Programma per l’innovazione e lo sviluppo 2016/2018

Approvato il Programma per l’innovazione e lo sviluppo dell’industria e dell’artigianato 2016-2018Seduta consiliare dell’8 giugno 2016

Nella seduta dell’8 giugno 2016, il Consiglio Valle, con 28 voti a favore (UV, UVP, SA, PD-SVdA), 1 contrario (M5S) e 5 astensioni (ALPE), ha approvato il Programma pluriennale per l’innovazione e lo sviluppo dell’industria e dell’artigianato 2016-2018.
Il Programma, che è stato illustrato dall’Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, Raimondo Donzel, declina le linee di intervento e le azioni specifiche a sostegno della domanda, del marketing territoriale e delle iniziative di attrazione, della nuova imprenditorialità, dello sviluppo delle reti, della capitalizzazione, del raccordo tra imprese e Centri di eccellenza nonché il sostegno finanziario alla ricerca e all’innovazione.
«Il documento è stato presentato in anticipo in Commissione, prima ancora dell’approvazione in Giunta, a dimostrazione di un’attenzione particolare a utilizzare un metodo di lavoro innovativo e partecipato – ha detto l’Assessore Donzel -. Nasce dal confronto con tutte le parti sociali, da cui sono scaturiti una collaborazione attiva, un atteggiamento costruttivo e propositivo. Questo programma ha grande importanza, teniamo conto che dal 2012 non avevamo un vero e proprio documento del genere, in quanto si era rinviata l’elaborazione di un nuovo piano per coordinarsi con il Programma Operativo Regionale 2014-2020 e utilizzare correttamente i fondi europei. In Valle d’Aosta dobbiamo affrontare una doppia crisi: una iniziata nel 2007 negli Stati Uniti, i cui strascichi sono purtroppo ancora attuali e che rappresenta un fenomeno mai accaduto; la seconda deriva invece dagli interventi sul bilancio regionale operati dal 2010 da parte dei Governi nazionali. Il settore industriale aveva perso importanza strategica, invece è tornato ad essere strategico, e da valorizzare all’interno dell’economia valdostana, in un’ottica di ripresa che non può basarsi solo sull’occupazione diretta o indiretta dell’Amministrazione pubblica.»
«Questo piano – ha proseguito l’Assessore Donzel – è orientato alla sostenibilità ambientale, segue la logica di green economy, perché possa essere a sua volta da volano al principale settore economia valdostana, ovvero il turismo. Il sistema produttivo industriale, ad eccezione dell’edilizia, ha una buona tenuta nonostante la doppia crisi, perché i committenti provengono da fuori Valle. Il nostro territorio ha ottime risorse, ha atout da cui partire. Le criticità riguardano una realtà caratterizzata da piccoli numeri, dai trasporti, dai disguidi legati alla ferrovia, dall’abbandono scolastico che determina poca professionalità.»
«Per superare la doppia crisi e le difficoltà non ci siamo limitati a raccontare un sogno, ma, come ci ha insegnato Adriano Olivetti, “un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”. Proprio la concretezza di questo Programma lo rende innovativo: i suoi numeri sono veri e si stanno già sviluppando azioni concrete. Non è una dichiarazione di intenti, ma si sta già procedendo per realizzare interventi reali, per sviluppare una rete. Continuare a veicolare una cultura imprenditoriale sarà una sfida difficilissima: nel passato le persone erano orientate alle assunzioni nella pubblica Amministrazione, ora la situazione è cambiata, ma per fortuna i giovani hanno risposto bene; sta a noi lavorare per adeguare il sistema, in primis con la formazione professionale.»
L’Assessore Donzel ha quindi concluso: «Molti siti che sembravano ormai persi sono oggetto di progetti su cui si sta intervenendo: pensiamo al ritorno del cioccolato in Valle d’Aosta. Ovviamente le assunzioni non possono concretizzarsi da un giorno all’altro, ma ci saranno, ci vogliono i tempi tecnici per realizzare impianti e linee produttive. Gli insediamenti industriali stanno rivivendo, la Valle d’Aosta è nuovamente attrattiva, da imprese locali o provenienti da fuori Valle: la macchina si è rimessa in moto nel modo più adeguato ma dobbiamo essere sempre più flessibili e mantenere una visione generale. Io penso che la Valle d’Aosta si rialzerà.»
La Consigliera Patrizia Morelli, confermando l’astensione del gruppo ALPE, ha osservato: «Dal fattivo lavoro in Commissione abbiamo avuto modo di verificare direttamente quanto sia possibile uno sviluppo industriale della Valle d’Aosta, che non può prescindere dall’armonizzazione di tutti i diversi settori. Il clou è la sostenibilità di un’attività che deve poter convivere con altre e deve far sì che la nostra regione possa vedere valorizzate le proprie risorse ambientali e la propria tradizione industriale. Il settore manifatturiero occupa comunque, nonostante la crisi, il 22% della manodopera. Colpisce il fatto che sia per le attività industriali sia per quelle artigianali la maggior concentrazione sia nella fascia da 0 a 5 addetti; chissà in quante di queste l’addetto è il solo titolare. È un problema cui si può parzialmente ovviare favorendo la messa in rete delle aziende. I punti di forza sono rappresentati dalla qualità e l’unicità del territorio, dall’alta partecipazione e disoccupazione al di sotto della media nazionale, dall’autosufficienza energetica sostenibile. Tra i punti di debolezza, i piccoli numeri, la bassa apertura del sistema locale a realtà extraregionali, la disoccupazione giovanile, le difficoltà del trasporto pubblico, il tasso di abbandono scolastico, la mancanza di manodopera specializzata. Vanno fatte riflessioni sull’Università, sulla contraddizione per cui i laureati non trovano lavoro e le attività produttive richiedono titoli di studio inferiori. Non siamo all’anno zero, ma, vista la rivoluzione degli ultimi anni per effetto della crisi, ci dovrà essere un nuovo inizio. Sarà necessaria un’azione di rilancio importante nei campi della formazione e del marketing, bisognerà cercare di sopperire ad alcuni ritardi (banda larga, trasporti, semplificazione burocratica).»
Il Vicepresidente Roberto Cognetta (M5S) ha affermato: «Questo Programma non mi soddisfa perché, pur dando buone speranze, non prende di petto le reali esigenze e le varie problematiche. Stiamo parlando di settori in grande difficoltà. Do atto all’Assessore delle sue buone volontà, ma non basta: il Governo deve mettere in campo azioni incisive, anche se certamente la conformazione del territorio non facilita. Vanno fatti sforzi ulteriori. Per tutte queste ragioni, il mio voto sarà contrario.»
Il Capogruppo della Stella Alpina Pierluigi Marquis ha sottolineato: «Il Programma arriva al termine di un percorso di due anni, è figlio della strategia di sviluppo intelligente varata nel 2014 per analizzare gli indirizzi di rilancio del sistema produttivo valdostano ricomprendendo tutti i comparti per creare sinergie utili per garantire lo sviluppo. Era allora emersa l’opportunità di puntare sul brand Valle d’Aosta, sulla montagna sostenibile, all’eccellenza, di avere un atteggiamento di sostegno più selettivo rispetto al passato. Il Programma contiene linee di intervento innovative, confacenti alle nuove esigenze, oltre ad un importante contributo per nuovi insediamenti, per attrarre nuove opportunità, partnership con altri territori. È un Programma che presenta iniziative che ricoprono lo spettro delle esigenze che sono state rappresentate e utilizza in maniera efficace le risorse a disposizione. Da oggi si può partire con un approccio nuovo, coerente alle esigenze attuali per rilanciare un comparto quanto mai importante.»
Per il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian, «dalle parole si deve passare velocemente ai fatti. Importanti segnali arrivano dall’industria alimentare, dall’industria del legno e dei prodotti derivati: qui ci sono spazi per aggredire il mercato anche fuori dalla Valle d’Aosta grazie alle maestranze che solo noi abbiamo. Analoga considerazione per il settore del mobilio. In merito agli aiuti, dobbiamo far conoscere le varie possibilità agli imprenditori. Questo documento è una piattaforma interessante, bisogna però saper raccordare tutte le risorse per rilanciare il settore e creare posti di lavoro potenziando soprattutto la formazione.»
Il Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy ha evidenziato: «Questo documento trova il nostro appoggio perché unisce progetti a prospettive di lavoro. Potremo giorno dopo giorno completarlo e adattarlo alla nuova vita del settore, all’evolversi del mercato con provvedimenti concreti. Attraverso questi dati si può analizzare la realtà e agire al meglio: l’industria non è un elemento isolato, ma va fatto un lavoro anche a livello culturale che darà col tempo i suoi frutti. In passato si veniva a cercare un territorio non pronto, che non aveva lavorato sulle reali necessità. Questo documento vuole creare una programmazione che sappia valorizzare le enormi potenzialità che già ci sono e che si creeranno ulteriormente.»

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