Interpellanza sui lavoratori dei cantieri forestali

Adunanza del Consiglio regionale – Comunicato n° 514 del 19 ottobre 2011

Il Consigliere del Partito Democratico, Raimondo Donzel, ha illustrato un’interpellanza relativa ai lavoratori dei cantieri forestali.

“Sappiamo che le Organizzazioni sindacali hanno inviato al Presidente della Regione oltre duemila lettere di solidarietà alla richiesta di lavoro degli operai forestali – ha detto il Consigliere Donzel – e alcune risposte fornite dall’Amministrazione regionale, che hanno minimizzato le ricadute negative sull’indennità di disoccupazione della riduzione delle giornate di lavoro, non sono corrette o precise. Abbiamo appreso con sorpresa una indisponibilità al dialogo con i Sindacati nella fase applicativa del funzionamento della Società dei Servizi Spa, a differenza della soddisfazione espressa nei confronti degli stessi Sindacati per aver concordato la realizzazione di tale Società. Non si risponde così ad un principio di equità e di solidarietà che deve tenere insieme una collettività.”
Il Consigliere ha voluto sapere se si intende “riprendere urgentemente un dialogo costruttivo con le Organizzazioni sindacali e affrontare con modalità concertate la soluzione dei problemi sollevati dai lavoratori” e chiarire se “l’Amministrazione ha verificato quanti siano i lavoratori dei cantieri forestali che possono beneficiare dell’indennità di disoccupazione ordinaria, quanti di quella straordinaria e quanti risultano esclusi dall’una e dall’altra e non abbiano quindi alcun ammortizzatore sociale.”

Nella risposta, il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha ricordato che “il meccanismo messo in atto attraverso la Società dei Servizi ha rappresentato la soluzione per evitare che il 50% dei lavoratori sarebbe rimasto a casa e che i servizi non sarebbero stati erogati. Con i Sindacati abbiamo sempre concordato tutto e quello che abbiamo potuto fare lo abbiamo fatto, e mi riferisco anche al rimborso delle indennità chilometriche che non ci è stato consentito. Per quanto riguarda il futuro, abbiamo invece anticipato alle Organizzazioni sindacali l’intenzione di mettere in atto un nuovo modello organizzativo che sarà definito con le categorie e che avremo modo di esaminare anche in sede di Commissione consiliare e in quest’Aula nell’ambito dell’approvazione del prossimo bilancio regionale.”
Riguardo alle indennità, il Presidente ha sottolineato che “i precedenti trattamenti ordinari e speciali sono stati unificati ed è stata introdotta la misura unica dell’indennità al 40% del salario di riferimento – cioè della media delle retribuzioni percepite nell’anno di competenza – per i lavoratori con contratto a tempo determinato che abbiano almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall’anno a cui si riferisce l’indennità e dall’anno precedente. Per il calcolo dell’importo giornaliero della disoccupazione agricola, quindi, non esiste più la distinzione tra 51, 101, 151 giornate; vengono erogate un numero di giornate di disoccupazione pari al numero delle giornate lavorate e l’importo corrisponde al 40% della retribuzione di riferimento. Vi è poi un’altra innovazione portata dalla legge di riforma, cioè che ai fini della valutazione delle giornate di disoccupazione agricola da indennizzare, l’Inps – che gestisce e eroga la disoccupazione agricola – prende in considerazione oltre alle giornate svolte nel settore agricolo, anche le giornate di lavoro non agricolo che vengono cumulate e concorrono ad aumentare l’indennità di disoccupazione, purché sia prevalente l’attività svolta nel settore agricolo.”

Nella replica, il Consigliere Donzel ha sottolineato “la gravità della situazione. Ho appreso con sorpresa, oggi in Aula, che la società che li ha ‘salvati’ quest’anno non potrà più occuparsi di loro l’anno prossimo, perché bisognerà inventarsi un nuovo modello che sarà scaricato su imprese artigiane o altro. Ribadisco che i Sindacati non sono stati incontrati e nessuno sa, ad oggi, che questi lavoratori transiteranno nel settore privato o parapubblico. Il concetto di equità significa che, in una comunità, le figure che sono considerate essenziali allo svolgimento di determinate funzioni, non dovrebbero essere abbandonate e non si possono far ricadere i tagli su pochi anziché distribuirli su tutta la comunità valdostana. Non sono convinto che tutto sia risolto e ho il timore che l’anno prossimo avremo le stesse problematiche organizzative, anche se scaricheremo i forestali sul privato, e a pagare sono stati e saranno soprattutto i lavoratori.”

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