Ossia la nobile arte del centrosinistra e della sinistra del farsi male da soli.
Da circa due anni molti nei nostri partiti si battono contro i blog e vorrebbero chiuderli. In effetti come ho già avuto modo di dire molti “professori” vi svuotano la loro rabbia rendendo difficile discernere la normale spazzatura dalle tante buone idee nuove che pure vi si trovano in abbondanza.
Il limite: è chiaro: lo fissa la legge. Chi diffama e dice il falso è passibile di essere perseguito per legge. Ecco dunque che tutto ciò che rimane in questi limiti sono dell’avviso debba trovare spazio.
Anche le cattiverie fanno parte dell’esistenza umana. E quanta cattiveria, quanta rabbia, quanti rancori in questa sinistra sconfitta da se stessa, prima che dagli altri.
Intanto scopro che il mio blog è diventato una palestra interessante dopo il voto. Peccato non aver avuto tanti consigli prima del voto: quando tutto il Partito democratico avrebbe avuto bisogno della disponibilità e delle idee di tutti.
Ancora mi stupisce che quando si dovevano promuovere i circoli pochi si attivarono per favorire la partecipazione. Dava fastidio a molti anche a sinistra il nuovo PD, così come prima I DS-GV.
Ma i fatti alla fine dicono che nel momento in cui a livello nazionale e regionale, si affermano leader populisti, cresce la destra, nel nord dilagano gli egoismi territoriali più che un serio e solidale federalismo, l’unica proposta politica che regge seppur a fatica è quella del PD. E allora?
Anziché mandare a pezzi quel poco che rimane e costruire da lì la sfida dei prossimi cinque anni, qualcuno si ostina ad azzerare tutto, sperando che dalla cenere risorga una sinistra ridotta a fantasma, se non nei generosi cuori di tanti onesti militanti.
Noi ripartiremo dal Partito Democratico. Lavorando, lavorando come abbiamo fatto fin’ora. E le critiche saranno un pungolo ulteriore.
Ricordo che Berlinguer è stato tanto amato solo dopo la sua prematura scomparsa: Prima erano critiche continue, troppo lontano dal verbo di Mosca poco vicino alle furbizie e al clientelismo socialista. Lui rispondeva con l’impegno e il lavoro.
Buon lavoro a tutti



