Racconto di uno sciopero… Pausa caffè con Coloane

“Ma come si è potuti arrivare fino a questo punto?”

“Eh… Chi può dirlo, ormai! La miccia si è accesa all’albergo di Huaraique, vicino al fiume Pelque. I soldati hanno attaccato alla cieca ammazzando tutti i compagni che si trovavano all’interno. Allora abbiamo preso le prime armi a portata di mano e con Facòn Grande ci siamo messi a combattere in quanti eravamo, tutti quelli dei campi, pastori, domatori, mandriani, persino dei pecorai che sapevano stare in sella. Stavamo per farcela, quando c’è stato il tradimento del Mata Negra, quel figlio di puttana; ci ha voltato le spalle, e si è messo al servizio degli allevatori.”

“Questo, più o meno, si sapeva”, disse Otey a bassa voce, nel buio. “Quel che mi chiedo io, è perché diavolo non si riesce a risolvere certe cose prima che comincino le sparatorie, visto che dopo nessuno può più fermarle?”

“Che ne so! Beh, qualcuno dice che è per la crisi portata dalla grande guerra. Sembra che gli allevatori abbiano guadagnato un sacco di soldi con la guerra, ma li hanno sperperati e adesso che le cose vanno male fanno pagare il costo a noi. E tutto per quelle rivendicazioni… Chiedevamo 100 pesos al mese per i braccianti e 120 per i pastori. Io neppure c’entravo nello sciopero, perché la doma dei cavalli si contratta a parte. Avevamo chiesto anche delle candele e del mate per i pastori che rimanevano fuori di notte, le coperte al posto delle pelli di pecora sulle brande, e che ci concedessero più di un cavallo per l’uso personale. Ma sembra che ci fossero di mezzo altre cose ancora… Nel Coyle, dei compagni con varie annate di stipendi non pagati e tenuti da parte in una cassa vennero fucilati e i loro soldi se li intascò l’amministratore. Altri furono pagati con assegni scoperti e rimasero a fare i vagabondi nelle città. Il colonnello Varela era al corrente di tutto questo e all’inizio stava dalla nostra parte; ma i latifondisti si sono rivolti al governo, e sui giornali hanno preso ad attaccare il colonnello dandogli dell’incapace e persino del codardo. Allora il tipo si è infuriato e ha chiesto carta bianca per soffocare il movimento; gliel’hanno data, lui è tornato in Patagonia e ha cominciato il massacro”, disse il domatore di cavalli concludendo la sua versione sullo sciopero.

(estratto da: Come morì il Chiloese Otey)

Francisco Coloane Cárdenas, Terra del fuoco, [1956], Guanda, Parma, 1996

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