Con che titolo aprono i quotidiani?

E con che titolo aprono i quotidiani oggi?

Migranti!

Ma le vittime, nel deserto e nel mare, le violenze e i soprusi sono sullo sfondo: domina la battaglia degli sbarchi!

Siamo finiti in una spirale che si avvita su se stessa, in una gigantesca bolla comunicativa che ci imprigiona e ci impedisce di affrontare i mille problemi che fino ieri erano urgenti.

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Analisi del voto? Manca un progetto politico

Fioccano le analisi e le psicanalisi del voto. Tutti bravi il giorno dopo a dire: è così e cosà.

In tempi non sospetti, correva l’anno 2017 (riprendendo un lavoro dal 2008 al 2016) scrivevo che il Pd da solo non ci avrebbe portato da nessuna parte e le alleanze costruite senza progetto politico (e ne vediamo di nuove nascere sotto i nostri occhi, gialloverdi a Roma o verdiarancioni in vda, non vanno da nessuna parte).

Questo vale tanto più per il Centrosinistra che non parla la stessa lingua su lavoro, scuola e welfare e si presenta alle elezioni unito dalla “paura di Salvini”. Troppo poco (ancorché gravissimo quello a cui stiamo assistendo!)

Un progetto alternativo è qualcosa di più che una somma di sigle per arginare un movimento europeo di destra xenofoba che cavalca la crisi delle democrazie liberali e socialdemocratiche europee.

Servono idee e contenuti!

Questo è ripartire!

Questo sta cercando di dire la nuova area culturale e politica di democratici: e lo può dire ora perché lo diceva e lo praticava anche ieri!

La lepre a Massou

Sulle montagne abitano uomini e animali in un non facile ma ancora virtuoso equilibrio. Che anno dopo anno, nel lento scorrere del tempo sui monti, si rinnova.

E dopo il capriolo anche la lepre se la dà a gambe davanti alla falciatrice.

Bello ritrovare tutti gli anni gli animali selvatici nel prato e condividere con loro uno spazio naturale.

(Decisamente meno simpatico il passaggio dei cinghiali, che documenterò in altra foto: che hanno distrutto ampie superfici del prato scavando e staccando le zolle erbose).

#noutratera

Sovranismo? No, solo il federalismo mi consente di essere valdostano

Il nazionalismo/sovranismo autarchico ci ha già condotto in passato a guerre coi fratelli europei, portate su scala mondiale: guerre sanguinarie, civili, fratricide, criminose verso l’inerme popolazione, fino all’abominio di una ragione deviata che concepì lo sterminio di massa del popolo ebraico, di popoli considerati inferiori, di etnie minoritarie, di uomini e donne di diverso orientamento politico o sessuale, o semplicemente malati o deboli.

Sono un valdostano che ama Dante, tanto da recitarlo a memoria, ma non meno amo Hugo e Zola, e Gothe, e Shakespeare, e Cervantes, e Tolstoj e i tanti che hanno fatto dell’Europa una realtà plurale a livello istituzionale ma profondamente unita culturalmente con le loro idee, da Bruno, a Spinoza, a Voltaire, a Hume, a Kant e Hegel.

Oggi non è possibile sentirsi valdostani, italiani senza essere europei.

Proviamo a parlare dei tanti problemi della nostra società? Sarebbe l’ora di dare risposte.

Mi scrivono: basta parlare di migranti e profughi!

Mi viene facile rispondere; ditelo a chi ha cominciato e non si occupa d’altro! Salvini e il governo gialloverde han fatto diventare questa la priorità assoluta.

Quindi?

Parliamo dell’abolizione/riforma della legge Fornero? Dov’è finita? Continua a stare là. E non temete io ero da subito favorevole a modificarla, riformarla abolirla (usate il termine preferito); non dico certo di no. Dico: facciamo.

Parliamo del reddito di cittadinanza? Si fa non si fa più? Per intanto c’è il reddito di inclusione: potenziamolo subito, aumentiamo la platea degli aventi diritto.

E questo lo faccia subito il nuovo governo regionale della Valle d’Aosta, visto che qui il reddito di inclusione è partito due anni prima che a livello nazionale e finalizzato alla formazione e alla ricerca di nuovi posti di lavoro.

Parliamo di lavoro? Quali sono le proposte per lo sviluppo economico sostenibile?

Come diamo lavoro ai disoccupati e ai giovani?

Quando facciamo azioni concrete? Oltre a questo gran fumo?

io per ora leggo solo di un viaggio in Libia…

Aspetto fiducioso.

Per il Pd VdA è troppo tardi attaccare la Lega dopo una campagna elettorale “sbagliata”

Non capisco perché gli attuali dirigenti del PD Vda si straccino le vesti per il governo regionale di Lega e compagnia cantante degli ex di qualche movimento.

Hanno una responsabilità enorme di questa deriva; le loro scelte improvvisate e sbagliate e il loro fallimento hanno concorso a regalare il 18esimo seggio, ottenuto coi resti, a questa coalizione.

I dirigenti del PD VdA, stando al governo regionale e del Comune di Aosta, hanno abbandonato l’alleanza con UV e UVP e Epav, per fare una campagna elettorale grillo-leghista, unendosi al coro del tutto va male: pensavano forse di ottenere 18 seggi da soli?

Oppure pensavano di tornare a governare con UV e UVP e Epav dopo una delirante campagna elettorale, come nulla fosse?

O pensavano di sedersi in Consiglio regionale per raccontarci tutta la loro preoccupazione (per questo ci contentiamo della presenza/testimonianza di Impegno civico)?

Prendano atto del fallimento della loro politica “isolazionista” preelettorale e durante le elezioni e lascino perdere il teatrino del “al lupo al lupo”, dopo averlo nutrito con una campagna elettorale che aveva gli stessi temi populisti e antigarantisti!

E verrà il giorno delle minoranze etniche!

E dopo il blocco migranti e il #censimento Rom mi aspetto anche la schedatura delle minoranze etniche; nonostante conosca a memoria molti versi di Dante non sono proprio italiano, italiano… mezzo francofono come Zola… e chissà… al supermercato o alle poste i “prima gli italiani” passeranno davanti!

Certo queste misure sono indispensabili per far crescere l’economia e creare nuovi posti di lavoro!?!