LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE

PUBBLICHIAMO, DI SEGUITO, IL TESTO DELLA LETTERA APERTA INVIATA MERCOLEDI’ 10 AGOSTO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE DAL SEGRETARIO DEL PD VALLE D’AOSTA RAIMONDO DONZEL.

Egr. Presidente,

la preoccupazione per questo delicato momento della vita economica del nostro Paese e della nostra Regione ci spinge a scriverle questa lettera aperta per sollecitare una riflessione comune che, attraverso Lei, coinvolga tutti i soggetti politici e le parti sociali in uno sforzo congiunto.

Siamo consci che la situazione tra Italia e Valle d’Aosta sia diversa, poiché la Valle d’Aosta non ha debito pubblico, ha”i conti in ordine” e ha, grazie all’autonomia, spazi di manovra che altri non hanno. E’ ormai evidente che anche nella nostra Regione l’economia non cresce e il problema del lavoro sta aumentando di giorno in giorno, interessando oltre al settore industriale anche le altre realtà produttive, come la zootecnia, l’agricoltura, l’edilizia, l’artigianato, il turismo.

I dati sull’occupazione sono migliori rispetto all’Italia ma abbiamo un’incidenza percentuale, rispetto all’occupazione complessiva, troppa alta di lavoro precario o stagionale, che non garantirà ai nostri giovani e meno giovani un futuro sereno e la possibilità di costruirsi un progetto di vita e una famiglia. Inoltre stiamo perdendo la spina dorsale della nostra economia non pubblica, costituita da quelle attività industriali nel fondovalle che garantivano tredici mensilità prima e pensioni decorose poi a migliaia di famiglie.

La Valle d’Aosta non può assistere impassibile all’anticipo della manovra Berlusconi-Tremonti con raggiungimento del pareggio di bilancio al 2013 invece del 2014.

L’illusione che il centrodestra avrebbe finanziato le grandi opere in Valle d’Aosta si è spenta sul nascere ed è quindi sempre più chiaro che la responsabilità dello sviluppo della nostra regione non può essere ricercata fuori da noi.

Ora nel mirino del governo ci sono anche le famiglie, i pensionati, i lavoratori e le imprese della Valle d’Aosta.

Nonostante a livello regionale nel 2010 si siano contenute le riduzioni dei trasferimenti agli Enti locali, i nostri Comuni sono alle prese non solo col contenimento dei costi ma anche con tagli a servizi che sembravano intoccabili come gli scuolabus, le mense scolastiche e l’assistenza agli anziani.

Noi proponiamo di non attendere la ripresa dei lavori a Settembre per verificare le ricadute della manovra economica e le eventuali correzioni a livello locale nonché la possibilità di alcuni interventi immediati attraverso le competenti commissioni del Consiglio regionale e ogni latro luogo di confronto politico. Siamo aperti da subito a discutere sui 10 punti seguenti, e disponibili a verificare la scaletta delle priorità per dare, anche in valle d’Aosta, un segnale forte ai cittadini che la politica si fa carico seriamente dell’emergenza. Ribadiamo l’urgenza di incontri operativi che coinvolgano anche le parti sociali, tutte le opposizioni e ogni altro soggetto sociale in grado di dare una mano e portare un contributo.

1. Sul piano nazionale, sostenere con forza nella Conferenza Stato-Regioni in primis e attraverso tutti i canali istituzionali, la necessità di una correzione della manovra economica, fermo restando il vincolo del pareggio, riducendo iniquità e spinta recessiva, riselezionando sia i tagli di spesa sia il carico fiscale;
2. Sul piano regionale, riorganizzare e ridurre gli Assessorati e, conseguentemente, riorganizzare l’Amministrazione regionale con obiettivi di semplificazione, di risparmio, di efficienza; valutando tutte le misure relative alla riduzione dei costi impropri della politica;
3. Proponiamo un sistema premiante (graduatorie Fospi ad esempio) per i Comuni che, federandosi o consorziandosi, accorpino i servizi, migliorandone l’efficienza e il servizio all’utenza, riducendo i costi della frammentazione territoriale.
4. Auspichiamo una coerente politica industriale orientata alle reti, alla tecnologia e alla ricerca, che attui da subito un piano per l’efficienza energetica e lo sfruttamento di tutte le potenzialità delle energie rinnovabili;
5. Chiediamo garanzie precise – anche per il futuro – del mantenimento del welfare regionale, in particolare per quanto riguarda l’assistenza agli anziani e alle fasce più deboli della società rafforzando le misure anti-crisi dirette alle famiglie;
6. Escludere dai tagli regionali la scuola pubblica e le scuole paritarie funzionali al sistema di istruzione regionale, in quanto indispensabili allo sviluppo e alla crescita del nostro sistema economico;
7. Aumentare le giornate lavorative per tutti i lavoratori dei cantieri forestali che non raggiungano le 135 giornate lavorative nel 2011;
8. Stringere i tempi del piano di stabilizzazione del personale dell’USL, annunciato e costantemente rinviato, visto che la spesa sanitaria è in capo alla Regione (la quale ha rispettato il Patto di stabilità senza mai sforare rispetto alla spesa prevista), garantendo le professionalità che hanno maturato anzianità di servizio, con contratti a tempo determinato o interinale o sotto altra forma;
9. Contrattare a fronte dei nuovi tagli al bilancio regionale imposti dalla manovra finanziaria la possibilità di un piano pluriennale di stabilizzazione del personale regionale precario, anche attraverso l’assunzione a tempo indeterminato presso la Società dei Servizi Spa;
10. Messa a disposizione per il Bon chauffage dell’intero importo derivante dalle accise della benzina (ex buoni di benzina).

Il Segretario del Partito democratico della Valle d’Aosta
Raimondo Donzel

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One thought on “LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE

  1. Caro Raimodo ti ringrazio per l’interesse dimostrato, ormai credo che ci stiamo ritrovando in una situazione di non ritorno e ci stiamo, tutti, autolimitando, alla riduzione del danno, visto che gli Amministratori della Regione, vivono un pò la realtà fantascientifica e marziana che sta vivendo il governo nazionale. “Questo è scemo da ricoverare…”. Con queste parole il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, si è rivolto ad un collega parlamentare mentre lasciava la Sala del Mappamondo dove il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, stava concludendo la sua
    audizione. Questo è successo Roma, oggi 11agosto 2011, secondo TMNews.
    Grazie ancora!

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