Cioccolato VALLE D’AOSTA: si parte!

Ci sono giornate che ti segnano la vita. 

Nel Settembre 2015, appena eletto Assessore alle Attività produttive mi trovai ad affrontare la chiusura definitiva della Feletti di Pont-Saint-Martin. Fu drammatico incontrare i lavoratori. I giornali titolavano a caratteri cubitali “Feletti chiude: Licenziati i 15 dipendenti”.

Ieri invece, 10 mesi dopo, la Cioccolato Valle d’Aosta, nata già a febbraio 2016 ha visto la registrazione definitiva dell’atto di acquisto dello stabilimento di Pont-Saint-Martin, grazie all’impegno finanziario dei nuovi proprietari che fanno parte di un gruppo agroalimentare turco.

Vi assicuro che è stato emozionante varcare la soglia di uno stabilimento che torna a vivere. E la cosa più bella è stato entrare di nuovo in fabbrica con la proprietà e i lavoratori: insieme. E durante la prima riunione sentire dire ai lavoratori ex Feletti: “la prossima settimana sei assunto”.

Son tempi duri. Non basta un singolo episodio. Ma l’operazione Cioccolato Valle d’Aosta è una vittoria importante per la nostra piccola comunità valdostana e la bassa valle in particolare.

Non dobbiamo arrenderci, dobbiamo accettare la sfida continua del mercato globale e vincerla.

Ma oltre alle emozioni ci sono anche considerazioni di carattere economico e politico che voglio richiamare.

1. È possibile fare attività industriale in Valle d’Aosta, ma occorre innovare e investire nella qualità del prodotto, nella tecnologia produttiva e soprattutto nella formazione dei tecnici e dei lavoratori. Uno stabilimento industriale è una ricchezza per tutto il territorio.

2. Cioccolato Valle d’Aosta, anche se a capitale estero, ha sede legale in Aosta, e quindi le tasse versate rientreranno in Regione, grazie al nostro riparto fiscale.

3. L’operazione si è resa possibile grazie al supporto di Finaosta che ha attentamente vagliato il business plan e sosterrà con un mutuo garantito di 4 milioni di euro i primi ingenti investimenti di riamm0dernamento strutturale, di acquisto di nuove macchine e impianti, di materie prime e del costo del lavoro nel primo anno di avvio dell’attività. Abbiamo operato come un’Amministrazione efficiente.

4. Anche i professionisti privati, commercialisti, che seguono la Cioccolato Valle d’Aosta si sono dimostrati all’altezza di una difficile operazione finanziaria, dando prova di una comunità tutta all’altezza della sfida. Inoltre si conferma che le ricadute economiche dello stabilimento, vanno oltre i dipendenti. Riguardano professionisti e presto anche imprese locali per gli interventi edili.

5. Un marchio che contiene il nome della Valle d’Aosta associato a montagne con la neve, che potenzialmente ha già un mercato in Medio Oriente e in Asia centrale, è un veicolo promozionale importante per una Regione turistica come la nostra, con ricadute anche nel settore agricolo strettamente legato allo sviluppo turistico.

6. Un’impresa nuova, lo dice il termine stesso è una difficile avventura: c’è tanto da lavorare. Ma già solo aver accettato la sfida ci ridà voglia di fare e di guardare con speranza al futuro.

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