cui si concede qualche giornata di lavoro in più) si procede con la casualità offerta dall’incapacità di utilizzare appieno le risorse del bilancio regionale: se ci son soldi le rose fioriranno; se no il deserto.
Ma nel 2018 avremo un’Agenzia forestale con più di 100 dipendenti amministrativi a tempo indeterminato.
Le idee sono motore di sviluppo; senza idee c’è solo spesa pubblica, sempre più insostenibile.

L’amore contro il terrore: OneLoveManchester

L’amore, LOVE, è la più bella parola che il mondo occidentale, il mondo tutto, chi ama la vita, il prossimo e il pianeta, possa contrapporre all’odio e al terrore.(o alla stupidità di chi non riesce neanche a gioire dello sport ma spaventa gli amici).
Grazie #OneLoveManchester!!!
Grazie ai giovani che amano la musica e la vita e hanno il coraggio di sognare ancora!
Continueremo ad amare, a vivere e non ci arrenderemo mai!