vado a votare!

Una mattina di primavera, mentre i raggi del sole accarezzano le cime delle montagne e una dolce brezza spira cullando gli alberi, Socrate va al mercato di #Aosta.

– Socrate? Ma chi? Il filosofo ateniese?
– il coraggioso soldato, il cittadino impegnato in tante discussioni, l’amabile convitato ai banchetti, colui che interroga gli uomini pieni di verità, l’uomo che coltiva il dubbio prima che le certezze, colui che sa far partorire idee “nuove”; non so se si possa chiamare filosofo colui che sa di non sapere, ma vi assicuro che è lui.
– allora è risorto?
– mi è facile sostenere che il suo spirito non sia mai morto.
– un fantasma?
– con la sua faccia florida e il grande naso schiacciato, lo sguardo sornione, l’ironia delle parole, il fare sarcastico e i suoi abiti dimessi, direi che è proprio lui.
– e cosa ci fa al mercato di Aosta?
– si vuol comprare un paio di mocassini (con gli anni non ne vuol più sapere di camminare scalzo) e come suo solito si ferma a parlare con la gente.
– e cosa gli dicono?
– gli chiedono se sia candidato a sindaco o chi sia la persona migliore da votare come sindaco o se sia possibile avere un buon politico.
– ma esiste il buon politico? cosa gli dice Socrate?
– bé, Socrate in realtà fa delle domande.
– Ma come! Socrate viene ad Aosta, non ci spiega nulla ma fa delle domande? Che strano quest’uomo! E cosa chiede?
– chiede se il nostro sia un sistema democratico o aristocratico o monarchico.
– sarà pure un brav’uomo; ma a me pare un altro chiacchierone a buon mercato.
– vieni a sentirlo direttamente; è qui all’angolo che beve un prosecco con un gruppo di amici.
Socrate: dunque se avete un sistema democratico siete voi cittadini che scegliete chi vi governa. E allora tocca a voi scegliere il buon politico?
– ma come facciamo? 
Socrate: cosa fa vostra moglie quando il rubinetto perde?
– mi sa che i “bianchetti” ti danno alla testa.
– già troppe bollicine nel cervello; mica è acqua del rubinetto questa.
– ah, ah, altro che in vino veritas; abemus pietas.
Socrate: dunque non sapete neppure cosa fa vostra moglie?
– ma certo, chiama l’idraulico.
– è sempre più difficile trovarne.
– non c’è lavoro ma trovare un buon idraulico è un’impresa.
Socrate: se per caso l’idraulico non riesce a riparare il guasto o dopo pochi giorni il problema si ripresenta cosa fa vostra moglie?
– lo richiama e senza ripagarlo due volte.
– ne chiama uno migliore.
Socrate: e come lo trova quello migliore? (sussurrando) a meno che non sia una scusa per far venire a casa l’idraulico.
– bada a quello che dici: mia moglie è fedele!
(Sorrisini dei presenti)
– lo cerca tra quelli delle pagine gialle.
– chiede alle vicine, si informa.
Socrate: quindi non si fa aiutare dal primo che passa in strada?
– se proprio fosse un’emergenza, la casa allagata.
– ma meglio in ogni caso un artigiano dì professione!
– e ora che abbiamo riparato il rubinetto, cosa ci dici del politico?
Socrate: che buono il pane di Aosta, ma se le vostre mogli o compagne ne comprassero di cattiva qualità non cotto o non lievitato, o voi stessi che collaborate alle cure famigliari, cosa fareste se il pane acquistato fosse troppo salato o poco fragrante?
– che sciocchezza è mai questa?! reclamerei presso la panetteria.
– gli porterei indietro il pane cattivo.
– cambierei negozio o supermercato.
Socrate: è come sceglieresti il nuovo panettiere?
– chiederei agli amici.
– proverei un nuovo negozio.
– assaggerei il pane prima di comprarlo.
– di certo chi mi ha fregato una volta non mi becca più.
Socrate: e non rinuncereste al pane come non rinunciate ad avere l’acqua in casa?
– ma sono beni essenziali.
– non se ne può fare a meno. 
– a costo di mettermi a fare io il panettiere o l’idraulico.
Socrate: dunque ti metteresti in gioco? In prima persona?
– sì, mi farei spiegare, mi farei aiutare.
– trafficherei un po’, sudando anche sette camice, ma forse ci riuscirei meglio di un incapace.
Socrate: per dei beni essenziali sareste pronti a fare di tutto per avere il meglio?
– (in coro) assolutamente sì!
– sì, sì, anch’io.
Socrate: per un bene importante come la salute vi curereste da soli?
– non esagerare: un buon medico ci vuole.
– si cerca quello bravo.
Socrate: e come?
– chiedi un parere ad amici fidati.
– vai in un buon ospedale che abbia una buona fama.
– cerchi una clinica che selezioni bene i suoi medici: gente con titoli ed esperienza, tanta esperienza.
Socrate: infine per ciò che vi sta a cuore, sapete come sbrigarvela?
– puoi starne certo!
– eccome!
Socrate: e allora scusate perché non vi date da fare per il bene più prezioso che avete: la Libertà?
– e cosa c’entra?
– certo che mi do da fare!
– guai a chi me la tocca!
Socrate: in quali sistemi si può parlare di Libertà? Nelle dittature?
– no, no, ci vuole la democrazia.
Socrate: non dicevate all’inizio che il vostro è un sistema democratico?
– sì, ma…
Socrate: vi sta a cuore la Libertà? e non vi sta a cuore il sistema democratico?
– già, ma il nostro non funziona.
– i politici rubano!
– e guadagnano, ma dormono e non fanno nulla per noi?
Socrate: e voi che fate?
– io non ne voglio più sapere.
– pensa che sono qui nel mercato a chiedere voti: eccone uno là in fondo.
– ah, io quello non lo voto; non vado neanche a votare.
– io sono anni che non voto!
Socrate: preferite la casa allagata, mangiare pane cattivo e lasciarvi morire anziché curarvi?
– bevi troppo Socrate, sei tornato indietro.
– ti abbiamo detto che sappiamo come fare a cavarcela.
– sei tu che non hai detto nulla sul buon politico.
Socrate: siete voi che dovete bere di più e illuminarvi. Perché se sapete come trovare soluzioni ai problemi di ogni giorno non trovate la soluzione al problema più importante: garantirvi la Libertà?
– ce la vogliono togliere. 
– decidono senza di noi.
Socrate: e allora non andate a votare? e allora non fate lo sforzo di cercare un buon programma e un buon candidato? e allora non studiate e non vi preparate per essere coi dei validi candidati?
(bisbigli)
Socrate: devo andare.
– e dove vai?
– ma no, rimani, dai, che qui si fa festa fino a tardi.
Socrate: scusate ma ho troppo a cuore la Libertà: vado a votare!
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