La ripresina e la disoccupazione: in VdA la situazione è più dura che in Italia

I dati nazionali sembrano confermare che i conti italiani (rapporto Pil e il deficit pubblico scenderà al 2,6%, quindi sotto la soglia del 3% prevista dagli accordi europei) sono in ordine…
(e non è poco vista l’era Berlusconi…).

Ma la ripresa è solo una ripresina, col Pil che cresce solo dello 0,6%, e dunque la politica di rigore sulla spesa pubblica non prende solo la piega della “razionalizzazione” e del “taglio ragionato” (e i margini ci sono), ma rischia di incidere negativamente su risorse per welfare, scuola, sanità, enti locali.

Resta e cresce il problema numero 1 della crisi: la disoccupazione (stimata prudenzialmente al 12,8%); e con la disoccupazione la povertà crescente (sottostimata).

Non siamo nei guai come la Grecia: ma molto resta da fare per uscire dal guado di questa lunga interminabile crisi. Occorre far ripartire gli investimenti!

In Valle d’Aosta la situazione è più preoccupante.
La nostra struttura economica non è trainante o indipendente ma va a rimorchio della “ripresina”, quindi persistono timori che l’industria turistica avanzi tra alti e bassi. Perdura invece la crisi del settore zootecnico e industriale su cui bisogna tornare a credere e investire.

Una luce viene dal fatto che il dato sul reddito medio procapite tra i più alti d’Italia dice che le potenzialità di investimenti privati ci sono: bisogna che i valdostani credano in se stessi (come in tutto il mondo accade per l’impresa privata) e creino, inventino, lavorino per generare sviluppo per tutti anziché vivere di rendita.

Il vero punto debole resta la disoccupazione e la crescita della povertà più difficile da “vivere” in una Regione “ricca”, con un costo della vita molto alto e dove si era quasi sfiorata la piena occupazione solo pochi anni fa…
Qui mi pare indispensabile l’intervento pubblico per portarci fuori dalla crisi! Lo dico dal 2008 e lo riaffermo ancora con più forza nel 2015.
Per questo serve un #cambiamento!

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