Amicizie pericolose su facebook

IMG00015-20100506-1059Avevo 1954 contatti di amicizia su facebook e, salvo qualche battuta, non avrei immaginato che il 1955esimo sarebbe stato considerato un’amicizia “pericolosa”.
Sono entrato a far parte della “community” di facebook il 25 gennaio 2009. I “guru” della politica locale e del giornalismo consideravano allora una stranezza parlare con i cittadini attraverso un social network. La vera politica era altrove. Nei “petits comités”, nel Palazzo, nelle code del martedì, davanti agli uffici del Presidente e degli Assessori. Ma il “glocalismo” è sbarcato anche in Valle d’Aosta. Siamo parte integrante del Pianeta mondo, con la nostra orgogliosa identità.

Grazie a facebook ho ricontattato e rivisto un’amica d’infanzia di Charvensod emigrata in Sud Africa. Ricontattato amici che non sentivo da trent’anni. Sono incappato anche in gente strampalata che forse aveva altri fini che quello di una comunicazione virtuale, che nel mio caso è generalmente politica, culturale o amicizia vera e propria con scambi di battute e opinioni su i più svariati argomenti della vita quotidiana. Compreso qualche simpatico “Buongiorno” o un sorriso “;-)” che ti tira su il morale per tutta la giornata!
Ma sono nate anche amicizie che, passando dal virtuale alla vita reale. si sono solidificate e hanno permesso azioni politiche importanti, come la resistenza ai licenziamenti degli operai forestali o di alcune aziende in crisi.
Insomma “si sta come d’autunno”, un po’ sospesi tra realtà e fantasia.
Ma, nelle battaglie per il referendum sul nucleare e soprattutto su quello contro il pirogassificatore, facebook ha fatto la sua parte, consentendo a molte informazioni di circolare più rapidamente e di raggiungere i tanti che erano sparsi sul territorio valdostano e non potevano raggiungere le sedi delle riunioni, delle manifestazioni, degli eventi.

Tra i miei primi collegamenti su facebook nel 2009 ci sono Sara Timpano, Erika Guichardaz e Emilio Zambon: amici veri, nella vita soprattutto. Sicuramente tra i contatti di facebook ci sono anche persone che non conosco e che ho accettato perché risultavano già connessi con altri miei amici.

Ho divagato. La notizia è che nella sera del 2 dicembre; mentre festeggiavo la vittoria di Bersani in Italia e in Valle d’Aosta ho accettato l’amicizia su facebook con l’ex Assessore Laurent Viérin. Ne nasce un “caso politico”, che balza agli onori della cronaca.
Alessandro Pascale ex responsabile dei giovani comunisti, ossessionato da Engels e dalla minaccia “liberista” del PD, giudica il collegamento un evidente atto politico di appoggio all’iniziativa di dimissioni di Viérin e così commenta: “nella barra destra di facebook è appena passata la info che Raimondo Donzel ha stretto amicizia con Laurent Viérin. Iniziano le grandi manovre per le prossime elezioni, ho già capito.” alludendo a un patto segreto fra PD e il politico dell’UV. E’ evidente la confusione sul ruolo di facebook, visto che sono in contatto anche con Massimo Lattanzi del Pdl e Francesco Salzone della SA (e su twitter, pensate un po’, addirittura con Luciano Caveri). Chissà cosa starò tramando sotto gli occhi di migliaia di persone che mi leggono in rete.
Anche Vanni Florio, ex consigliere regionale dei Verdi, ex membro della Direzione e Segreteria dei DS-GV, ex del PD e di qualche altra sigla, sfoggia la sua lunga esperienza di raffinato politologo e scrive: “Come volevasi dimostrare … Ne vedremo delle belle da quell’anima … Bella!” ha già capito che dietro questa mossa si annida un complotto, maturato da mesi nelle stanze dei bottoni, e ora esplicitato con un click! Sfugge però a Vanni Florio (e glielo ricorda bene Fulvio Centoz) che Alpe, la forza politica cui ora appartiene Florio che è (era) nominato tra i Garanti, attraverso il suo Presidente Carlo Perrin guarda con interesse l’azione politica di Viérin, tanto che insieme ad altri consiglieri regionali di Alpe, segue in prima fila dibattiti organizzati dal padre dello stesso Viérin: insomma si cerca una pagliuzza nell’occhio del vicino, per riaccendere vecchie e sterili polemiche di una sinistra ammuffita, e non la trave gigante nell’occhio del proprio partito/movimento.

In conclusione non so se l’amicizia virtuale con Laurent Viérin rimarrà tale o diventerà un vero fatto politico o diventerà anche un’amicizia nella vita reale. Perché diventi un fatto politico è necessario che la scelta delle dimissioni, comunque difficile, coraggiosa e apprezzabile dal punto di vista del PD, assuma un profilo più ampio del gesto di un singolo e si espliciti anche in forme più chiare. Solo allora il Partito democratico (e non solo il Segretario) potranno valutare pienamente un giudizio e assumere decisioni conseguenti. Per ora stiamo a guardare: e non solo su facebook. Continuando il nostro lavoro alternativo alla Giunta autonomista di destra. Di destra non solo per l’alleanza col Pdl ma per le scelte fatte in questi anni!

In ogni caso quella con Laurent Viérin non la ritengo un’amicizia “pericolosa” e mi sento onorato di essere stato invitato a stabilire un contatto con lui. Sono altri i contatti che vedrò (quando troverò il tempo) di vagliare con maggior cura. Intanto grazie ai 1955 amici/contatti di facebook: ho imparato tanto dal dialogo quotidiano con voi. Un abbraccio, ahimè “virtuale” ma sentito e sincero!

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2 thoughts on “Amicizie pericolose su facebook

  1. Abitudine dei politici del passato, oggi sui social networks è ancora più facile sparare a caso con fare di fine lettore delle strategie. Se la previsione si avverasse il fine lettore tirerebbe fuori la sua previsione, se non si avverasse nessuno si ricorderebbe di quella tra le centinaia di previsioni.

  2. Caro Raimondo,
    ho letto il tuo post su Area Democratica e ciò che facebook rende oggi le amicizie virtuali così pericolose. Il primo moto è stato quello di farmi una sonora risata, ma poi ricordando come si stanno leggendo e interpretando i comportamenti politici in Valle, mi sono rabbuiato. Qui, saranno le montagne incombenti, le temperature glaciali, il sole che scompare prestissimo, molti cittadini…un pò animosi, non riescono ad andare al di là dello “spetteguless”. Rincresce e duole leggere come queste battute gossippare siano stimate valide e diffuse da un “certo” entourage cultural-politico (che paradossalmente riconosco come brillante). Dire che sia ostile mi sembra troppo, ma il persistere con certi atteggiamenti maliziosi, peraltro sempre dannosi all’immagine che il Pd, ci fa aprire sempre più spesso l’ombrello difensivo. E’ dal 2007 che il Pd cerca di dare un’informazione più corretta a quei cittadini che sono restii ad accettare quanto esso si sia innovato e nulla ha a che vedere con le presenze ad Aymavilles di Fiou e Ferraris. Bene fece allora il Pd appena nato a dare con la sua dirigenza, di cui mi picco di fare parte, di mettere alla porta quegli avversari riconosciuti dai dirigenti e dai garanti come contestatori scorretti.

    Molte persone in una fumosa platea del teatrino d’avanspettacolo, aspettavano “a mossa”. Mitica, quella di Monica Vitti nel film NInì Tirabusciò. Eravamo all’alba del Novecento… il regicidio di Monza, i primi scioperi, la moda dannunziana, il futurismo, fino all’entrata dell’Italia in guerra. Oggi, 2012 annus domini, c’è ancora, in Valle d’Aosta, qualcuno che aspetta “la mossa” del Pd e di quell’anima bella del suo segretario. Beh, dispiace leggere che per qualcuno non sia cambiato nulla e sia rimasto all’alba del Novecento. Ma soprattutto quello che è strano è che sia ancora fermo, inchiodato, in quella platea del teatrino della politica intesa come avanspettacolo. Cerchiamo di essere almeno in questa occasione, un pochino più maturi, non foss’altro che è passato un secolo e che dovremmo essere vista l’età, più elastici e anche più saggi.

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