CHI HA DETTO LA VERITA’?

Champdepraz2008Sia la lista Vallée d’Aoste (attuale maggioranza in regione UV, SA, FA + Pdl), sia la lista delle Comunità Alpine (nuovo Galletto + Idv), hanno ripetuto agli elettori che l’elezione del deputato europeo valdostano era cosa fatta. Qualcuno ha cominciato a pensare che ne avremmo eletti addirittura due. Ora a dati acquisiti abbiamo visto che si trattava di un bluff. O meglio che non era con i voti valdostani che si sarebbe potuto raggiungere tale obiettivo e dunque che bisognava cercare i voti fuori dalla Valle d’Aosta. Ma a questo punto si può ancora parlare di europarlamentare valdostano?

Se dovesse andare in porto un accordo con due o tre dimissioni che favoriscono l’elezione di un valdostano, si potrebbe parlare di rappresentante della Valle d’Aosta? O, piuttosto, di rappresentante del Pdl e dell’Idv?

Dopo la batosta elettorale i due schieramenti (che non sono due partiti e sono lungi dall’esserlo) tornano coi piedi per terra e ricominceranno a parlare della brutta legge elettorale che non garantisce il parlamentare alla Valle d’Aosta, dimenticando di aver illuso i valdostani per l’intera campagna elettorale. Ecco perché la politica tutta perde di credibilità. Perché i cittadini sono coscienti che i candidati raccontano qualunque cosa durante le elezioni per contendersi un voto e poi si smentiscono il giorno dopo.

Così chi con umiltà, come il PD della Valle d’Aosta, ha portato in campagna elettorale le proposte e la coerenza politica di un progetto centrato sull’Europa e di grande attenzione al proprio territorio regionale ha trovato ascolto. Ed è stato premiato.  E questo risultato molto positivo del Partito Democratico della Valle d’Aosta, con una crescita superiore al 3% rispetto alle regionali, e anche in termini assoluti (numeri che troverete evidenziati in altre parti del giornale), è ancor più significativo se lo si confronta con precedenti elezioni europee sotto le insegne del PDS e dei DS-GV, dove si che evidenzia il netto avanzamento del PD.

Ed ancora i dati regionali sono in controtendenza con i risultati nazionali tutti orientati al segno meno, anche se con soddisfazione prendiamo atto che viene garantita la tenuta del Partito nazionale, in forte ripresa rispetto al periodo buio delle dimissioni di Veltroni.

Infine sia a livello valdostano sia a livello nazionale, nel confronto Europeo, facciamo meglio della maggior parte dei partiti dell’area PSE; segno che la chiara scelta di sostenere la nascita del partito democratico è la strada del futuro anche in prospettiva europea se non si vuole essere relegati alla marginalità politica come la sinistra radicale.

Il dato politico più evidente di queste elezioni e che aveva motivato il nostro posizionamento politico a sostegno del centro sinistra in Valle d’Aosta resta comunque la verifica dell’Alleanza tra le forze Autonomiste al governo e la destra. Gli elettori hanno bocciato sonoramente questa ipotesi; facendo addirittura intravedere una critica aperta all’attuale governo regionale visto che il candidato della lista Vallée d’Aoste, apparentata al Pdl, ne è il vicepresidente, oltre che assessore.

La frenata su Berlusconi, e sul suo sconclusionato modo di “governare” il Paese, ha frenato anche il governo regionale che aveva guardato in modo improvvido alla prospettiva di destra.

Una preoccupazione viene dalla crescita della Lega, marginale in Valle ma fortissima al Nord. Preoccupazione legata all’idea di un federalismo, quello leghista, che vede nelle regioni Autonome sacche di privilegio e non invece esperienze che possano contribuire alla realizzazione piena del federalismo in Italia. Ma preoccupati anche dagli slogan radicali e dal populismo leghista che non guarda alla soluzione dei problemi quanto unicamente alla conquista del consenso, anche a prezzo di posizioni al limite dei valori costituzionali espressi dalla nostra democrazia.

Di questo dovrà tener conto l’agenda politica dei prossimi mesi.

Chi poi guardava con miopia al caso Comune di Aosta dovrà rassegnarsi al costante recupero del PD sul dato pessimo della GV-DS nelle comunali del 2005. Dopo il recupero ad Aosta già nelle elezioni regionali, siamo cresciuti ancora, in termini assoluti e di quasi 5 punti in percentuale, tenendo il passo della destra che ha approfittato dell’apparentamento con l’UV per riempire di voti le sue bisacce, alla faccia dell’Alleanza. Inoltre siamo sorprendentemente davanti alla lista Comunità Alpine, segnando uno storico primato di rappresentanza del centro sinistra e della sinistra nel capoluogo regionale.

Ora guardiamo sereni al congresso che ci aspetta in autunno, per confermare l’unità del partito contro tutti i tentativi di disgregamento, per rafforzare ulteriormente il suo radicamento (perché se non fossimo stati radicati come l’avremmo ottenuto questo risultato sostanzialmente uniforme su tutto territorio regionale?), per definire statutariamente il quadro delle regole, molte già in atto grazie allo Statuto Nazionale, che ci hanno consentito di essere un partito che torna a vincere.

Un caloroso ringraziamento a tutti gli organizzatori, i militanti e simpatizzanti che hanno condotto una straordinaria campagna elettorale, finalmente ricca di valore umano, di grande disponibilità, di zelo e impegno gratuito, dimostrando che il Partito Democratico può davvero essere una risorsa per i valdostani e la Valle d’Aosta.

~ di insiemearaimondo su 16 Giugno 2009.

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