Dal decalogo a una lista PD che unisca tutte le forze progressiste e di sinistra

Pd nuovo logoLa nostra Autonomia deve essere usata per gestire in modo più responsabile le nostre risorse. Nessuno deve essere lasciato indietro

Il Partito democratico della Valle d’Aosta si è dotato di un decalogo programmatico, come strumento di lavoro per facilitare la composizione della lista e per costruire un’Alleanza la cui consistenza numerica derivi dalla forza del progetto di Cambiamento. L’impegno dei componenti della Direzione e di alcuni collaboratori simpatizzanti ha avuto successo perché i contenuti del decalogo e la sua funzione, di dare un contributo fattivo ad un’Alleanza che oltre alle forze di sinistra e all’Alpe coinvolgesse anche l’UVP, sono stati apprezzati e hanno arricchito il confronto. Ed in particolare l’aver richiamato l’esigenza di non disperdere il grande patrimonio di lotte e conquiste civiche di questi ultimi anni, spesso dirette spontaneamente dai cittadini ed in collaborazione con altre sensibilità politiche, sindacali e dell’associazionismo, ha consentito la partecipazione ad una lista unitaria di tutte le principali forze di centrosinistra e della sinistra valdostana. Un risultato importante: unire non solo le sigle di partito ma anche tanti cittadini che vogliono un cambiamento vero. Uniti, non per la soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale che il PD da solo può agevolmente superare, ma per far fronte al dramma del lavoro, delle imprese che chiudono, dei negozi che abbassano le saracinesche, della precarietà che diventa disoccupazione e nuova povertà. Bisogna ripartire dal LAVORO, anche nella ricca Valle d’Aosta.
Il governo regionale che è vissuto di sprechi, di clientelismo e di grandi opere faraoniche e inconcludenti ha fallito. Ma il fallimento ha trascinato dietro di sé la perdita di posti di lavoro e la crisi del sistema dei trasporti e di welfare regionale. Molti situazioni stabili sono divenute precarie. Dal Casinò di Saint-Vincent alle Società di impianti a fune, dagli addetti alle mostre e ai castelli fino alle assistenti domiciliari, quelli che un tempo erano sbocchi lavorativi appetibili e sicuri oggi non godono di buona salute e anzi sono a rischio centinaia di posti di lavoro. Una situazione da non sottovalutare, che è grave mascherare, fingendo di vedere benessere ovunque, soprattutto dopo il più grande licenziamento di massa della storia valdostana seguito all’esternalizzazione dei cantieri forestali.
Serve un Governo di cambiamento che dia subito dei segnali forti: tagli dei costi della politica, riduzione dei compensi dei manager delle Società pubbliche, blocco grandi opere e con le risorse disponibili lanciare un piano di piccole opere immediatamente cantierabili. Non intervenire subito, pensare che si possa ancora inseguire la chimera di buoni di benzina e di contributi a pioggia, significa cadere in una trappola dove la distanza tra ricchi e poveri continuerà a crescere. La nostra Autonomia deve essere usata per gestire in modo più responsabile le nostre risorse. Nessuno deve essere lasciato indietro.
L’Autonomia è lo strumento per una Valle d’Aosta non solo ricca ma anche più giusta.

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