La Centralina ex Balzano di Verrès simbolo dell’abbandono di una politica industriale

Sulla Centralina ex Balzano di Verrès, messa all’asta, si conferma che l’improvvisazione non paga e infatti Chatrian e Giunta Marquis devono fare marcia indietro e tentare un rinvio dell’asta: non è un nuovo #metodo ma un brutto metodo.
Per fortuna i Sindaci dell’Unité Evançon ci mettono una pezza, e portano all’attenzione il problema di un’area industriale su cui c’erano e ci sono importanti progetti di sviluppo che rischiano di essere compromessi dalla cessione della Centralina. Emerge la triste considerazione della totale assenza di una politica industriale e di sviluppo dell’area e della bassa valle. 

E pure resta il provvedimento di una vendita frettolosa (forse per far cassa elettorale!) da parte di una maggioranza che ha predicato fino a ieri che l’acqua era un #benecomune.
Inoltre un rinvio di 60 giorni, come sembra proporre l’Assessore Chatrian, senza progettualità da parte della non maggioranza è uno sbiadito tentativo di prender tempo per rimanere poi dell’avviso che vendere la Centralina sia un bene: come a dire se non piove l’erba non cresce, e non c’è nessuna intenzione di irrigare con qualche idea il campo arido! 

Una Giunta, insediatasi per “dispetto”, e che ora si aspetta che altri risolvano i problemi! #senzaidee

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Nella Repubblica dello status quo

Quando la maggioranza dei cittadini è insoddisfatta, critica, arrabbiata (e le ragioni non mancano perché la crisi è stata dura e uscirne è fatica quotidiana); ma in fondo non vuole le #riforme, perché i molti hanno un orticello da difendere, regna un perenne #statusquo. 
A Roma come ad Aosta a parole si parla di cambiamento, di nuovi metodi e programmi: ma tutto resta come prima.
I conservatori non sono più solo nella piccola palude moderata ma a sinistra e a destra dove la frammentazione e la confusione fanno a gara.

Con una differenza sostanziale: le destre sanno che l’avversario politico è tutto il centro sinistra; le sinistre no, prigioniere del loro autoreferenzialismo, vedono avversari anche in coloro che le riforme le hanno fatte, le fanno e vogliono continuare a farle senza aspettare lo tzunami della “rivoluzione” che non arriva mai.
Non ci resta che continuare a lavorare con impegno e serietà per riformare un sistema in cui le nuove generazioni e i più deboli faticano a riconoscersi e a trovare la loro giusta collocazione.

Il governo Gentiloni approva la norma di attuazione sul raccordo fra finanza statale e regionale 

C’è grande soddisfazione per i federalisti del PD della Valle d’Aosta nel constatare che il Governo Gentiloni, espressione del centrosinistra, dimostri sensibilità, attenzione e rispetto alle esigenze espresse dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta rispetto alla delicata questione di una maggiore “autonomia” fiscale.

I tempi con cui è stata approvata la norma di attuazione sono la dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto da tutte le parti e di come il centrosinistra sia concretamente e fattivamente consapevole del ruolo delle Regioni e Province Autonome.

Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato in via definitiva, per mezzo di un Decreto legislativo, la norma di attuazione in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e la finanza regionale. 

Il federalismo che cresce non può che far bene a tutto il paese. In particolare, come sostengo da anni, anche allo sviluppo economico.

La norma di attuazione rafforza le potestà tributarie regionali, accresce autonomia nella determinazione delle aliquote di tributi locali e regionali, e trasforma molteplici imposte, tra cui la tassa automobilistica regionale, in “tributi regionali propri”. Vengono inoltre stabilizzate norme di defiscalizzazione e alcune disposizioni in materia di accise. La norma interessa tributi il cui intero gettito alimenta il bilancio regionale, e detta disposizioni in armonia con i principi del sistema tributario dello Stato.

Tra le novità figura anche l’accoglimento del principio di neutralità nei confronti della finanza regionale delle future norme statali.

L’approvazione consente di disporre di tali potestà non appena pubblicato il Decreto legislativo e quindi già per la formazione del bilancio di previsione per il 2018 e per il triennio 2018/2020.

Lo schema di norma di attuazione era stata votato all’unanimità da parte del Consiglio regionale nella seduta consiliare del 14 luglio 2017. 

La norma di attuazione prevede, in particolare:

l’adeguamento delle competenze della Regione a quelle già previste a favore delle Regioni a Statuto ordinario, a seguito della riforma detta del “federalismo fiscale” e in ultimo disposta dal D.Lgs n. 68/2011. A questo riguardo, sono interessati alcuni tributi minori, tra cui l’imposta sulle concessioni statali per l’occupazione e l’uso di beni del patrimonio indisponibile, la tassa per l’abilitazione all’esercizio professionale, la tassa sull’occupazione di spazi e aree pubbliche regionali, le tasse sulle concessioni regionali e l’imposta sulle concessioni sonore degli aeromobili. Essi diventano tributi regionali propri, nel rispetto delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica, e potranno anche essere soppressi o non istituiti.
Inoltre la Regione ottiene la competenza a disciplinare la tassa automobilistica regionale, entro i limiti massimi di manovrabilità previsti dalla legislazione statale;

l’adeguamento delle competenze della Regione a quello delle Province autonome di Trento e Bolzano, della Regione Friuli Venezia Giulia e della Regione Sardegna in materia di modifica delle aliquote dei tributi erariali per i quali la legislazione statale ne prevede la possibilità e il cui gettito alimenti interamente il bilancio regionale. Tale potestà riguarda sostanzialmente l’IRAP, la cui aliquota potrà quindi essere modificata fino all’azzeramento ed essere oggetto di detrazioni ed esenzioni, nella logica di facilitare il lavoro e lo sviluppo;

la possibilità di istituire tributi propri: tributi regionali, nell’ambito delle materie della propria potestà legislativa e in armonia con i principi tributari dello Stato, per i presupposti non altrimenti soggetti a imposizione, oppure tributi locali nell’esercizio della propria competenza in materia di finanza locale;

la possibilità di disciplinare criteri, modalità e limiti di applicazione in Valle d’Aosta di tutti tributi locali istituti con legge statale, in relazione alle peculiarità territoriali e ai contesti socio-economici, e dunque in riferimento alle caratteristiche del territorio montano valdostano, a cui fa riferimento anche l’art. 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. I tributi interessati sono l’imposta unica comunale (IMU-TARI-TASI), l’imposta comunale sulla pubblicità (ICP), l’imposta sulla pubblicità e pubbliche affissioni, la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP/COSAP), l’imposta di scopo e l’imposta di soggiorno;

la previsione dell’intesa della Regione, ai sensi dell’art. 48bis dello Statuto speciale, riguardo al trasferimento sostitutivo relativo alle accise disposto dall’art. 1, comma 525 della legge 23 dicembre 2014, n.190;

in ambito dello sviluppo agricolo, la possibilità di prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni anche totali a favore delle consorterie e delle altre forme di proprietà o gestione collettiva nel settore agro-silvo-pastorale, in materia di tasse e tributi relativi all’agricoltura e alle attività di trasformazione. Inoltre gli atti e provvedimenti per piani di ricomposizione fondiaria di natura pubblica sono esenti da imposta di registro, ipotecaria, catastale e di bollo;

la neutralità finanziaria nei confronti della Regione e dei suoi enti locali nel caso di eventuali nuove normative di istituzione sul territorio nazionale di nuove forme di imposizione, che richiederanno quindi l’adozione di opportune misure ai sensi dell’art. 48 bis dello Statuto speciale.

I Mao Zedong di casa nostra

L’uso e l’abuso del termine “rivoluzione” o “progressista” da parte di alcuni esponenti politici che non fanno una delibera che cambi nella direzione della grande famiglia del socialismo europeo, PSE, le nostre condizioni di vita e di lavoro è sconcertante. 

L’idea che basti produrre comunicati con la parola “rivoluzione” quasi fossero dei Mao Zedong, che sia sufficiente cambiare le sigle di un governo, occupando sistematicamente le poltrone, con un’operazione che ricorda le liste di proscrizione di Silla, e controllando i media, per creare l’illusione del cambiamento mentre i processi economici, sociali e culturali che sono il prodotto di 30 anni di una gestione del potere, non sono neppure sfiorati, anzi sono riprodotti pedestremente per assenza di idee innovative; è una finzione che non potrà durare a lungo.
Arriva il momento di presentare, oltre ai proclami politici, un documento di programmazione che spieghi la prossima legge di bilancio regionale: e la maschera dei “rivoluzionari” cadrà! 

Lo chiamavano Brindisi

Bellissima iniziativa dell’ANPI che presenta un libro sul partigiano Pietro Parisi della 176a Brigata Garibaldi di Issogne, nome di battaglia Brindisi, che ricorda le sue origini pugliesi e come anche il Sud abbia contribuito alla Resistenza.
Sempre presente (salvo rassime eccezioni) al 25 aprile di Verrès, Pietro è comunemente conosciuto a Issogne, Verrès, Champdepraz, Montjovet e Arnad, da tutti ancora oggi come Brindisi. E tutti hanno potuto assaggiare il vino pugliese o i dolci che ogni anno porta dalla sua Puglia, dove anche il Presidente della Regione Vendola lo onorò con una medaglia per il suo impegno nella lotta al nazifascsmo. Come Pietro, tanti giovani pieni di entusiasmo e di voglia di libertà, oltre a intellettuali e attivisti politici, furono fondamentali per mettere fine alla dittatura e alla atrocità dei nazifascisti.
Brindisi ricorda ancora come grazie al fatto che aveva imparato un po’ di patois riuscì a entrare in contatto e avere l’aiuto della popolazione spaventata dalla feroce dittatura.

Ma la sua storia è molto più ricca, significativa e esemplare; chi non l’ha potuta sentire dalla voce di Brindisi ha l’opportunità di leggere il libro, prezioso documento della vita di un uomo, di un piccolo grande uomo che ha fatto la Resistenza.

#antifascistisempre

La sicurezza è di sinistra? il Ministro Minniti alla Festa dell’Unità a Torino

‪Il sen. @stefanoesposito introduce l’intervista al Ministro #Minniti alla #festadellunità di Torino : la sicurezza è un tema che riguarda la sinistra perché non si riduce a una questione di ordine pubblico ma è un #benecomune‬ perché significa garantire la qualità della vita in particolare delle periferie, e dei cittadini tutti che non hanno la scorta, di chi è più debole e ha diritto di sentirsi e di essere sicuro nella vita di tutti i giorni.
Il Ministro Minniti su #migrazione: noi siamo vicini e ascoltiamo la voce dei cittadini che hanno #paura perché un partito democratico, un partito di sinistra ha l’obiettivo di liberarli da paura; i populisti invece si servono della paura dei cittadini per tenerli prigionieri della paura!

Uscire dal #Caos

Se lo scenario politico valdostano non si dovesse chiarire prima delle elezioni, la prossima legislatura potrebbe riprodurre (causa una legge elettorale “ambigua e/o pasticciata”) le stesse condizioni di ingovernabilità.
La debolezza delle Giunte, e di quella attuale che non ha precedenti, legata a una non maggioranza opportunistica di 16 più 2 voti di emergenza “à la carte” (senza un progetto politico di respiro, senza programmi che guardino al futuro, calata in una dimensione di rincorsa a piccoli “favori” prelettorali e a una fiacca riproduzione dell’ordinaria amministrazione), non può consentire un’azione riformatrice necessaria a uscire dalla crisi economica che ancora morde il nostro tessuto produttivo e il nostro mondo del lavoro, con problemi sia per i giovani che per coloro che a tutte le età hanno perso o perdono un lavoro.
I tempi sono stretti: incombono le elezioni nel 2018.

Ma è un dovere provare a costruire un progetto politico, che possa sostenere una Giunta con un programma riformatore e articolato per dare un segnale di ri-partenza alla comunità valdostana.

Ma ti sembra il momento di “filosofeggiare”?!?

Perché tanto “filosofeggiare” mi dice stamattina un amico al bar…
Mi arrabbio?
Ma no! Ci pensa Groucho, con la sua ironia defatigante che provoca tanti mal di testa a Dylan Dog, a rispondere con un sorriso, reale? o di chissà quale altra realtà!
È sempre un buon momento per “filosofeggiare”… 😊
(Dylan Dog, Cronodramma, n.365, febbraio 2017, p. 55)