Per il federalismo europeo e la pace

Ho ritenuto importante riportare sul blog una mia intervista al Corriere della Valle, perché  le questioni affrontate possono contribuire a chiarire le ragioni dell’importanza delle Elezioni europee e del voto al Partito Democratico. Esercitando il nostro diritto di voto difendiamo la democrazia dal populismo, rafforziamo il federalismo in Europa, e soprattutto contribuiamo alla pace nel mondo.

 1. La mia idea di Europa: quali sono le sfide che un europarlamentare deve affrontare?

L’Idea di Europa che intendo rappresentare è quella che maturò con Altiero Spinelli e altri prigionieri politici che il regime fascista aveva confinato a Ventotene, nella prima metà degli anni 40, durante la seconda guerra mondiale. Un Europa federale, rispettosa delle diversità e delle pluralità culturali, religiose e linguistiche, ed unita per garantire la pace che i nazionalismi esasperati avevano vanificato con gli inni di guerra, la barbarie dei bombardamenti anche sui civili e l’immane tragedia delle leggi razziali che portò all’epilogo dello sterminio degli ebrei e di tutti coloro che si opponevano alla dittatura o erano semplicemente diversi dallo standard ariano o appartenenti a gruppi minoritari.

L’Europa, pur con tanti limiti – che è nostro dovere superare –, ha garantito 60 anni di pace e benessere. Lo sanno bene nell’ex Jugoslavia che proprio per non aver fatto parte dell’Unione europea ha pagato il prezzo di un conflitto interetnico.

La prima sfida che un europarlamentare deve affrontare è quindi difendere l’Unione Europea che le destre reazionarie vedono come un limite ai governi nazionali. Bisogna rafforzare pertanto le istituzioni federali, dando maggior rappresentatività alle istanze regionali, anche a quelle più piccole come la Valle d’Aosta, e sostenerne lo spirito originario che vede una ricchezza nella pluralità europea: siamo gli unici ad avere 23 lingue ufficiali e dobbiamo andarne orgogliosi.

L’Europa deve diventare meno astratta e più vicina ai cittadini che oggi sono quasi 500.000.000 e fanno dell’Europa la terza organizzazione federale al mondo dopo la Cina e l’India, davanti a Stati Uniti e Russia.

Il Parlamento europeo che fino a non molti anni fa aveva un ruolo marginale oggi è diventato determinante, in particolare nell’approvazione del bilancio europeo, che rappresenta un volano indispensabile alle economie di tutti i territori e lo sa bene la Valle d’Aosta che ha beneficiato e sta utilizzando importanti finanziamenti europei.  

 

2. Tre motivi per votarmi.

  1. La chiarezza. Sono candidato per la Valle d’Aosta nel Partito Democratico, è chiara quindi la volontà di rafforzare anche in Europa la nostra Autonomia nel quadro del federalismo regionale europeo; è netta la posizione antifascista e antitotalitaria delle forze riformiste, democratiche e progressiste europee con cui intendo collaborare; non vi sono ambigue alleanze a sostegno della mia candidatura.
  2. L’attenzione ai temi della crisi economica. La crisi c’è. Le fabbriche chiudono. I giovani non hanno certezze per il futuro. L’Europa può aiutare a superare questo difficile momento. Opererò guardando con attenzione ai temi del lavoro, sostenendo imprese e lavoratori, e puntando sull’estensione di ammortizzatori sociali e sulla difesa dell’economia reale, rilanciando uno sviluppo più sostenibile, che utilizzi energie pulite e valorizzi il territorio anche attraverso un’agricoltura e un allevamento meno intensivi, tutelando i prodotti di qualità e legati ad un preciso territorio. E’indispensabile quindi che vi sia un riconoscimento dei territori di montagna, entrando a far parte dell’Association des Elus de Montagne, AEM, che mira a sollecitare una vera e propria politica a sostegno della montagna a livello europeo.
  3. Al centro della politica siano la persona e la famiglia. I diritti umani sono una grande conquista dell’Europa. Vanno declinati anche in diritti sociali garantendo il lavoro, l’istruzione e la sanità di qualità per tutti. Di fronte all’invecchiamento della popolazione servono politiche che consentano una vecchiaia serena e dignitosa e dall’altro un coinvolgimento maggiore dei giovani nella vita lavorativa, politica e associativa.   

 

3. Tre impegni che prendo con gli elettori valdostani.

In primis, ciò che all’estero sarebbe scontato, l’intenzione di fare il parlamentare europeo per cinque anni: infatti l’abitudine invalsa in Italia di usare la campagna elettorale e l’elezione al Parlamento europeo per ambire ad altre cariche come parlamentare italiano o presidente di regione o sindaco, va fermamente combattuta, alla luce dell’importanza che assume la politica europea nella vita quotidiana anche dei territori più piccoli come la nostra Valle.

Inoltre l’impegno costante e la passione per il lavoro, che hanno sempre caratterizzato la mia vita professionale prima come insegnante e poi durante l’attività sindacale e politica, sono pronto a spenderli anche a Strasburgo.

Infine la volontà di mantenere un rapporto stretto e diretto con le persone e le famiglie della Valle d’Aosta, curando i rapporti con le Istituzioni regionali, le organizzazioni e le associazioni territoriali, perché l’azione politica possa essere insieme concreta e frutto di un confronto aperto e plurale.

~ di insiemearaimondo su 18 Maggio 2009.

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