Carissime, Carissimi, Chers amis valdôtains,
E’ bene che ci sia tensione ai blocchi di partenza, che l’atleta tenda tutti i suoi muscoli nello slancio verso la meta; ma una volta dato il via, dopo lo sparo dello starter, è bene guardare avanti in modo sereno senza badare troppo ai concorrenti, quanto piuttosto a liberare tutte le nostre energie.
Fuor di metafora non perdiamo il sorriso e la serenità.
Che non vuol dire essere meno determinati, ma essere coscienti di quell’ESPRIT LIBRE di cui siamo i portatori sani. Quello spirito di libertà di cui dobbiamo andare fieri: la libertà e la fierezza di chi non baratta assessorati, di chi non ha sulla schiena il peso di un paracadute o è lì che aspetta di atterrare sulla presidenza di qualche CdA. La libertà e la fierezza dell’uomo onesto che ha magari un datore di lavoro ma non ha padroni. Che decide liberamente il suo destino. Cittadini leali mai sudditi. Senso del dovere e nessuna predisposizione alla servitù.
Esprit libre, sorriso e serenità, per continuare a stare ben lontani dal linguaggio bellicoso, dal gergo militare, che si alza intorno a noi. Chi non ha idee, chi non ha un progetto credibile, urla slogan vuoti e pericolosi. Minaccia. Intimidisce. Poi blandisce e di nuovo spaventa. Bastone e carota. Manganelli e rape.
Non cadremo nella trappola delle provocazioni. Soprattutto, ogni nostro militante deve sapere che la nostra forza sono i fatti e le idee; non l’ideologia e il culto della personalità.
La serenità si acquista quando si ha ben chiaro il senso di ciò che facciamo.Un sistema di potere in Valle è arrivato al capolinea. La vittoria nel 2006 ha segnato con chiarezza e senza ambiguità la necessità del cambiamento, del rinnovamento di una classe dirigente prigioniera di se stessa che blocca lo sviluppo libero della Valle. Oggi nel 2008 è ancora attraverso Nicco e Perrin che passa la strada del cambiamento e del rinnovamento. On ne doit pas la raté. Non possiamo prenderci il lusso di fallire.
E’ fondamentale quindi far chiarezza su un punto nodale del confronto politico: l’Autonomia. La nostra Autonomia; e quando dico nostra, dico dei valdostani, non del Palazzo regionale.
Chi difende l’Autonomia?
Chi difende l’Autonomia? Chi fa il doppio gioco? Chi lancia pericolosi ed eversivi messaggi indipendentisti in Valle? E a Roma o a Courmayeur fa l’occhiolino a Forza Italia, ad An e alla Lega Nord? Proprio Forza Italia e An che hanno presentato in Parlamento disegni di legge contro le Autonomie; proprio quel Pdl che è il più tenace nemico del particolarismo a Bolzano come ad Aosta. Si son forse dimenticati che la Lega Nord vuole le tre macroregioni e ci vuole inglobare nella Padania? Come si fa a ipotizzare accordi sottobanco con i partiti che in lista hanno candidati che si dichiarano fascisti e fanno saluti nazisti? Vergogna!
L’autonomia si difende con chi sostiene gli stessi principi ad Aosta e a Roma. Nicco e Perrin. Nel centro sinistra ad Aosta e a Roma.Ricordando che qui l’Autonomia, questa Autonomia che trae origine da una remota tradizione di autogoverno locale, è e resta il frutto della dolorosa e tragica Resistenza al nazifascismo.
L’Antifascismo ci ha consegnato l’Autonomia;quell’antifascismo che è per noi sinonimo di rifiuto di ogni totalitarismo, di ogni dittatura, di ogni potere arrogante, di ogni cultura o ideologia totalizzante e antipluralistica; quell’antifascismo è ancora oggi valore imprescindibile della nostra vita democratica: perché è il rifiuto della violenza (anche psicologica) come mezzo e persino fine della politica, perché è il rigetto del potere fine a se stesso, perché costituisce il fondamento del dialogo democratico,perché è il principio ispiratore della Costituzione.
Senza i valori autonomisti e progressisti l’Autonomia diventa bieco privilegio economico ed è fatalmente destinata ad avvizzire.
L’attaccamento ai valori (la tradition come dicono gli amici autonomisti) per costruire il nuovo è essenziale per il Partito Democratico, non possiamo perdere di vista l’autonomia, la libertà, la democrazia, la solidarietà, l’equità se vogliamo che la politica torni al servizio dei cittadini. I valori e il dialogo sono le gambe del nostro futuro.
Come trasmettere questo messaggio? Non abbiamo proprietà editoriali. A parte che, personalmente, ho appreso da Gandhi ad aver sempre fiducia nell’uomo e confido nella professionalità di molti giornalisti. Mais en plus nous avons notre liberté et notre dignité. La libertà e dignità del popolo valdostano che Nicco e Perrin non hanno barattato a Roma, per un piatto di lenticchie. Noi non ci siamo svegliati nel 2006 per parlare di un’Altra Valle d’Aosta per poi metterci sotto il gioco di quella vecchia in cambio di un po’ di biada.
Siamo noi, ognuno di noi, sì siamo proprio noi che dobbiamo farci portatori di questo messaggio… Sui posti di lavoro, per la strada, nei bar, casa per casa…
Consentitemi una battuta. In questi giorni anche in Valle d’Aosta è circolato una strano concetto: “Pago, quindi posso, voglio e comando!”. Ecco noi siamo un’altra cosa. Per noi c’è una differenza sostanziale tra governare e comandare: governare nell’interesse di tutti e comandare per sé e i propri seguaci.E’ questo che devono scegliere i valdostani. Tra Candidati che vogliono rappresentare un solo partito o pochi individui assetati di potere o votare Nicco e Perrin che hanno rappresentato e rappresentano la Valle d’Aosta e l’interesse generale.
Grazie Roberto, Grazie Carlo, grazie al vostro senso di responsabilità, grazie a Voi, noi abbiamo ancora la speranza di due anni fa, abbiamo fiducia di ripetere e poter migliorare quel risultato.
Si può fare. Oui, Nous pouvons. Se pou feye.
W Nicco W Perrin