Dopo l’estate torrida: a Rhêmes-Notre-Dame la fresca brezza di “CIWATI” (Giuseppe Civati)

Da quando vado spesso alle presentazioni di un libro sono diventato molto diffidente sugli esiti della serate. Se poi il libro è un libro di POLITICA, solo il dovere istituzionale ha la meglio sul desiderio di tagliarmela a gambe. Gli intellettuali che scivono qualunque cosa per la fama di un giorno, per un passaggio televisivo, o per campare senza sudare manco una camicia sulla pagina bianca (la scrittura per vivere la rispetto come qualunque altro lavoro), non li tollero. Preferisco gli artigiani della parola; le tante intelligenze che magari non incontrano l’opportunità delle grandi recensioni.
Ma ieri sera a Rhêmes-Notre-Dame l’incontro con le “10 COSE BUONE per l’Italia che la SINISTRA deve fare subito”, grazie all’autentica semplicità con Giuseppe Civati ha presentato la sua fatica “collettiva”, frutto di confronti e scambi con tante altre intelligenze e sensibilità, mi ha riconciliato con questo tipo di evento.
Dopo un’estate di spending review, spread, fabbriche che chiudono, operai forestali licenziati in massa, precari, giovani disoccupati, servizi tagliati, trasporti nel caos, annunci fatui di ripresa e crescita, leggi elettorali capestro e folle spregiudicatezza di una classe dirigente parlamentare che davanti al disastro punta a costruire una zattera per salvare se stessa abbandonando la nave al suo destino, si è presa una boccata di aria fresca parlando di cose complicatissime, tecnicissime, fisco, sviluppo, istruzione, con parole franche, semplici, che non hanno escluso nessuno dei presenti e senza astio ideologico, fermo restando una precisa dichiarazione di campo: la sinistra. Sì, quella sinistra divisa, litigiosa, “perdente”, fumosa, masochista che oggi però si trova a porter vincere le elezioni e a governare il paese. E allora se si va al Governo, per non ripetere la tragedia del 1998 e del 2008, con la fine prematura dei due goveni Prodi, bisogna avere idee chiare e concrete. Ma soprattuto bisogna spiegarle prima alla popolazione e costruire dal basso il consenso. Sono da sempre contrario ai provvedimenti di governi “illuminati” che piovono dall’alto. La democrazia si costruisce con fatica, e che fatica, con un dialogo dal basso verso l’alto.
Gli intellettuali, i politici onesti, i cittadini volenterosi hanno un ruolo indispensabile nel promuovere questo processo democratico. Giuseppe Civati mi ha dato questa impressione positiva. Dopo la torrida estate, ieri sera a Rhêmes-Notre-Dame spirava una fresca brezza che annunciava il precoce autunno delle nostre montagna. L’autunno dai cieli tersi che neanche a Hollywood li hanno mai visti. Se questa brezza e tutti noi soffieremo nella stessa direzione penso che Bersani e il PD non solo vinceranno le elezioni ma, quello che più conta per me, governeranno Bene l’Italia. (Il mio compitino sarà di suggerire che non la governino in modo centralistico ma ne facciano finalmente un moderno paese federale… ma è un’altra storia che racconterò prossimamente). Per ora mi godo la brezza Ciwati.

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