Riflessione della domenica: che fine farà il #latte di montagna…

Un bel secchio di latte appena munto…
L’abbondante schiuma indica sia la qualità del latte sia l’abilità del mungitore…

Che ne sarà di questo prodotto?

Questo secchio di latte, munto alle 5,30 del mattino, circa 9 litri, di bovine valdostane al pascolo a circa 800 metri sul livello del mare su prato spontaneo biologico, vale circa 3,42 euro se venduto per consumo e fino a 4,50 euro se trasformato in fontina…
9 litri di latte al consumo, dopo l’omogeneizzazione industriale, che ne stravolge sapore, profumo e qualità, possono sfiorare i 18 euro (fino a 5/6 volte più del latte appena munto)…

Tenuto conto che in Valle d’Aosta in condizioni “estreme” aziende da 20/30 capi da latte di media devono confrontarsi con aziende di pianura da 200/300 capi ossia 10 volte più grandi;
Che i costi di produzione: lavoro, energia, gasolio, macchinari, sono esplosi;
E che in VdA il bilancio per l’agricoltura passa da 90 milioni di euro del 2008 a meno di 9 milioni nel 2015 (10 volte di meno!!!);

mi domando…
e vi domando…
Quali possibilità ha l’allevamento bovino di montagna?

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