Pausa caffè della domenica con Una piramide di problemi

Nella seconda parte dei Fratelli Karamazov – ultimo romanzo di Dostoevskij, pubblicato a puntate sulla rivista Russkij Vestnik tra il 1879 e il 1880 – Ivan, l’eroe-scienziato, argomenta sottilmente, dialogando con Alësa, che la possibilità stessa di una geometria che vìoli il postulato delle parallele solleva l’ombra dell’esistenza di Dio, la cui opera è – deve essere – indefettibilmente euclidea. […]

Se è pur vero che Dostoevskij dà prova, in generale, di un’attenzione particolare per gli sviluppi della scienza del suo tempo, non si può negare che, a differenza di quel che accade per i risultati ottenuti in altri settori della matematica, la cui eco raramente oltrepassa i limiti della ristretta cerchia degli specialisti, le rivoluzionarie idee geometriche hanno risonanza anche presso un pubblico più vasto e composito: filosofi, fisici, psicologi, ma anche semplici curiosi, dettanti, amateurs.

Claudio Bartocci, Una piramide di problemi – Storie di geometria da Gauss a Hilbert, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2012

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