NON facciamoci INTIMIDIRE

Condivido il pensiero della Presidente della Camera Boldrini, perché non sono solo alcuni cittadini a usare l’offesa, il vilipendio, la menzogna, le bufale ma leader politici in primis e parti di gruppi dirigenti che preferiscono le risse mediatiche, in linea con il degrado delle trasmissioni televisive, al dialogo e al confronto democratico nel merito delle idee, della ricerca delle soluzioni, della proposta politica.
NON FACCIAMOCI INTIMIDIRE!!! 
Non dobbiamo temere i manganelli della rete: la forza di una società democratica sta proprio nel NO TINC POR (Non ho paura in catalano) del terrorismo in tutte le sue forme, e dell’odio anche quello di casa nostra (come ci ricorda la Bonino).

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Uova contaminate: bene i controlli ma servono produttori e consumatori più attenti


La vicenda delle uova contaminate da Fipronil, un potente insetticida, è arrivata anche in Italia. 

Non si tratta dunque di pochi allevamenti nel Nord Europa, ma di un fenomeno molto più esteso, che coinvolge sia il sud sia il nord del paese.
È la globalizzazione in negativo. Competizione fortissima tra produttori, prezzi bassi al produttore, e l’utilizzo di pratiche sempre più intensive che oltre a rendere di bassa qualità la vita dell’animale, gallina, bovino, suino, determinano qualità mediocre o scadente dei prodotti, con il rischio, come nel caso delle uova, di gravi contaminazioni.
Che si può fare?
Bene i controlli: efficienti anche in Italia.
Ma serve un patto fra produttori e consumatori.
Garantire un prezzo più equo al produttore e chiedere al consumatore di non acquistare la prima cosa che trova sullo scaffale del supermercato. Difficile, certo. Bisogna tra l’altro leggere le etichette e informarsi meglio. Dedicare del tempo alla spesa. Ma anche solo guardarsi intorno. Tornare a un acquisto più diretto. Da un fornitore di fiducia. Non lo si potrà fare su tutto. Ma i milioni di consumatori attenti apriranno una breccia in un sistema, dove alla fine, se non sono attenti, a rimetterci sono proprio loro (o noi, perché anch’io sono un consumatore non abbastanza attento e questa vicenda insieme ad altre mi fa riflettere).
Sulle uova mi contento di quelle delle mie fantastiche livornesi allevate a terra: almeno con le uova ho fatto la scelta giusta!

La Giunta Marquis colpisce ancora: mentre la non/maggioranza dorme si svende l’acqua #benecomune

Ve li ricordate quelli di Alpe che fino a qualche anno fa volevano bloccare tutte le iniziative private (legittime e autorizzate) per lo sfruttamento idroelettrico delle nostre acque?
E avete presente le stampelle-rotte del Mouv di Gerandin e di Rifondazione Comunista di Padovani che con il grillino Cognetta han permesso di eleggere la Giunta Marquis e la tengono quotidianamente in piedi, che volevano bloccare la quotazione in borsa di CVA?
Ebbene ora sostengono la messa all’asta di una centrale idroelettrica della Regione, quella di Verrès presso la ex Alluver meglio nota come la exBalzano?
Sono favorevoli a vendere l’acqua #benecomune? Dopo che proclamavano che CVA è proprietà di ogni cittadino? E la centralina idroelettrica dell’exBalzano di Verrès non lo è?
Premetto, una gestione più attenta e corretta delle acque è fondamentale. Io poi non ho remore ideologiche di fronte al pubblico che dà spazio al privato. Anzi in Valle d’Aosta è opportuno; ma la quotazione in borsa di CVA, che io sostengo, mirava e mira a mantenere il controllo pubblico della società e della produzione pubblica di energia, non a darlo ai privati.
Mi chiedo: ha senso ora vendere una centralina idroelettrica come quella dell’exBalzano di Verrès?
Quando abbiamo una partecipata regionale CVA che ha il suo core business nell’idroelettrico?
Non rende? Allora si vuol bidonare un privato? O piuttosto è in atto una speculazione tra pochi amici prima delle elezioni? E se rende perché non sfruttare un bene pubblico nell’interesse di tutti?
Fino a qualche mese fa la centralina della exBalzano era parte integrante di un progetto che voleva portare un’azienda importante a Verrès e rilanciare l’industria e l’occupazione del territorio. Si è cambiato idea? È saltato il progetto del nuovo insediamento? Ci sono altre soluzioni per l’occupazione e il lavoro a Verrès e in Bassa Valle? Oltre ai mesi di silenzio?
Spiegarlo sarebbe utile per capire. Si deve fare cassa? Vendendo per un po’ più di 400 mila euro una centrale che può produrne 200 mila in un anno? con una subconcessione di 30 anni!!!?
Chi ci guadagna?
La Giunta Marquis vorrebbe comprare le autostrade per far pagare meno il pedaggio e vende le centrali idroelettriche (ma non avevano promesso che pagavamo meno anche l’energia?). Cambio di strategia?
Mentre i Comuni valdostani e i Consorzi di miglioramento fondiario cercano di realizzare centraline idroelettriche “pubbliche” la Regione vende l’acqua #benecomune?

Continua la disperata caccia al voto della Giunta Marquis: ora va bene anche il reddito di inclusione voluto dal PD

Che bello vedere che le battaglie per la giustizia sociale e l’equità del PD della Valle D’Aosta aprano orizzonti nuovi: peccato che per qualcuno al governo ora della Regione accada solo ogni 5 anni a ridosso delle elezioni e naturalmente la fretta non aiuta a fare provvedimenti che “aiutino” veramente i più deboli a uscire dalla povertà.
COMUNICATO STAMPA del PD VdAMisure di inclusione attiva e di sostegno al reddito: dov’è finito il principio di equità? 
Nella seduta di lunedì 21 agosto, la Giunta regionale ha approvato le modifiche alla legge regionale 18/2015, le cosiddette “Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito”. Fra le varie modifiche troviamo anche il passaggio dal sistema a graduatorie alla gestione delle domande a sportello. 
Il Partito Democratico della Valle d’Aosta apprende con enorme soddisfazione il fatto che, a ridosso delle elezioni, molti fra coloro che siedono nell’attuale maggioranza regionale e che prima contestavano l’approvazione della legge, voluta fortemente dal PD, oggi la sbandierano come un successo e, per recuperare il tempo perduto (mesi di fermo della legge) decidono di erogare il contributo a sportello. Ciò significa che i primi cittadini che si presenta per richiedere il contributo, all’interno del quadro di regole previsto, riceve il denaro indipendentemente dal principio di equità, che era prima inserito nel bando, per cui prima deve ricevere il più debole e poi, se vi sono ancora risorse, gli altri in maniera progressiva. 
Si ha inoltre l’impressione che deliberare ora i finanziamenti alla legge, per il periodo 2017/2018, significhi semplicemente portare sotto elezioni la misura, ma senza la certezza che vi siano le coperture finanziarie a sportello e quindi gli ultimi arrivati, che sono spesso anche i più deboli, si sentiranno dire che non ci sono più soldi. Un problema che la precedente Giunta regionale, con il sistema del bando, aveva cercato di evitare, lavorando in un’ottica di equità. 
Il Partito Democratico apprende infine con favore anche il fatto che, sotto elezioni, quando conta il voto di tutti, proprio chi contrastava il provvedimento perché avrebbe aiutato gli stranieri, ora prevede l’estensione del contributo anche a loro. Il PD è perciò contento che anche la giunta Marquis sia a favore di una società plurale ed inclusiva in cui anche i migranti e gli stranieri abbiano gli stessi diritti di chi è nato e cresciuto nella nostra regione. 
Il Partito Democratico apprende infine con favore che anche la Giunta Marquis, che è sostenuta da componenti politiche che in precedenza avevano contrastato il provvedimento perché avrebbe aiutato gli stranieri, abbia deciso di estendere il contributo anche a loro, dimostrandosi così a favore di una società aperta e plurale. Ciò che stupisce è che se ne renda conto solo ora, in prossimità delle elezioni, in un momento in cui conta davvero il voto di tutti indistintamente.

Trois-Villes: Discorso commemorativo ufficiale dell’ANPI 

Discorso commemorativo ufficiale dell’ANPI Trois-Villes

20 agosto 2017
Cari partigiani, care partigiane,

Signor Sindaco,

Autorità, 

Cittadini e cittadine,

Chers amis valdôtains 

Chers émigrés
L’ANPI nasce nel 1944. Prima ancora della fine della guerra emerge l’esigenza dei partigiani, di intellettuali, di esponenti politici, a prescindere dai diversi orientamenti politici, di iniziare un impegno anche per la fase del dopoguerra, affinché i valori di libertà e democrazia che la Resistenza aveva fatto di nuovo battere nel cuore degli italiani e dei valdostani non fossero offuscati da istigazioni restauratrici della tragica esperienza della dittatura fascista.
Dopo il 1948, come avvenne anche per il Sindacato unitario, il forte scontro politico fra le sinistre e le componenti cattoliche, liberali e socialdemocratiche provoca una frattura nel fronte unitario dell’ANPI. E scontri e rotture nell’ANPI non sono mai mancati negli oltre 70 anni di vita e si sono manifestati anche durante il recente referendum del 4 dicembre 2016, per l’evidenza che ha il tema istituzionale e in particolare costituzionale riguardo all’assetto della democrazia. Siamo, infatti, un paese libero e democratico, grazie alla Lotta di Liberazione, dove le idee posso confrontarti e scontrasi nell’agorà. A decidere è il voto!
Ora a oltre 70 anni dalla nascita dell’ANPI, dopo l’addio a tanti coraggiosi partigiani e partigiane e staffette, ai tanti che senza titoli o riconoscimenti hanno sfamato, vestito, ospitato, nascosto, dato soccorso e aiuto ai combattenti e salvato tante vite umane, dopo tante lotte politiche e sociali che hanno attraversato la vita del paese facendo crescere la qualità della democrazia, alcuni si interrogano sul senso del mantenere viva un’Associazione che difenda la memoria di quegli anni che mostrano come fu difficile reintrodurre libertà e democrazia dopo una una dittatura feroce che aveva affondato l’Italia in una guerra mondiale.
Chi è qui oggi la risposta ce l’ha ben chiara ed è consapevole dello sforzo che rivitalizzare la memoria è indispensabile al presente, perché la libertà va difesa ogni giorno, qui sulle montagne rifugio dei partigiani e teatro di scontri durissimi, in Italia e nel mondo, perché la democrazia plurale e fondata su libere elezioni deve essere costantemente valorizzata e protetta dalle aspirazioni totalitarie di vecchie e nuove ideologie o di coloro che per opportunismo sono pronti a chinare la testa di fronte al culto del potere dell’uomo forte o dei pochi.
Qui a Trois Villes dove la tentazione di attribuire alle azioni partigiane e alla successiva “ritirata” la responsabilità della rappresaglia del 23 agosto 1944 ad opera dei repubblichini, che bruciarono i tre villaggi e provocarono vittime anche tra i civili, è stata latente per decenni e di tanto in tanto rispunta, come in molta letteratura revisionista si specula sulle allusioni all’ordine garantito dai nazisti, o alle accuse che i resistenti avrebbero rubato qualche gallina o ai gravi episodi in cui vi furono regolamenti di conti personali.
Qui non posso esserci dubbi o esitazioni nel ribadire che indispensabile alla vittoria e alla succcesiva costruzione di un ordinamento democratico e della nostra Autonomia fu la lotta di liberazione e il sacrificio dei combattenti partigiani e dei tanti civili che perirono.
E questo non è frutto solo di interpretazioni della Storia ma è un’evidenza del presente dove nuovamente le ideologie totalitarie del Califfato e dell’ISIS e il terrorismo attentano ai nostri sistemi democratici occidentali, e quando al nostro interno frange fasciste, neonaziste e razziste minano il pluralismo su cui si fondano le democrazie.
Ed è indispensabile dunque, davanti a un nemico esterno ma che ci colpisce nel cuore delle nostre città e un nemico, ancor più subdolo, che vive in mezzo a noi e magari si serve di ironia e barzellette, che a partire dalla stessa ANPI si trovino le ragioni per unire sul tema della libertà (non parlo in questo caso di alleanze di governo; ma bensì di alleanze per la Libertà e la democrazia del Paese) tutte le forze politiche democratiche e tutto il mondo dell’associazionismo nella difesa dei valori comuni.
La nuova ferita di Barcellona ci ricorda che il male è sempre in agguato, che nessuno stato occidentale può difendersi da solo. Non è una questione di governi di destra o di sinistra.

Il terrorismo vuole colpire la nostra civiltà, la nostra libertà, la nostra vita, nelle nostre città, nei luoghi di lavoro e nei luoghi di festa e di vacanza. Vogliono diffondere il panico, renderci schiavi della paura, seminando i germi mefitici di una guerra permanente, strisciante, globale.
Dobbiamo essere uniti nel contrastare questo terribile flagello che ci colpisce: i distinguo o i tentativi di approfittare elettoralmente delle tragedie suonano stonati e fuori luogo.
E a mettere in crisi le nostre democrazie sono anche le violenze interne come quelle di Charlottesville, dove gruppuscoli di suprematisti bianchi incitano all’odio razziale.
Ecco perché, accanto alle belle parole di Obama, che cita Mandela: “Nessuno è nato odiando un’altra persona per il colore della sua pelle o per la religione. Le persone devono imparare a odiare e se possono imparare l’odio, possiamo insegnare loro l’amore. Perché l’amore viene più naturale al cuore umano che il suo opposto”; è molto importante che si siano aggiunte anche le voci (che mai avrei pensato di citare) di Bush padre e Bush figlio, due ex presidenti repubblicani che prendono le distanze dalle esitazioni di Trump sulla questione delle violenze razziali: “L’America – hanno dichiarato – deve sempre denunciare l’intolleranza razziale, l’antisemitismo e l’odio in tutte le sue forme”.

E anche la premier britannica, Theresa May, del partito conservatore, non ha esitato a reagire duramente: “Non si può mettere sullo stesso piano chi ha visioni profondamente fasciste e chi si oppone a queste. È importante che ogni persona in una posizione di responsabilità condanni le idee di estrema destra ogni volta che le sente”.
Anche in Italia e in Valle d’Aosta tutti i leader dovrebbero parlare una lingua sola su questi temi.
Ecco perché, ieri, oggi e domani ci adopereremo per isolare chi fa l’occhiolino, o spallucce o è anche solo indifferente, troppo indaffarato dal quotidiano, per contrastare il terrorismo e le forme di neofascismo. Non daremo spazio a quei leader politici che “sfruculiano” nelle pance dei cittadini arrabbiati con pericolosi slogan di odio razzista e separatista.
Noi non siamo indifferenti! 
Non facciamo malinconiche manifestazioni. Ma orgogliosamente siamo presenti e attivi nel rivendicare la nostra passione e partecipazione democratica, il lavoro prezioso dei dirigenti dell’ANPI nazionale e valdostana, l’impegno indomito dei volontari, la fermezza delle Istituzioni regionali, la grande collaborazione del Sindaco e degli amministratori comunali di Quart, la nostra determinazione nel difendere e nel sostenere i valori di democrazia e libertà!
#AntifascistiSempre!

Pray for #Barcelona 

Ho appena lasciato un gruppo di amici nel piccolo bar di Charvensod coi quali si rideva e scherzava dopo una giornata di lavoro nei campi…  E di colpo apprendo dell’attentato a Barcellona, dove un furgone si è scagliato sulla folla mietendo vittime e feriti…

Chiunque si ricordi le serate su #LasRamblas o, se non conosce Barcellona, #Barcelona in Catalano, chiunque si ricordi i due passi in centro nella propria città non può che provare sconcerto per chi vuole colpire l’umanità nel suo vivere quotidiano. 

Anche quando da giovane ho aderito a idee rivoluzionarie, molto radicali, l’ho fatto pensando di amare la gente comune e mai avrei torto un capello a un uomo e a una donna indifesi.
Non capisco e condanno con fermezza chi compie questi gesti violenti e demoniaci. Questo è il male assoluto.
Un abbraccio pieno di affetto e cordoglio per gli amici di Barcellona.

Il fallimento della Giunta #senzaidee

Ogni giorno la conferma che #senzaidee non si va da nessuna parte.
Coi trabocchetti e le imboscate si può fare una Giunta ma governare è un’altra cosa.

Soprattutto fare le riforme indispensabili al rilancio della nostra Regione, in campo economico, nel Welfare, costruendo percorsi di partecipazione attiva delle società nei processi decisionali strategici è una cosa che non si improssiva nel “bunker” di Palazzo regionale.
Il fallimento anche di “metodo” dei finti predicatori della trasparenza (che non c’è), della “casa di vetro” che è un iceberg sommerso, della condivisione ampia (3-4 gatti?), impone un chiarimento politico e una fase nuova con un maggiore protagonismo delle parti sociali e dei cittadini.

La scintilla della creazione 

Dopo aver affrontato le problematiche delle Operatrici socio sanitarie che si occupano di Assistenza domiciliare sul territorio e dell’importanza di questo servizio, ad #arcobalenolavoro, non è mancata una riflessione letteraria…
Lo stimolo lo offre il professore dell’Universita di York, David Wootton, in La scintilla della creazione” [2015].
Buona lettura:
“…a partire dal 1572 (Tycho Brahe scopre una nuova Stella) il mondo si ritrova immerso in una rivoluzione scientifica che ha trasformato la natura della conoscenza e delle capacità del genere umano.

Senza di essa, il mondo non avrebbe avuto una rivoluzione industriale, e nessuna delle moderne tecnologie da cui dipendiamo; la vita umana sarebbe considerevolmente più povera e breve e la maggior parte di noi vivrebbe vite di fatiche incessanti. 

Quanto durerà, e quali saranno le conseguenze, è troppo presto per dirlo; potrebbe finire con una guerra nucleare, o una catastrofe ecologica, o (benché sembri meno probabile) con felicità, pace, e prosperità.”