Pausa caffè letteraria della domenica con Pauline Schmitt Pantel

“Alcibiade si considera, e viene considerato, il modello dell’uomo pieno di triphè (mollezza legata al lusso). Tutto il suo modo di vita è ispirato ad essa: eccessivo nel bere e nel sesso, stravagante nell’abbigliamento, specchio di una magnificenza orgogliosa e insolente considerata maggiore di quella dei persiani. Egli stesso massimamente incline al piacere, seduce tutti grazie ai piaceri che dispensa: i cittadini ateniesi gridano infatti di piacere quando Alcibiade dalla tribuna dell’assemblea annuncia il suo tributo volontario. […]
Il personaggio di Alcibiade segna una svolta nel discorso del lusso. […]
Il lusso che egli ostenta esercita una seduzione che sembra inerire più alla sua stessa persona che alla sua famiglia, al suo status sociale, alla sua politica. Questa seduzione va oltre i gesti e gli atteggiamenti di Alcibiade, rinvia a valori e a modelli della vita privata, che privilegiano l’individuo rispetto all’appartenenza a un gruppo e contrassegnano in un certo modo l’intrusione del privato nella sfera politica. […]
La seduzione che si esercita sul demos non è più quella di una famiglia o di una politica, ma quella di un individuo, in una modalità caratteristica del mondo privato, quella erotica.”
Pauline Schmitt Pantel, I migliori di Atene, Editori Laterza, Roma-Bari, 2012 (Paris 2009)

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