Ballottaggio per disperazione ad Aosta? No, grazie… Ci sono Centoz/Marcoz!

In molti Comuni della Valle d’Aosta ci sarà un acceso confronto elettorale per stabilire chi avrà la responsabilità dell’amministrazione fino al 2020. È un bene che sia così (a meno che si sia trovata una mediazione tale da far convergere più sensibilità in un’unico progetto ed un’unica lista plurale). La democrazia è confronto prezioso tra proposte diverse per il bene comune dei cittadini.

Ad Aosta invece, mentre la colazione UV-SA-PD-CreareVda ha fatto una proposta di governo della città, in tanti, con mia personale sorpresa, anziché proporre “un’alternativa di governo”, si affannano a far nascere una pluralità di liste “contro” per andare verso un “fantasioso” ballottaggio dell’ingovernabilità. 

Infatti se mai si dovesse produrre un simile risultato, ossia che la coalizione a sostegno di Centoz/Marcoz non dovesse raggiungere il 50% +1 dei consensi, le cosiddette liste di “opposizione” che vanno dall’estrema destra all’estrema sinistra, passando per forme di estremismo autonomista, si troverebbero nell’impossibilità di governare la città.

È inverosimile che chi non è riuscito a trovare una mediazione prima del voto su un programma e su delle candidature a sindaco e vicesindaco (litigando per un posto in lista) possa dopo il voto in pochi giorni darsi un programma e collaborare fattivamente.

È poi assurdo che chi a sinistra era “terrorizzato” dai moderati di CreareVda e Stella alpina possa fare fronte comune con Lega Nord e Casa Pound al ballottaggio!?!

Che ci siano rivalità personali e ambizioni di singoli a falsare la buona politica (è così da sempre) ma non fino al punto che chi continua a dare lezioni di politica al di là dei partiti non veda questo problema macroscopico.

E se una lista singola dovesse vincere il ballottaggio si prenderebbe da sola tutti i 20 posti della maggioranza lasciando alle altre 10 liste i 9 posti di opposizione, con il risultato che anche con oltre 1000 voti alcune liste non avrebbero rappresentanti in Comune. Per gli autonomisti non è un problema: di riffa o di raffa (leoni rampanti, dorati, rossi, galletti) loro in qualche modo ci saranno. Ma la sinistra forse doveva valutare meglio i rischi del correre divisi e di portare ad Aosta lo scontro nazionale con Renzi, perdendo di vista l’opportunità di tornare a governare la città.

Ridurre le elezioni comunali, quando non si hanno argomenti seri sul confronto (utile per tutti) sui contenuti, al solito referendum su “Rollandin” è sminuente per l’intera città di Aosta che si merita molto di più (anche perché non si capisce il senso dell’evocare lo scontro sul livello regionale quando sul territorio ci sono le più svariate alleanze con l’UV e le combinazioni più fantasiose con la SA…)

Se non avevo dubbi sin dall’inizio a sostenere ad Aosta la candidatura a Sindaco di Fulvio Centoz con un dinamico e propositivo programma di centrosinistra che impone una vera discontinuità ad Aosta, ora vedo in Centoz/Marcoz  l’unico progetto che abbia credibilità contro il gioco allo sfascio, al caos, in un momento di grave crisi economica e sociale che richiede con urgenza azioni concrete e costruttive.

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