Guarda un po’ chi si rivede in piazza!

Lunedì 12 dicembre, sono andato al presidio in Place des Franchises ad Aosta, organizzato dai sindacati CGIL-CISL-Savt-UIL per protestare contro i tagli imposti dalla Manovra del governo Monti.
Come ha scritto Stefano Fassina (della Segreteria PD) su il Manifesto: “La piazza non diceva no, diceva che la manovra è necessaria e chiedeva di cambiarla perché iniqua. Una posizione più che compatibile con l’iniziativa che sta portando avanti il PD in commissione bilancio…. E’ positivo infatti il ripristino – confermato – delle indicizzazioni sulle pensioni comprese fra due e tre volte il minimo. Resta ancora la brutalità dell’intervento sulle pensioni di anzianità. Va corretto. Va eliminata la penalizzazione per i lavoratori che hanno maturato 42 anni di anzianità contributiva, e 41 per le donne. La detrazione ICI (della nuova IMU) va modificata a seconda del reddito e del nucleo familiare, se no diventa un peso ulteriore su famiglie già provate da altri aumenti di imposte.
Ecco cosa ci faceva il Segretario regionale del PD, Raimondo Donzel al presidio, chiedeva più equità alla manovra.
Ed è stata una piacevole sorpresa ritrovare in piazza tanti compagni, tanti amici e tutti i sindacati. La Cgil non è una novità. L’abbiamo incontrata tante volte in questi anni contro le misure inique e dannose del governo Berlusconi. Altri invece le bandiere le hanno tirate fuori dalla cantina o dalle soffitte all’ultimo minuto, perché si guardavan bene dal fare scioperi generali di carattere “politico” contro Berlusconi e la destra, soprattutto in Valle d’Aosta.
Ben venga quest’aria nuova. Peccato che tutta questa determinazione contro il governo romano, dal sapore leghista, non ci sia stata in occasione della lotta “unitaria” in difesa dei lavoratori dei cantieri idraulico forestali. Si son visti a Palazzo regionale, in occasione del voto della legge finanziaria che esternalizzava i cantieri e lasciava oltre 200 lavoratori senza alcun ammortizzatore sociale, solo alcuni sindacalisti e non una bandiera.
Ben venga dunque il ritrovato spirito unitario e la discesa in piazza di chi sta su comode poltrone, purché non sia il solito tentativo di spostare le responsabilità di tutta la crisi su un bersaglio neutro come Monti e cancellare al più presto le corresponsabilità dei disastri di Berlusconi, su cui pesa il macigno del sostegno aperto della regione Valle d’Aosta, confermato dalle Alleanze con la destra in Comune di Aosta e in Regione.
Infine una considerazione: tra le giuste e condivisibili richieste avanzate dai sindacati che chiedevano “correttivi nel segno dell’equità”, mi ha lasciato di stucco l’ultima riportata dal volantino unitario: “blocco degli ulteriori tagli previsti ai bilanci delle Regioni Autonome”. Io avrei preferito leggere anche “…e agli Enti locali”, perché il federalismo riguarda tutte le regioni ed in particolare i Comuni. In secondo luogo la Sicilia non ha ancora fatto l’accordo sul federalismo fiscale che le Province e Regioni autonome del Nord hanno siglato a carissimo prezzo, più di tutte le manovre sommate assieme. E allora nel segno dell’equità che anche la Sicilia faccia la sua parte come l’han fatta la Regione Valle d’Aosta e i Comuni di tutt’Italia.

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