In VdA una società più  aperta?

‪A VdA più che coalizioni rabberciate di tante sigle di gruppetti “personali” per salvare i consiglieri regionali serve un vero progetto politico che faccia partecipare la comunità produttiva‬ tutta e le forze migliori della società nella realizzazione di un nuovo modello di sviluppo e di welfare.
Anche il PD dovrà interrogarsi su come rafforzare l’area di centrosinistra riformista e democratica (soprattutto in Valle dove come in tutte le “piccole Italie” non è possibile ricalcare con il fotocopiatore l’esperienza nazionale), fuori da una dimensione autoreferenziale, e allargare la partecipazione a una vasta fetta di società che non è coinvolta nei processi decisionali.
Pongo una prima questione: come costruire una società più aperta?
Importante discutere una nuova legge elettorale (questione preferenze e controllo del voto); ma la società aperta di cui parla la Arendt non dipende soltanto dalla legge elettorale quanto dall'”autonomia” produttiva della società. Serve più mercato e meno dirigismo regionale che genera “immobilismo” anziché sviluppo duraturo e sostenibile.

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