Un sogno, una promessa, una bella realtà: Cioccolato Valle d’Aosta 

Senza sogni, senza una visione del futuro non c’è sviluppo.
Questo il mio piccolo contributo alla politica valdostana: importare e dare concretezza amministrativa alla parola americana “dream” sogno, di cui mi ero innamorato nei libri di storia.

In un anno e mezzo, pieno e intenso, vissuto con passione nella carica di Assessore, grazie alla straordinaria collaborazione di molti, ho cercato di non lasciare che la dura realtà della crisi avesse il sopravvento sulle potenzialità del nostro territorio.

Ho sognato che potevamo riscattarci, senza vivere di assistenzialismo pubblico, dell’elemosina dei contributi, ma con la capacità di autodeterminarci con le nostre forze, il nostro lavoro, il nostro ingegno di imprenditori e lavoratori.

Appena insediato ho fatto una promessa ai dipendenti della exFeletti: tornare a far produrre lo storico stabilimento di Pont-Saint-Martin.

E la scorsa settimana “gli amici” della CIOCCOLATO VALLE D’AOSTA mi hanno chiamato e mi hanno detto vieni a vedere: è partita la produzione. Si è iniziato coi primi 24.000 Kg di cioccolato, per otto varietà di prodotto, fondente, al latte, bianco, all’arancia, al pistacchio, al caffè, alla menta.

Il marchio è MONTE BIANCO, associato a “Italia” e sempre anche a “Valle d’Aosta”.

Lo stambecco è l’immagine. E su ogni confezione viene riportato anche il marchio di fabbrica Cioccolato Valle d’Aosta.
Per ora si sperimenta, utilizzando cacao liquido, poi l’anno prossimo, si tornerà a produrre direttamente il cacao liquido dalla fava di cacao. Ma tra qualche mese si pensa già ad attivare nuove linee, come quella del gianduiotto, e raddoppiare le altre. In prospettiva ci sono i due turni.
Dove va il cioccolato MONTE BIANCO? Per ora all’estero; poi ci sarà un marchio per l’Italia. MONTE BIANCO e Valle d’Aosta andranno a Istanbul con più di 14 milioni di abitanti e in tutte le grandi città turche (79 milioni di abitanti) e a Tel Aviv in Israele, in Grecia, in Macedonia.

Ed anche a Mosca e a Miami in Florida (Stati Uniti) e nelle scatole si pensa di mettere anche una piccola brochure sulla Valle d’Aosta.

Questa è la sinergia di cui parlavo tra i vari settori, dove l’industria non è sganciata dal turismo e dall’agricoltura. 
E dove pagherà le tasse la Cioccolato Valle d’Aosta? Anche questo è un passaggio importante perché abbiamo favorito la decisione di fissare la sede legale ad Aosta, e quindi i capitali esteri favoriranno il bilancio regionale.
Questa è una piccola storia di successo del nostro territorio (ma ne abbiamo tante e tante ne possiamo avere).
Per questo bisogna avere una visione del futuro e non dimenticarsi dell’industria nei programmi di governo e non tornare a promettere contributi a pioggia per alcune categorie “più amiche di altre”, anziché creare vero sviluppo per tutti.

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