Lettera di insegnanti su Progetto École VdA

Pubblico un’importante lettera di insegnanti su Progetto École VdA…

Aggiungo ciò che nessuno dice mai e non vuol ricordare: è stato il solo Pd-SinistraVdA nel 2014 a riportare a ragione Assessore e V commissione che volevano far partire il progetto École VdA già il 1 settembre 2014; e ci siamo riusciti, non sollevando obiezioni ideologiche, ma semplicemente chiedendo il rispetto delle norme sulle iscrizioni degli alunni e il CCNL degli insegnanti…
Nessuno si era accorto che era inapplicabile!!!

Fermo restando che il Pd-SinistraVdA ha rimarcato che vuole una scuola di qualità per tutti come prevede la Costituzione e che l’inglese deve arrivare agli alunni, sia a quelli di Chamois e Valgrisenche quanto a quelli delle scuole del centro di Aosta… La scuola di montagna per il Pd-SinistraVdA non è solo un edificio ma è anche la qualità dell’insegnamento…

Quindi l’Assessorato ha ripiegato su una scelta “sperimentale” nel quadro della legge regionale per l’Autonomia ma non ha seguito la regola base per far crescere una sperimentazione: spiegarne con pazienza le ragioni e ascoltare e accogliere i suggerimenti degli insegnanti e dei dirigenti, evitando il fallimento come le riforme nazionali, calate sempre più dall’alto senza un adeguato dibattito culturale (solo per far quadrare i conti!)…

Scrive la maestra Simona Campo sulla sua pagina Facebook:
“Alcune colleghe insegnanti mi hanno fatto pervenire questa nota. Condividendone il contenuto ritengo sia utile pubblicarla per fare capire che il no di molti collegi docenti al progetto “École en langues VDA” non è dovuto a una non condivisione dei principi alla base del progetto.
Il no al progetto nasce dalla preoccupazione per l’eccessiva fretta con cui si vuol far partire la sperimentazione, senza che vi sia stata una adeguata riflessione sul tema dell’educazione bi-plurilingue, né sulle reali esigenze dei bambini, né tanto meno sul diritto di ogni bambino ad avere uguali opportunità di apprendimento.

“ÉCOLE EN LANGUES VDA: LE RAGIONI DEL NO.”

Offrire alle famiglie una scuola pubblica in grado di permettere alle nuove generazioni di affrontare le sfide del futuro con strumenti adeguati è un nobile obiettivo facilmente condivisibile da tutti.
Una formazione plurilingue è universalmente auspicata da tempo e il progetto pilota “École en langues VdA” va sicuramente in questa direzione.
Tuttavia, per noi docenti di scuola primaria è difficile aderire per diversi motivi. Abbiamo diverse perplessità che desideriamo portare all’attenzione di tutti.
I docenti della scuola primaria, cioè coloro che dovranno realizzare concretamente il progetto, in fase di progettazione non sono stati consultati.
Il corpo docente è venuto a conoscenza delle linee guida del progetto, per la prima volta, intorno alle vacanze di Natale ed è stato chiamato a decidere in merito nel giro di pochissimo tempo sulla base di poche e generiche linee guida.
La facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell’Università della Valle d’Aosta, il luogo dove per eccellenza si formano gli insegnanti dell’attuale e futura scuola valdostana, non è stata in alcun modo coinvolta né per l’aspetto linguistico, né per l’aspetto pedagogico-didattico, né per l’eventuale formazione dei docenti.
Riteniamo che un progetto di tale portata, prima di essere lanciato, debba essere condiviso, declinato e approfondito con tutte le parti in causa: al tavolo di lavoro mancavano gli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria ed esperti di pedagogia e didattica.
Condividiamo i valori che sostengono tale progetto, ma riteniamo anche che, per avviare un “percorso formativo di matrice internazionale”, occorrerebbe aggiornare i programmi di attuazione dell’insegnamento bilingue in Valle d’Aosta (les Adaptations del 1984) e fare tesoro delle esperienze bi-plurilingui di questo trentennio, valorizzando in questo modo la professionalità dei docenti.
I principi fondanti del progetto pilota “École en langues VdA” esiste già nella misura in cui nella nostra scuola si rispettano gli articoli 38/39/40 dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta.
Una scuola che metta al centro il bambino, che valorizzi il suo benessere e la sua crescita personale, che contribuisca alla formazione del pensiero, all’acquisizione e al consolidamento delle competenze, può essere promossa rendendo minoritaria la lingua madre rispetto alle lingue straniere?
Siamo sicuri che una scuola che prevede 5 ore di italiano e 13 ore di francese e 12 di inglese possa veramente offrire delle opportunità di apprendimento ai bambini in difficoltà che necessitano di supporti specifici?”

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