Autonomia a singhiozzo: tutelato il politico prima del cittadino!

Uno dei punti fermi di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale è l’affermazione (preferisco questo termine a quello di “salvaguardia” che ricorda più le specie in via di estinzione del Parco del Gran Paradiso) della nostra Autonomia, così come prevedono il dettato costituzionale e lo Statuto speciale.
Mi colpisce però che ci sia maggior solerzia da parte di alcuni ad invocare le prerogative statutarie o l’Autonomia quando di mezzo ci siano i politici. Il Consigliere Louvin ha dissertato non poco sulla non opportunità di una legge costituzionale per la riduzione dei Consiglieri regionali proposta dal PD, perchè avrebbe messo l’esercizio della nostra Autonomia in balia del Parlamento. Vero, glielo riconosco, senza il principio dell’intesa teoricamente il Parlamento potrebbe intervenire a modificare lo Statuto anche contro la nostra volontà. Quindi difendiamo il numero dei Consiglieri!
Ora, di fronte alle paghe a rischio dei Presidenti delle Comunità Montane (e precisato che sono favorevole a che siano equamente retribuiti). applicando rigidamente la manovra Monti, intervengono il Presidente della Regione e il Presidente del Cpel a difendere le nostre prerogative e a precisare che in virtù dell’Autonomia (come Trento e Bolzano), noi non applichiamo la legge nazinonale che interferisce con le nostre norme. Vero, sono d’accordo.
Ma…
e qui c’è un “ma” grande come una casa, perché quando le norme nazionali sulla riduzione del personale precario, presso le PA, si dovevano applicare agli operai dei cantieri idraulico-forestali, nonostante vi fossero molti dubbi interpretativi al rguardo, non si è potuto invocare la nostra Autonomia…
In modo analogo per quanto riguarda il dimensionamento delle scuole, l’Autonomia è entrata in scena solo dopo la mobilitazione delle famiglie e degli insegnanti di una istituzione scolastica, con tanto di assemblee e firme…

Sono consapevole che le mie sono sintetiche considerazioni; a cui aggiungo che mentre la benzina aumenta, aumentano anche le accise a favore della Regione Autonoma Valle d’Aosta che è straordinariamente silenziosa su questo tema. Almeno dovrebbe dire che compensa con l’aumento del Bon chauffage la pesante tassazione imposta dal Governo nazionale per sanare il bilancio (ma siccome i politici non beneficiano del Bon chauffage, non se ne vede l’urgenza?)…
L’Autonomia torni ad essere strumento di sviluppo e crescita per tutti e si curi il singhiozzo (senza che arrivi qualche spauracchio!).

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One thought on “Autonomia a singhiozzo: tutelato il politico prima del cittadino!

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