Sogno della domenica? Qual è la realtà?

Chissà se ci sveglieremo mai completamente: o se la nostra vita è solo un sogno in cui ci culliamo, quando siamo felici, e da cui vorremo uscire, quando soffriamo.

Qual è la realtà?

Quale realtà costruiamo per vivere o sopravvivere?

Chissà cosa si sarebbero detti Diego Velázquez e Jorge Luís Borges se si fossero incontrati al Bar della Terraza in Cava Baja a Madrid, sorseggiando un Garnacha tinta di Méntrida?

«Nel caso del sogno si sa che tutto viene creato da noi stessi, mentre nello stato di veglia molte delle cose che vi accadono non vengono da voi, a meno che non crediate perdutamente nel solipsismo. […] La differenza fondamentale tra lo stato di veglia e il sonno, o il sogno, risiede nel fatto che l’esperienza onirica è qualcosa che può essere generato, creato, da noi […]. Quando si sta creando una poesia, c’è poca differenza fra essere svegli ed essere addormentati, […] è come se fossero la stessa cosa»

(Jorge Luis Borges, “Quando mi sveglio”, in Conversazioni americane, trad. it. di Franco Mogni, Editori Riuniti 1984, p. 42)

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Assunzioni nel pubblico: riparte la politica degli spot o c’è un piano organico supportato da una visione strategica?

Ieri sera durante la riunione periodica di Area Democratica – Gauche Autonomiste, la prima del nuovo anno, mi fanno notare che, al fine di monitorare la situazione del lupo, verranno fatte assunzioni nel Corpo forestale.

L’emergenza lupo è reale; infatti son sbucati indennizzi che in passato venivano fatti penare per mesi. Dunque gli esperti avranno valutato che non si trattava di cani ma di lupi a compiere la strage di agnelli (anche questo particolare mi era sfuggito). Comunque sulla questione lupo, siamo convinti che serva un approfondimento e una pubblicità dei dati che stranamente non sono mai circolati con facilità. Mancava il personale del Corpo forestale? Strano: i cacciatori riescono a contare lepri, pernici, marmotte, caprioli, cinghiali, camosci, stambecchi e persino ghiandaie; ma dei lupi non sanno nulla?

Comunque la mia riflessione è un’altra. Da 6/7 anni mancano fondi per sostenere le imprese e fare investimenti, mentre la spesa pubblica è esplosa e in percentuale soffoca il Bilancio regionale. Ora un ex assessore al Bilancio dichiara come certo un potenziamento degli organici del suo nuovo settore di competenza.

E quindi mi chiedo:

aveva dunque ragione la Lega a dire che c’erano risorse nuove nel Bilancio regionale?

Queste nuove risorse sono indirizzate allo sviluppo economico o alla ripartenza della spesa pubblica?

Nel comparto pubblico non era prioritario sostenere la spesa per i servizi sociali che fanno acqua da tutte le parti?

Chiudono servizi essenziali nel Comune di Aosta, mentre i Comuni lamentano di essere in grossa difficoltà finanziaria, che seguono i bimbi e gli anziani e noi diamo priorità alla conta dei lupi che tutti sanno già che ci sono e quanti sono?

E in Sanità: non è urgentissimo assumere personale medico e infermieristico? Senza nulla togliere al prezioso lavoro del Corpo forestale, direi che la Sanità viene prima!

E ancora, non è necessario potenziare i Centri per l’impiego e ricostituire l’Agenzia regionale del lavoro per rispondere alla necessità di applicare bene il reddito di cittadinanza (misura che ho sempre giudicato importante se applicata bene) e per aiutare a indirizzare e formare le persone nel mercato del lavoro che continua a far ricorso a manodopera da fuori Valle, mentre qui la disoccupazione morde?

E infine si riuscirà finalmente a dare certezza e stabilità al settore degli operai forestali? Si riesce a mettere in piedi un sistema che non sia sempre alla giornata? Ridiamo dignità a questi lavoratori? Gli impiegati forestali sono stati stabilizzati secondo un inquadramento corretto?

Esiste poi un piano per ammortizzare eventuali licenziamenti dei dipendenti del Casinò? (o sono scongiurati i licenziamenti?).

Può darsi che la Giunta Fosson abbia tutte queste risposte ben chiare. A me, salvo il generico programma di avvio (con spunti molti positivi che ho apprezzato sulla questione sviluppo e lavoro) non è dato sapere.

Se esiste una piano strategico che, privilegiando lo sviluppo economico e il sostegno alle imprese valdostane turistiche, agricole, artigiane, industriali e commerciali, apre ad assunzioni nel sociale, in Sanità, nei Centri per l’impiego, nel settore degli operai forestali, ben vengano tutte le altre assunzioni.

Se no, siamo al solito spot dell’Assessore di turno.

Il lupo e l’allevatore: questi sconosciuti!

Sono stato molto colpito da alcuni commenti agli articoli sulla strage di agnelli da parte di lupi o cani randagi a Issogne.

La preoccupazione dei più non era soltanto difendere i lupi, cominciando dal verificare scientificamente che non si trattasse di cani randagi o vaganti, ma soprattutto quella di criticare la gestione degli allevatori e di chiedere la fine dei contributi alla zootecnia!

Seguo la questione dal 2007 e mi pare che nessuno si sia accorto che da allora le aziende zootecniche sono più che dimezzate! Eh, sì! Stanno scomparendo gli allevatori (non solo a causa del lupo o dei cani vaganti). Sono sempre meno le aziende piccole o medio piccole. E tutte le altre si stanno reinventando per sopravvivere. Con un grande impoverimento dell’agricoltura (che non può essere fatta solo di viticoltori o frutticoltori). I pascoli alpini possono essere valorizzati solo dalla zootecnia.

In una Regione turistica, sia la produzione casearia, sia la produzione di altri alimenti, sia soprattutto la cura del paesaggio e più ancora la cultura materiale del mondo degli allevatori è essenziale alla qualità del prodotto turistico.

Comodo affittare appartamenti, stanze e stanzine a prezzi stratosferici, quando si ha a disposizione non solo un grande patrimonio naturale ma un grande tesoro culturale che lo preserva! Riempirsi la bocca di turismo, senza sapere che servono impianti di risalita sempre più performanti e attività umane che diano un senso al paesaggio, è piuttosto riduttivo. E non si può immaginare una società che sia fatta solo di dipendenti pubblici!

Mi chiedo: che Valle D’Aosta vogliamo per il futuro?

Una Valle senza allevatori non ha futuro. Allora bisogna con equilibrio e rispetto valutare la reale condizione in cui ci troviamo; e per salvare il lupo, non spariamo sugli ultimi allevatori di montagna! Perché stiamo sparando sul nostro futuro. Cerchiamo e troviamo soluzioni condivise.

Sovegliare e punire: la strada italiana per “abolire” la povertà

Drammaticamente bello il titolo dell’articolo de il Manifesto che richiama Foucault, il cambiamento sovranista/populista non è che una tristissima mistura di paternalismo ottocentesco (tra un po’ qualche mente bacata del Parlamento ci proporrà come novità le case di correzione e internamento per rieducare al lavoro i poveri) e irrigidimento etico dei peggiori regimi totalitari (lavoro nei campi e in Siberia per tutti).

L’Italia non è mai stata (e non sarà a breve), un paese autenticamente liberale.

Al popolo piace così.

Gli italiani preferiscono, perché non obbliga all’autocoscienza e alla responsabilità, uno stato guidato dal biblico Leviatano piuttosto che l’Atene di Pericle.

#redditodicittadinanza ???

Ciao 2018! Treinadan – Buon Anno 2019

Ciao 2018,

finisci così: con un raggio di sole dell’ultima alba che accende la speranza. Un bacio alle cime delle montagne, tormentate dal vento senza la grande coltre di neve che in inverno le ammanta. Verrà la neve con l’anno nuovo.

Si lenirà il dolore che accompagna la perdita o le disgrazie di persone care. È la parte della vita che fa più male, lascia ferite profonde, e va accettata. Come le sconfitte, molto amare quelle in cui non ci si è potuti neppure battere, da cui si rinasce più forti e più determinati di prima.

E poi ci sono le gioie. Quelle che riempiono di senso l’effimera esistenza.

È tornata a casa dal Viet Nam, dopo un lunghissimo anno e mezzo di studi, coronati da successo, la primogenita: un ritorno meraviglioso!

Ha conseguito la laurea in biotecnologia con 110 e lode la secondogenita. Festa grande!

Il terzo figliolo ha ottenuto la maturità, prosegue gli studi all’università e sta preparando lo stesso primo esame che sostenni io nel lontano 1982. Una favola!

Bellissimi risultati finali del quarto cucciolo in seconda superiore. Mitico!

Mi sa che a livello personale ho stabilito il nuovo record annuale di eventi positivi. E più non debbo “dimandare”.

Non viene meno la preoccupazione per la situazione internazionale, le terribili guerre locali, la violenza e il fanatismo ovunque, la diseguaglianza che cresce senza veri argini e si porta appresso una povertà materiale e culturale, e una crisi economica latente del mondo occidentale che è diventata una crisi esistenziale; ancor più grave in Italia, dove crescono rabbia e odio, dove egoismo e miseria spirituale sono bandiere di chi dovrebbe guidare con saggezza e prudenza; e infine mia piccola e amata Regione che ha perso la bussola e sembra non trovare la strada per uscire da un mesto declino.

Quindi stasera sognerò un 2019 migliore (non per me) ma per tutti! Lo spero sinceramente e lo auguro di cuore a tutti.

Treinadan – Buon Anno Nuovo

Colpire il volontariato è il simbolo dissacrante della Manovra dei furbi

Colpire il volontariato muove dalla feroce campagna contro l’altro da noi che arriva dal mare (e che non è stata sufficientemente capita e arginata neanche da una parte di chi oggi ne fa le spese).

Mi fa poi sorridere amaramente che le penne affilate, che sono state per anni, con fior di titoloni e di libri, le scimitarre tagliatesta e i giannizzeri dell’avanzata distruttiva dei gialloverdi, comincino a denunciare che qualcosa non funziona.

È tardi, signori miei. È tardi per quelli che hanno inseguito il cambiamento contro lo stato liberale alleandosi con un libertarismo straccione. Ci vorrà molto molto tempo per ritornare un paese civile, se mai ci riusciremo, e non sarà indolore.

Lo statalismo fricchettone pentaleghista non ha valori!

Anzi la sua forza viene dall’abbattere i punti di riferimento del passato con un gran sbandieramento di slogan contraddittori che sono un minestrone valoriale.

C’è tutto e il contrario di tutto: sostanzialmente è un via libera alla furbizia (lo dimostrano i casi anche personali di Salvini, DiMaio e Dibba and family); non si pagano tasse, si fanno condoni, si gabba la giustizia, si menano i deboli e si tappa la bocca a chi critica – al confronto Berlusconi sembra un dilettante-)

La Manovra del popolo si fa con la pelle del popolo.