Bon Tzalende! 🎄

Auguri di Buon Natale!

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Che siano giorni di serenità, di gioia e di pace, da condividere con le persone più care.

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Un pensiero rivolto a chi soffre, a chi ha bisogno di una mano, ai più deboli, a chi ha perso tutto attraversando il deserto o il mare, perché nessuno si senta solo, perché nessuno sia lasciato indietro.

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Legge di Bilancio nazionale: giovani e lavoro

Manovra? Bilancio? Soldi alle famiglie? Voto di fiducia? Moltissime misure: difficile per i cittadini capire.

Proviamo a capire almeno sui giovani e sul lavoro: è stato fatto un importante passo avanti!

E c’è da auspicare che a livello Regione VdA, quando si “sbloccheranno” i fondi europei, si implementeranno ancora queste misure!

Giovani e lavoro

Una delle norme più importanti riguarda la decontribuzione per i giovani neo assunti. Due le misure: una per gli under 29 che potranno essere assunti con un contratto a tempo indeterminato col dimezzamento dei contributi per tre anni; e una seconda per gli under 35, in questo caso la decontribuzione al 50% sarà per un solo anno. Nel sud invece il bonus vale il 100% grazie all’uso di fondi europei.

Il congresso PD e la scelta degli elettori

Precisazione in merito alla questione non solo numerica della composizione della Direzione del PD, partito che dà in mano agli elettori la matita per decidere; e non lo fa con accordi di pochi dietro le quinte.

La mozione di maggioranza relativa del Partito InsiemePossiamo intende rispettare le norme del partito; partendo dal principio di fondo della Primarie del PD, votano e decidono gli elettori!

In un Congresso si votano le persone e i programmi collegati.

Chi ha votato Renzi sapeva che in caso di elezione avrebbe avuto una certa linea di partito.

Chi ha votato Orlando, pensava ad altri contenuti per il PD.

In Valle non avendo raggiunto nessuno il 50% +1. non solo non abbiamo avuto subito il Segretario ma neanche il programma: la linea del partito.

Noi non abbiamo solo chiesto di trovare una mediazione sul Segretario ma anche sulla linea politica del PD valdostano.

Abbiamo detto che se avessimo eletto il Segretario avremmo rispettato le percentuali congressuali in direzione per costruire insieme una linea politica unitaria, avendo comunque avanzato la proposta di una traccia di documento unitario.

Ora premesso che gli elettori della mozione Sandri hanno votato con un programma che chiedeva di lasciare subito la maggioranza regionale, andare alla elezioni politiche con un candidato e il simbolo del PD, non quotare CVA, mandare nei cantieri forestali la metà dei dipendenti del Casinò… ecc…

Mi chiedo e ci chiediamo:

Qual’è oggi la linea politica del PD?

Mai nella storia di un Congresso si è arrivati in fondo senza un documento di sintesi!

Inoltre siccome per aprire il dialogo il Presidente Sandri aveva ripreso la nostra proposta di rispetto in Direzione delle percentuali congressuali; non abbiamo fatto altro che prendere atto che per ora si occupano i posti nel partito e non c’è traccia di un documento programmatico che indichi la direzione in cui si va.

Lo scopriremo giorno per giorno (ma avendo il Congresso PD una validità quadriennale, cambiando le percentuali della Direzione, dopo pochi giorni dal Congresso il peso del voto degli elettori del PD si è già dissolto!) E questo non lo si può ridurre a qualche polemica personale: è sostanza democratica del Partito!

L’alba o il tramonto?

L’alba o il tramonto? Talvolta si confondono!

Solo chi non corre, non cade mai; ma non saprà mai cosa sia l’ebrezza del vento nei capelli.

Solo chi non si batte, non va mai al tappeto; ma non conoscerà mai la forza del sogno di un mondo migliore.

Il tramonto era ieri; oggi è l’alba: bisogna rialzarsi da terra e andare avanti.

#lavitaèbella

Codice del Terzo Settore: dai timori alle opportunità

Importante iniziativa ad Aosta per presentare la Riforma del Terzo Settore.

Il principio di sussidiarietà sancito in Costituzione mancava di un adeguato supporto legislativo che riconoscesse e valorizzasse il ruolo imprescindibile del Terzo Settore.

Il nuovo codice spazia dal disciplinare gli enti del terzo settore in generale (Titolo II), il volontariato e la relativa attività (Titolo III), associazioni e fondazioni del terzo settore (Titolo IV), fino alle particolari categorie di enti quali le associazioni di promozione sociale e gli enti filantropici.

Tra le criticità di un provvedimento che era molto atteso, come ha messo in luce la sen. Anna Maria #Parente (PD) è stata la mancata intesa tra Governo e Regioni, che apre una dialettica complessa in sede applicativa. Se prevarrà lo spirito costruttivo (anche inteso nel correggere la norma per migliorarla), il lavoro di questi anni darà i suoi frutti a vantaggio degli enti del Terzo Settore; altrimenti lo scontro politico per schieramenti può rendere faticosa l’applicazione.

L’#antifascismo è un valore che può e deve unire tutte le forze democratiche! Incomprensibile divisione ad Aosta

Non hanno più fine le brutte pagine della politica valdostana (in cui sembrava primeggiare in grossolanità il dibattito del Consiglio regionale); poi è arrivata la tegola del Consiglio comunale di Valtournenche e ora questa tragica mozione in cui il Consiglio comunale di Aosta riesce a spaccarsi sul tema dell’#antifascismo : gravissimo che non ci si renda conto che simili mozioni vanno affrontate con responsabilità e giudizio per “unire” le più diverse sensibilità e non andare a una sterile conta (magari per una ridicola campagna elettorale delle prossime elezioni politiche e/o regionali)?

Non si sta parlando di vitalizi o di corruzione! Dove il populismo è di casa: si parlava di valori!!!

Incomprensibile l’incapacità di trovare mediazioni, di costruire ponti, di incontrarsi su un tema da cui è nata la Regione Autonoma Valle d’Aosta: la lotta di liberazione al nazifascismo.

(Fonte Ansa VdA: “Consiglio comunale di Aosta e la maggioranza di centro sinistra spaccati a metà sul tema dell’antifascismo. A innescare un acceso dibattito è stata una mozione sui ‘Valori della resistenza antifascista e dei principi della costituzione’ presentata dalla consigliera di Altra Vda Carola Carpinello, bocciata dall’assemblea civica con 12 voti favorevoli, 13 astenuti e 2 contrari.

“Sono sempre più frequenti le manifestazioni promosse da organizzazioni neofasciste, portatrici di valori ed idee che si collocano al di fuori del perimetro costituzionale e dell’ordinamento repubblicano, nonché dei principi fondamentali della convivenza civile e del rispetto della dignità umana”, ha spiegato Carpinello. Oltre alla proponente, hanno votato a favore parte di Alpe (astenuta Giuliana Lamastra), il Movimento 5 stelle e, della maggioranza, il Pd. Stella Alpina e Union Valdotaine si sono defilati con un’astensione. Contrari i due consiglieri della Lega Nord.

“Prendiamo atto che si voglio proibire gli spazi a coloro che non si dichiarano antifascisti”, ha lamentato Andrea Manfrin.

Tra le richieste contenute nella mozione figurava anche l’adeguamento dei regolamenti comunali, “subordinando la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del Comune a dichiarazione esplicita di rispetto dei valori antifascisti sanciti dall’ordinamento repubblicano”. “

Lettera aperta all’Assemblea del PD

Nel ringraziare ancora tutti quelli che hanno votato alle Primarie del PD Valle d’Aosta pubblico la Lettera aperta all’Assemblea, per spiegare il lavoro che abbiamo cercato di fare e che continueremo a fare a prescindere dal tentativo di stravolgere il risultato elettorale delle Primarie:

Lettera aperta all’Assemblea

del Partito Democratico della Valle d’Aosta

Care democratiche, cari democratici,

in queste due settimane, che sono seguite alle Elezioni primarie del 19 novembre, per l’elezione del Segretario abbiamo cercato di raccogliere le opinioni delle cariche istituzionali del partito, che si rendevano disponibili, e degli altri candidati e mozioni congressuali per proporre all’Assemblea regionale un documento politico a sostegno delle candidature alla Presidenza dell’Assemblea e alla carica di Segretario, su cui fosse possibile far convergere, con le specifiche particolarità, tutte le mozioni congressuali, nel rispetto della libertà di voto di ogni membro dell’Assemblea.

Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità, motivato da un risultato delle Primarie che ci indicava oltre il 43 per cento, e perché in ogni caso la politica è dialogo e confronto diretto e aperto, soprattutto all’interno dello stesso partito.

Riteniamo che la grande delicatezza di questo momento storico dal punto di vista delle difficoltà strutturali che l’economia valdostana si trova ad affrontare, sia sul fronte delle imprese sia su quello occupazionale con l’affacciarsi di nuove povertà, e dal punto di vista della grave crisi istituzionale e politica del Consiglio regionale, che trascina a un duro scontro tutte le forze democratiche che dovrebbero invece assumersi la responsabilità di governo; e non di meno la preoccupazione per la complessa sfida elettorale che a breve ci attende sul piano nazionale, debbano trovare una prima risposta già a partire dalla nostra coesione interna e dalla nostra capacità di elaborare sintesi che superino la logica degli schieramenti.

Abbiamo auspicato e auspichiamo una gestione unitaria del partito fondata sul rispetto di tutte le componenti e del loro peso politico, così come determinato dal voto delle Primarie.

Abbiamo dato agli elettori la possibilità di esprimersi per un Candidato e per un progetto, non contro qualcuno. Gli elettori hanno preso la penna in mano con la speranza di un partito più forte e capace di dare risposte.

Noi pensiamo che un partito che immaginava di governare l’Italia con il 40 per cento, sia lontano dai trucchi della vecchia politica, per ribaltare ciò che gli elettori hanno in qualche modo indicato.

E allo stesso modo non ci siamo fermati a un dato elettorale ma abbiamo cercato di misurarci sui metodi e sui contenuti. Non pensiamo che la ricostruzione unitaria del partito sia cosa che si possa risolvere con un voto. Non siamo il partito che decide con un click, ma ci misuriamo fra di noi sulle questioni aperte.

Senza un ampio accordo sulla composizione degli organismi del partito e sulle modalità di lavoro comune è molto più difficile costruire insieme una squadra più grande e coesa.

Serve condividere un metodo di lavoro e una prospettiva comune sulla riorganizzazione, per ridefinire una linea politica, che nella contesa per le Primarie si è fatta contraddittoria e nebulosa, non partecipata dai territori e dagli elettori.

Di questo abbiamo cercato di parlare; e su questi punti abbiamo cercato di costruire delle proposte, rendendoci disponibili tutti i giorni.

Con chi ha accettato un confronto di merito si è valutata l’esigenza di una ricomposizione dei rapporti con tutte le forze che si oppongono alle destre e ai populismi, che è la nostra sfida primaria.

E parallelamente abbiamo ipotizzato l’avvio di una Conferenza programmatica sui contenuti che porti i nostri Circoli e i nostri simpatizzanti ad approfondire questioni che ci hanno diviso, e a farlo in modo più partecipato, con potere decisionale sulle scelte del partito, anche attraverso il voto.

Abbiamo la determinazione di ricostruire la nostra dimensione di partito, fatto di donne e uomini, cominciando dal basso, dalla maggiore attenzione ai Circoli e alla loro attività.

Dobbiamo dotarci di uno strumento agile, efficace ma anche solido per il contributo aperto al confronto e alla costruzione di nuove idee, come il giornale Le Travail, anche quello su carta stampata, da distribuire a iscritti e elettori, sostenuto in primis dal’abbonamento.

Dobbiamo, insieme, rafforzare e rilanciare il tesseramento, come forma di adesione al partito che non si risolva con una tessera on line, ma che nasca dallo scambio di opinioni e anche da una stretta di mano.

Gli organismi dirigenti della Direzione e della Segreteria devono essere snelli ma plurali, aperti a chi ha idee e voglia di fare. Non autoreferenziali, sempre pronti al confronto con i Circoli e con l’Assemblea, da cui devono venire le indicazioni forti sulla linea del partito.

Vogliamo costruire insieme a tutti un partito che abbia in cima alla sua agenda la ripresa economica, il lavoro, l’occupazione giovanile e di chi è stato espulso dal mercato del lavoro; e che abbia una visione e una determinazione a costruire un nuovo welfare inclusivo che contrasti le nuove povertà e supporti le famiglie nella vita quotidiana di cura dei figli e degli anziani.

Per questo abbiamo cercato il dialogo e ci presentiamo oggi per unire il partito e renderlo più aperto e plurale.

Firme CONTRO lo ius soli in piazza Emile Chanoux?

Val la pena di ricordarlo anche ai valdostani che firmano contro lo ius soli in piazza Emile Chanoux, che la piazza è il simbolo della lotta di liberazione dal fascismo, simbolo della libertà dei valdostani contro tutte le dittature e per la libertà di tutti i popoli!

Per la libertà dell’uomo, qualunque sia il colore della sua pelle, la sua religione, le sue idee politiche.

Le riletture critiche antimito non tolgono il fatto che piazza Carlo Alberto ha cambiato nome, diventando Piazza Emile Chanoux, per dire: vogliamo essere liberi noi e vogliamo la libertà anche degli altri.

Lo scrivo da valdostano, le cui generazioni si perdono all’inizio dell’Evo Moderno, quando ancora non mangiavamo patate e pomodori, per me è valdostano chi si spezza la schiena zappando e rendendo bella questa terra, lavando pentole nei nostri Hotel a cinque stelle (gestiti magari da milanesi) o prendendosi cura dei nostri anziani, perché non debbano lasciare la casa in cui hanno vissuto una vita, dandogli la possibilità di morire con un ultimo sorriso.

Ecco non solo io NON FIRMO contro lo ius soli!

Ma di più: mi batto e mi batterò perché diventi legge!

Facendo dell’Italia un paese migliore!