LE OSSERVAZIONI DEL PD RISPETTO AL PROGETTO DEL NUOVO POLO UNIVERSITARIO

Spett. Amministrazione Città di Aosta presentato in duplice copia il 22.02.2012
p.zza Emile Chanoux/Palazzo Civico alla Segreteria comunale di Aosta
11100 AOSTA protocollo particolare Uff. Tecnico

oggetto: OSSERVAZIONI SULLA PROPOSTA DI INTESA RELATIVA AL PROGETTO PRELIMINARE PER LA REALIZZAZIONE DEL “POLO UNIVERSITARIO” NELL’AREA DELLA CASERMA “TESTAFOCHI” a seguito di avviso del Sindaco della città di Aosta del 23/01/2012.

In relazione all’oggetto nonché secondo la normativa vigente che ammette che chiunque ne abbia interesse possa presentare le proprie osservazioni i sottoscritti residente in Valle d’Aosta, ritenendo che il loro interesse sia relativo ad “un’opera di interesse regionale” come stabilito dalla LR.11/98 che all’art. 29, comma 3, “durante il periodo di deposito, chiunque vi abbia interesse può presentare osservazioni”, presentano la seguenti considerazioni ed osservazioni al fine di contribuire alla miglior soluzione da approvare.

Considerazioni generali
La necessità di creare un unico Polo Universitario con studentato ha giustamente individuato nell’area dell’ex Caserma Testafochi la sua ottimale collocazione nella città di Aosta e sicuramente potrebbe creare un occasione in più per rivitalizzare la cultura non solo cittadina ma anche regionale. A fronte di tale necessità però non si evidenziano in premessa quali siano le direttrici base e si rimane a generici prospettive di 4 corsi per 2000 studenti (a fronte degli attuali c.ca 1250). Non esiste neanche uno studio che giustifichi la prospettiva di un aumento degli studenti.

Considerazioni – urbanistiche
Un progetto preliminare deve seguire tutte le indicazioni assunte dal precedente PUD in quanto lo stesso ha già definito compiutamente gli ambiti di intervento ed ha impostato lo schema generale al quale ci si deve attenere nella progettazione successiva. Esiste inoltre anche l’esigenza di ottemperare alle intese già preliminarmente raggiunte. E’ comunque previsto dalle norme urbanistiche che gli organi amministrativi preposti alle autorizzazioni, ognuna nel suo ambito di competenza, possano però procedere a delle modificazioni. Queste però devono essere motivate. Nel caso in esame esistono alcune indicazioni contenute nel PUD che non sono state rispettate e queste sono variazioni che crediamo non giustificate e che, invece, paiono agli scriventi da seguire in quanto avevano ed hanno, ancora, la funzione di determinare in via definitiva ambiti l’università della della città intimamente connessi al più grande intervento cittadino ed, in particolare ci si riferisce a:

1. TAV. B.f.1 del PUD – A-01: UMI 1a – La suddetta “Unità Minima d’Intervento” comprende anche parte della via Monte Vodice fino al filo degli edifici posto al suo lato ovest ed essendo, la via, interessata a delle modificazioni viabili (creazione di doppio senso di circolazione) giustamente la progettazione odierna deve ricomprendere anche la suddetta via Monte Vodice;

2. TAV. B.f.1 del PUD – A-01: UMI 1b – La suddetta “Unità Minima d’Intervento” comprende tutta la piazza della Repubblica e si estende fino al filo SUD attuale degli edifici Giordana, Urli e Zerboglio ed, invece, nel progetto in oggetto l’intervento si limita fino all’attuale recinzione a SUD della Caserma Testafochi che la delimita con la piazza. Anche per la suddetta “Unità Minima d’Intervento” si propone il rispetto del perimetro di delimitazione in quanto non può essere demandata ad un successivo intervento la razionalizzazione dell’utilizzo della p.za Repubblica interessata dalla modifica della viabilità e per il suo futuro, quasi, interamente pedonale come previsto dal PUD approvato;

3. TAV. B.f.1 del PUD – A-01: UMI 1c – La suddetta “Unità Minima d’Intervento” comprende tutta l’area posta dalla biforcazione tra via Monte Vodice/via Cesare Battisti e via Monte Pasubio ed è interessata alla viabilità pedonale e carrabile nonché coinvolge l’attuale piccolo parcheggio posto all’incrocio tra le vie Monte Pasubio e Monte Vodice – anche per la nuova entrata/uscita del nuovo parcheggio sotterraneo dell’università e quindi, anche in questo caso, si propone che giustamente la progettazione odierna ricomprenda anche tutta la suddetta area;

4. TAV. B.f.1. del PUD – A-03: UMI 3a e 3b – le suddette unità minima di intervento insistono sui mappali 450-449-448-447-123-55 e 54 (di proprietà pubblica: portico del Plot ed area verde in fregio alle mure romane su via Monte Solarolo) ed altri piccoli mappali ancora di proprietà privata che potrebbero, invece, essere, per il momento esclusi ma che completerebbero, tutti insieme, l’intervento fino alle, mure romane, e, comunque sono massicciamente interessate alla nuova viabilità carrabile (vedi istituzione del doppio senso di circolazione per la parte a nord di via Monte Solarolo) e pedonale (accesso oltre le mura romane, verso lato est di collegamento agli attuali orti). Anche in questo caso, si propone che la progettazione odierna ricomprenda anche tutta la suddetta area.

Considerazioni sull’estetica
Premesso che per tutti gli edifici esistenti nel comparto, eccetto che per gli edifici Giordana e Beltricco per i quali sono previsti pregevoli lavori di ristrutturazione e restauro con cambio di destinazione e mantenimento/valorizzazione delle attuali facciate, si procederà alla completa demolizione, si nutrono alcune perplessità sulle scelte progettuali.
Edifici Urli e Zerboglio –
Esterno – Il loro leggero arretramento dal filo attuale edificato dalle antistanti via poste rispettivamente ad ovest ed a est e con una lunghezza di facciata edificata complessiva di oltre 50 m, seppur in parte sinuosa, sia in verticale che in orizzontale, presenterà caratterizzazione con molteplici lamelle orizzontali/pale frangisole, poste alla base ogni c.ca 30 cm e, più in alto, ogni 80 cm – che creeranno quasi un’immagine d’angoscia al passante considerata la loro cadenza e la loro lunghezza non interrotta neanche in corrispondenza delle finestrature ai vari piani e senza vani di accesso. Si pensa che potrebbero essere interrotte, almeno, in corrispondenza delle aperture. Saranno illuminate durante la notte? Non è detto. Le facciate interne alla piazza d’armi saranno molto più articolate e con gli accessi ma per anch’esse si nutrono le stesse perplessità.
Le suddette lamelle, crediamo, creeranno notevoli difficoltà manutentive nonché saranno facilmente “scalabili” in quanto saranno poste come una facile gradonata e quindi si dovrà provvedere, in un qualche modo, alla loro inaccessibilità ed a soluzioni sia manutentive che di pulizia accettabili.
Interno – Se per le pareti attestate verso le vie cittadine si avranno, nei vari locali (aule, servizi igienici e spazi di comunicazione) un andamento verticale nelle pareti attestate sulla piazza d’armi si avrà un andamento molto sinuoso che racchiuderà i 4 piani fuori terra in un unico afflato con una serie ripetitiva di componenti strutturali a tutta altezza (c.ca m 18) scansionati verticalmente da strutture portanti a tutta altezza che creeranno una fitta griglia che spezzetterà la vista sulla piazza interna, crediamo, in maniera eccessiva con un effetto “grata da carcere”. In questo caso si propone di limitare al massimo almeno la frammentazione visiva orizzontale progettando ampie vetrate nelle zone più significative dei ballatoi/percorsi interni dei vari piani (lato est x la Zerboglio e lato ovest x la Urli) e della aule (lato ovest x la Zerboglio e lato est x la Urli).

Simulazione facciata verso la piazza dell’edificio Zerboglio

Edificio studentato –
Esterno – A prima vista pare sopratutto a sud, come a volte osano dire alcuni architetti, “loculi per vivi” anche se, per la verità, un po’ più articolati/mossi con pieni e vuoti e quindi decisamente, ma è opinione strettamente personale, non accettabile ed assolutamente senza coordinamento con con l’edificato limitrofo, Beltricco e Giordana od altri edifici nel contesto urbano. In più le facciate di est e di ovest sono interamente cieche. E’ consigliata quindi la ricerca di un diverso aspetto esterno più in armonia con il contesto urbano.

Considerazioni sulla struttura portante
E’ necessario prevedere una struttura a doppio sbalzo così complessa negli edifici Zerboglio e Urli che determinano costi aggiuntivi ad una normale su pilastri? E’, invece, sicuramente accettabile lo sbalzo verso la piazza interna con diversi aggetti atto ad articolarsi secondo la sinuosa parete esterna.

Considerazioni sulle funzioni
E’ sicuramente arduo progettare un organismo così complesso senza avere l’input della tipologia delle facoltà che si dovranno insediare nella futura struttura universitaria e quindi si possono ben comprendere le incertezze nella determinazione delle aule didattiche e dei vari laboratori che, al momento, non hanno caratterizzazione specifica. Si auspica quindi che nella successiva fase progettuale ci sia più chiarezza affinché i progettisti abbiano la possibilità di meglio determinare le varie funzioni.
In ogni caso:
 l’aula Magna e lo studentato paiono sotto dimensionati per l’ampiezza dell’università;
 asilo aziendale: non si evidenzia un’analisi della sua necessità;
 zona fitness: pare una moda che anche il pubblico insegue e non una effettiva necessità; (vedi altra fitness pubblica prevista a poca distanza nel nuovo museo di via Saint-Martin de Corléans/via I. Mus);

Considerazioni relative al contenimento dei consumi energetici ed all’efficienza degli impianti
L’efficienza massima dell’utilizzo dei pannelli solari/fotovoltaici si ottiene con un’inclinazione di 30/45° nel caso in esame sono, invece, orizzontali.

Considerazioni sul quadro economico
Il così detto “conto della serva” e cioè: importo totale investimento pari € 128.220.500,14 / (SLP) mq 31.146,04 porta ad € 4.116,75 al mq il costo unitario di realizzazione che, pare, veramente eccessivo. Si può risparmiare ancora?
Gli stessi costi relativi ai lavori (al netto i IVA e delle somme a disposizione) pari a c.ca € 1,957,33 al mq per le nuove costruzione e pari ad € 1.758,33 al mq per gli interventi di restauro paiono eccessivi.
L’impegno finanziario complessivo è calcolato, comunque, scevro di attrezzature ed arredi i cui costi dovrebbero essere previsti nonché conteggiati per consentire l’effettivo utilizzo della struttura universitaria.

Conclusioni
In larga sintesi si propone quindi:
 allargare alle indicazioni del PUD la progettazione preliminare
 risistemare le facciate delle palazzine ad uso didattica
 riproporre le facciate dello studentato
 riproporre una soluzione strutturale solo parzialmente a sbalzo
 riproporre una soluzione a pannelli solari/fotovoltaici inclinati

La disponibilità del sito è subordinata, nell’intesa RAVA/Ministero della difesa, alla sistemazione di eliporto e di altre caserme militari che, al momento, non hanno ancora una tempistica definita. Tali fatti potrebbero, nel tempo, determinare ben altre soluzioni al momento non ancora valutabili nella loro interezza.

E’ possibile ipotizzare di suddividere in due tempi la realizzazione complessiva e cioè limitarsi, in una prima fase, alle realizzazione di una sola sistemazione didattica (edificio Zerboglio) e conseguentemente della sola palazzina Giordana con sistemazione della piazza d’armi con sottostante parcheggio interrato procrastinando ad una fase successiva la realizzazione della seconda ala didattica (edificio Urli), dell’edificio Beltricco e dello studentato?

Concludiamo utilizzando le stesse recenti parole che il Ministro Balduzzi ha detto per l’ospedale: “E’ però difficile giudicarne la compatibilità con le risorse economiche disponibili” nella speranza che la eventuale futura ed auspicabile visita del Ministro dell’Università non abbia a ripetersi con le stesse conclusioni come per l’ospedale.

In attesa di cortese riscontro si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Aosta, 22/02/2012

dr. arch. Giuseppe Rollandin ……………………………………………..
studiorg@libero.it

dr. arch. Emilie Rollandin ………………………………………………
arch.rollandin@gmail.com

Emilio Zambon ……………………………………………….
emilio.zambon@gmail.com

P.S: Auspicio
Nell’era di internet si sarebbe facilmente potuto agevolare la consultazione e la estrapolazione di dati direttamente dalla propria residenza e/o studio evitando spostamenti e disturbo all’Ufficio urbanistica comunale preposto potendo disporre degli atti sul sito internet del comune. Si auspica pertanto che tutte le prossime volte, in cui ci siano delle comunicazioni con la popolazione, il Comune utilizzi in maniera più adeguata ed efficacia il suo sito e non si limiti alla pubblicazione dell’avviso non corredato anche dei suoi allegati. Di solito oggi si demanda al progettista anche la predisposizione di tutta la documentazione non solo in forma cartacea ma anche in forma digitale affinché possa essere facilmente utilizzata tramite internet.

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