Autonomia, tagli al bilancio, riduzione dei costi della politica: serve una visione strategica

Di seguito, un comunicato a firma di Raimondo Donzel (Segretario regionale PD VdA) e di Fulvio Centoz (Responsabile Istituzioni, Autonomia, Enti locali del PD VdA).

 Assistiamo in questi giorni a prese di posizione sconclusionate e confuse da parte delle forze della maggioranza regionale (UV, SA, FA e PdL), che sembrano muoversi in ordine sparso e senza una precisa strategia. Ciò genera confusione, sconcerto e apprensione nella popolazione valdostana. In particolare, le affermazioni di singoli esponenti della maggioranza su argomenti delicati quali gli attacchi all’Autonomia speciale, i gravi effetti per le famiglie e i cittadini degli ulteriori tagli al bilancio regionale e la riduzione dei costi della politica, senza alcuna visione strategica e complessiva, rischiano solo di peggiorare la già grave situazione. Serve uno scatto di orgoglio. Serve una visione politica di lungo periodo.

 Il Partito Democratico della Valle d’Aosta riafferma la centralità della nostra autonomia speciale e l’importanza strategica di una sua difesa, che non è arroccamento su posizioni indifendibili ma necessità di affrontare in prima persona, e prima che lo faccia il Governo nazionale, riforme non più rinviabili partendo dalle peculiarità del nostro territorio.

 Da un lato, come già evidenziato, il Partito Democratico della Valle d’Aosta è pronto a effettuare da subito i tagli  della politica a partire dalle proposte di legge presentate dai democratici nel 2010 e bocciate dalla maggioranza regionale: riduzione dei consiglieri e degli assessori ad una quota che garantisca la funzionalità dell’Assemblea regionale, taglio delle indennità, dei benefit e dei rimborsi, del finanziamento ai gruppi consiliari, riduzioni ulteriori per chi gode di doppi stipendi o pensioni, e l’introduzione di norme sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti politici. Tali interventi, non più rinviabili, devono in ogni caso tener conto delle competenze oggi attribuite alla Regione, ivi comprese quelle che nel resto d’Italia sono svolte delle Province.

 Sul fronte dei tagli al bilancio regionale, il PD Valle d’Aosta ritiene che le misure necessarie per il contenimento della spesa sanitaria e la razionalizzazione del welfare non debbano in alcun modo pregiudicare il sostegno ai lavoratori, la qualità e la copertura del servizio.

 Dall’altro lato, il PD Valle d’Aosta giudica negativamente la decisione dell’attuale Governo nazionale di presentare un disegno di legge di modifica del titolo V della Costituzione a meno di 5 mesi dalle elezioni senza alcuna preventiva discussione con le regioni e gli enti locali, obbligando il parlamento a ratificare a scatola chiusa il testo, visti i tempi ristretti e la doppia lettura per approvare una legge costituzionale. Evidentemente la storia non ha insegnato nulla: sia la riforma del 2001 che quella del 2006 (quest’ultima bocciata dal referendum), approvate in fretta e furia a colpi di maggioranza allo scadere della legislatura, hanno evidenziato limiti e difetti per la parzialità degli interventi.

 Nello specifico, l’introduzione della cosiddetta clausola di supremazia, pure presente in molti ordinamenti federali, deve essere accompagnata da idonee garanzie per evitarne un uso improprio da parte dello Stato, cioè ad evitare, in altri termini, che essa possa essere brandita come strumento di compressione  dell’autonomia delle regioni a statuto speciale riconosciuta dalla Costituzione. Tale clausola può essere bilanciata attraverso l’introduzione del Senato federale o Senato delle regioni, ove le autonomie territoriali possono cooperare e collaborare con lo Stato e, se del caso, limitare l’intervento del Governo centrale alle sole ipotesi ritenute indispensabili. Pare del tutto evidente che una siffatta riforma non possa essere portata a termine in pochi mesi pena il rischio di un nuovo intervento parziale e non condiviso.

 Il Partito Democratico della Valle d’Aosta, quindi, sottolinea la necessità di intervenire immediatamente sui tagli ai costi della politica, rinviando invece gli interventi sulla nostra Carta costituzionale alla nuova legislatura, pur consapevole che alcuni interventi dovranno essere affrontati senza tabù (clausola di supremazia, suo bilanciamento, revisione delle materie di competenza dello Stato e quelle di competenza regionale), ma sempre nell’ottica della salvaguardia della nostra autonomia.

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