Voucher una storia iniziata male, gestita irresponsabilmente e finita peggio.

#Voucher una storia iniziata male, gestita irresponsabilmente e finita peggio.
Alle volte giocando a calcio mi è capitato di perdere 3 a zero. Quando capita non puoi che prendere atto di una sconfitta; nulla da recriminare: hai sbagliato tutto!
Ecco sui #voucher oggi mi sento così. Una sconfitta terribile, che pagheranno come sempre i più deboli (sia i lavoratori, sia i piccoli imprenditori, artigiani, commercianti); non i sindacalisti, non i politici, non i grandi imprenditori e le grandi attività commerciali.

Ma l’amarezza viene anche dal fatto che i miei punti di riferimento politico e sindacale, il PD e la CGIL, non sono mai riusciti a fare peggio.
Certo il governo e il PD tolgono dall’orizzonte un brutto scontro referendario, divisivi per il paese, che avrebbe punito più gli onesti lavoratori e gli onesti imprenditori che i furbi (quelli che hanno abusato dei voucher e che essendo scorretti si inventeranno nuove forme di sfruttamento). Si evita il problema ma non lo si risolve. 

Ora non resta che inventarsi una nuova formula per regolamentare quella che è una realtà: esiste un lavoro molto saltuario, legato ad esigenze particolari che nelle piccole realtà non può essere gestito da una riorganizzazione del processo produttivo. Un’opportunità per chi per mille motivi (studio, famiglia) non può e non vuole un lavoro stabile. Per inventarla occorrerà smetterla con lo scontro ideologico a prescindere e ci vogliono le parti sociali tutte al tavolo della politica. Un percorso non facile e che non si può improvvisare.
La Cgil, il sindacato che ha condotto difficilissime trattative sui tavoli della Fiat, sapendo sempre anteporre gli interessi generali e del lavoro a quelli della propria sigla e dei propri leader (ricordo le contestazioni a Luciano Lama), decide di usare la tagliola del referendum per risolvere una questione complicata. Colpa dei governi? Ma se anche il sindacato insegue il populismo, continuando le rotture del fronte sindacale (fermo alle divisioni post belliche), anziché perseguire la logica del confronto, anche estenuante per migliorare la realtà, non avremo norme migliori: perché le buone leggi sono frutto di compromessi, in cui non ci sono i vincitori e i vinti, ma una larga maggioranza che trae beneficio dall’innovazione normativa.
La mia speranza di sanzionare duramente l’abuso dei voucher e di regolamentarne meglio l’uso è andata a farsi benedire.

Su questo ho perso 3 a zero.
Non piango la fine dei voucher in sè; piango l’incapacità di tutta la politica e del sindacato di non riuscire a normare meglio in Italia quello che nel mondo è una prassi normale.
E cercherò di superare la grande amarezza perché le tante persone che stimo nel PD e nella Cgil, di cui conosco sensibilità e intelligenza sul tema, non siano state capaci di trovare una soluzione per il bene del paese.
Da oggi però si elaborino subito le proposte alternative che scongiurino il ricorso al lavoro nero o riducano le opportunità di lavoro (anche quello frammentato e saltuario che esiste e non può essere cancellato con una legge.)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...