Archivia per 26 Aprile 2008

PROBLEMI DI MOVIMENTO? I DEMOCRATICI IN PRIMA LINEA

 

Uno di noi a volte zoppica a volte no. L’altro spesso non riesce a stare fermo. Condividiamo una strana difficoltà con personaggi famosi come Giovanni Paolo II, il cardinale Carlo Maria Martini, Katharine Hepburn, Michael J. Fox, Mao Tse Tung, Jean-Paul Sartre, Charlie Chaplin, Bruno Lauzi. È un problema conosciuto fin dall’antichità con i nomi di tremore senile, parletico, paralisi agitante. Da un paio di secoli è chiamato con il nome del primo medico che lo descrisse accuratamente nel 1815: l’inglese James Parkinson. Nel tempo è stata considerata come una malattia dei vecchi, ma ora si sa che può manifestarsi anche molto prima dei 60 anni.

 

Uno di noi è invalido civile. L’altro continua a fare il suo lavoro. A volte sembriamo strani: sguardo fisso, espressione troppo seria, rigidità dei muscoli, lentezza dei gesti. Qualche volta ci trema una mano, qualche volta muliniamo un braccio per aiutarci a camminare. Chi ha seguito la vicenda di Karol Wojtyla sa che certe difficoltà nel movimento e nella parola non impediscono alla testa e al cuore di funzionare benissimo.

 

Uno di noi a volte deve usare la tastiera del computer con una mano sola. L’altro sta arredando il suo ristorante con mobili e decorazioni in legno di sua creazione. Vorremmo far sapere alle persone che si trovano in una condizione simile alla nostra che la ricerca sta facendo passi da gigante, sia quella farmaceutica sia quella neurochirugica sia quella genetica. Il fatto che la nostra sia una malattia progressiva incurabile di cui non si conosce l’origine non impedisce alla medicina di rendere la nostra vita quasi del tutto normale. Ci sono neurologi specializzati in malattia di Parkinson, aggiornatissimi su tutte le novità farmacologiche e chirurgiche, ci sono anche in Italia centri di eccellenza che partecipano con importanti contributi alla ricerca internazionale. Insistete: stare meglio si può. Non mollate: come dice Veltroni, si può fare.

 

È una bizzarra malattia: chi trema smette quando dorme. Chi cammina male a volte fa le scale o balla il liscio con facilità. Noi due ci siamo trovati a fare politica nello stesso partito, che non a caso è il Partito Democratico. Pensiamo che per la prima volta si trovino in una lista elettorale ben due persone con il nostro problema, due su trentacinque, quasi il 6%! La malattia di Parkinson colpisce in media il due per mille della popolazione, con una leggera prevalenza di maschi, di non fumatori, di persone che non abitano in città.

 

Siamo a disposizione di chi vuole saperne di più. Siamo a disposizione anche delle persone colpite dalle altre malattie del movimento, genetiche o non genetiche. Lo spazio che dà a noi il Partito Democratico è di tutti coloro che vivono una difficoltà e non vogliono rinunciare ad agire, a partecipare alla costruzione di una società migliore per tutti.

 

Elio Bertolin e Giulio Cappa

 


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