Collocamento a riposo d’ufficio: ieri sì, oggi no… perché?

Il mancato collocamento a riposo d’ufficio dei dirigenti scolastici è stato l’argomento di un’interpellanza posta dal gruppo PD-SVdA nella seduta consiliare dell’8 aprile 2015.

Il Consigliere Raimondo Donzel ha spiegato che la Sovraintendenza agli studi, contrariamente a quanto accaduto in passato, non ha provveduto al collocamento a riposo d’ufficio di quei dirigenti scolastici che hanno maturato i requisiti sia per la pensione sia per la pensione anticipata. Questa procedura discrezionale, ha precisato, determina una palese disparità di trattamento dei dirigenti scolastici nel corso degli anni e comporta un blocco generazionale nella possibilità di accedere al concorso dirigenziale che in conseguenza non è stato bandito. Ha allora chiesto chiarimenti del perché non si sia provveduto al previsto collocamento a riposo d’ufficio.

L’Assessore all’istruzione e cultura ha risposto che non ci si è avvalsi della facoltà di risolvere, a decorrere dalla maturazione del requisito di anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento, il rapporto di lavoro anche del personale dirigenziale, per non causare pregiudizio al regolare funzionamento delle Istituzioni scolastiche. L’Assessore si è quindi soffermato sulle motivazioni di tale scelta: innanzitutto, ha spiegato, la risoluzione unilaterale dal 1° settembre 2015 del rapporto di lavoro dei tre dirigenti scolastici in possesso dei previsti requisiti pensionistici avrebbe determinato la vacanza di tre posti, alla cui copertura non si sarebbe potuto provvedere integralmente, in quanto nella vigente graduatoria del concorso sono presenti solo due aspiranti idonei; si sarebbe quindi dovuto affidare un’Istituzione scolastica a reggenza per l’anno scolastico in corso, comportando però ripercussioni negative. La situazione di pregiudizio così causata sarebbe stata ulteriormente aggravata dal fatto che dal 1° settembre prossimo saranno abrogati l’esonero e il semiesonero del docente per l’esercizio delle funzioni vicarie.

L’Assessore ha poi specificato che dal 1° settembre 2016 potrebbero cessare volontariamente dal servizio altri due dirigenti. In questa prospettiva, l’esercizio della facoltà di risoluzione unilaterale dal 1° settembre 2015 nei confronti dei tre dirigenti scolastici, con effetti pregiudizievoli già per l’anno scolastico in corso, avrebbe arrecato ulteriore e maggiore pregiudizio per il prossimo anno. Non solo, l’esercizio della facoltà di risoluzione e la conseguente assunzione di due nuovi dirigenti scolastici dall’anno scolastico 2015/2016 comporterebbe l’esaurimento della graduatoria concorsuale e, quindi, la mancanza di una graduatoria utilizzabile per la copertura dei due posti potenzialmente vacanti dal 1° settembre 2016, da affidarsi a reggenza.

Il Consigliere Donzel ha sottolineato che se davvero la reggenza arreca danno, anziché consentire il funzionamento corretto delle scuole, l’Amministrazione regionale dovrebbe prendere provvedimenti, in particolare in bassa Valle dove esistono delle reggenze di lunga data. Invece, ha sostenuto, è stata compiuta una scelta miope che oggi ha penalizzato gli insegnanti in graduatoria e quelli che avrebbero aspirato a vincere un concorso. Il ragionamento non sta in piedi, ha concluso Donzel, non è giustificabile far aspettare due o più anni per un avanzamento di carriera.

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