#Bilancio2015: per noi nessuno deve essere lasciato indietro! Abbandonato ad affrontare da solo la crisi…

Il Capogruppo del PD-SinistraVdA, Raimondo Donzel, ha aperto gli interventi del pomeriggio, sottolineando che «come ci ha insegnato Simone Weil, da soli non si fa gran strada, la scelta delle democrazie è chiara: più persone concorrono a tracciare una strada. Ed è quello che noi vorremmo fare con il bilancio.

Con questo dibattito, si è aperta una fase congressuale da parte dei movimenti autonomistici, noi in questa sede intendiamo ribadire che solo se ci sono le condizioni programmatiche di cambiamento, il dialogo proseguirà.

Se, invece, siamo qui per fare teatro di facciata per salvare il disastro politico, perché da quello economico non ci si salva con questo bilancio, sicuramente non ci sarà il nostro consenso.

Questa non è la strada per rendere migliore il Consiglio regionale: servono trasparenza e serietà e noi, in questi anni, non abbiamo visto scelte strategicamente decisive per la tutela del lavoro e dei cittadini.»

Analizzando la parte delle entrate, il Consigliere ha detto che «un ripensamento va fatto, ma sicuramente non siamo in mezzo ad una strada perché il nostro ordinamento finanziario ci assicura i 10 decimi sulle imposte.

La mascherata che la maggioranza continua a fare contro lo Stato nasconde la mancanza di serietà e di responsabilità nel gestire le risorse disponibili. Noi non ci stiamo. Lo Stato italiano non funziona; ma anche la Regione Valle d’Aosta è gestita male, in alcuni casi molto male.

Le scelte politiche messe in campo registrano una riduzione della spesa del 2% per gli organismi istituzionali della politica, mentre all’agricoltura si tolgono il 50% e agli investimenti il 31%.

La classe politica e dirigente deve invece dare un segnale forte alla comunità valdostana, iniziando a fare per prima i sacrifici richiesti ai cittadini.

Nel settore della scuola, ci sono delle eccellenze, ma l’abbandono scolastico è in aumento, l’edilizia scolastica è disastrata e si continua a tagliare sul diritto allo studio universitario.

Non ci sono soluzioni per risolvere la crisi dell’industria e dell’artigianato, si perde tempo. Non si stabilizzano i precari anche se in molti casi si risparmierebbe denaro pubblico.

La sensazione è che si stia abbandonando la comunità: molti sono lasciati soli ad affrontare la povertà;

noi, invece, non vogliamo abbandonarli e vogliamo trasformare il sistema valdostano, anche per garantire a tutti una chance di lavoro e di vita.»

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