Fermiamo l’espansione della grande distribuzione: per gli operatori del commercio, per i lavoratori, per i nostri piccoli comuni, per gli anziani, per il turismo!

Stop al DL sull’esercizio dell’attività commerciale.
Bene, ma non basta.

Comunicato stampa congiunto Alpe e Partito Democratico

I gruppi consiliari ALPE e Partito Democratico registrano con soddisfazione lo stop deciso dalle forze di maggioranza rispetto all’esame del DL 204 (“Modificazioni alla legge regionale 7 giugno 1999, n. 12, Principi e direttive per l’esercizio dell’attività commerciale”).

La richiesta di un serio approfondimento sui contenuti di questa norma era una delle ragioni della nostra opposizione al provvedimento nella forma e con l’urgenza con cui era stato ‘catapultato’ sul tavolo della Commissione consiliare.

È importante che si siano fatti sentire su questo tema con forza anche gli operatori del settore del commercio, i primi e più diretti a subirne le pesanti conseguenze, insieme alle organizzazioni dei lavoratori e degli interessi dei consumatori.

Resta comunque aperta la questione della trasparenza e imparzialità dell’organo incaricato di esaminare la proposta: la prosecuzione dei lavori della quarta Commissione sotto la guida del Presidente Empereur, titolare di interessi immobiliari oggetto di possibile insediamento di strutture di grande distribuzione, rimane un dato inaccettabile.

Ci confronteremo pertanto direttamente, prima della ripresa autunnale dei lavori del Consiglio, con le categorie interessate affinché la loro voce sia ascoltata e tenuta nella debita considerazione in vista della predisposizione di un testo alternativo a quello proposto dalla Giunta Rollandin.

L’intera vicenda, emblematica di un approccio semplicistico e mal orientato nella regolazione degli interessi economici regionali, ha messo in luce l’incapacità del Governo regionale e della maggioranza che lo sostiene a porsi come guida autorevole e imparziale nel processo di trasformazione economica che la Regione dovrebbe accompagnare con un disegno condiviso, se volesse realmente far superare all’intera Valle d’Aosta, e non solo ad una parte privilegiata di essa, l’attuale gravissima congiuntura economica.

Aosta, 20 luglio 2012

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